Amianto in condominio: i doveri dell’amministratore
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6 Mag 2016
 
L'autore
Daniela Rotunno
 


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Amianto in condominio: i doveri dell’amministratore

Se in condominio sono presenti manufatti in amianto l’amministratore è tenuto al controllo degli stessi e ad avvisare l’ASL competente.

Che cos’è l’amianto?

L’amianto è un minerale fibroso appartenente al gruppo dei silicati. Tale materiale, per le sue caratteristiche di resistenza al fuoco, basso costo, isolamento termico, acustico ed elettrico, nel nostro Paese è stato largamente usato, nella seconda metà degli anni 90, nell’industria e nell’edilizia. In particolare è stato impiegato nella costruzione dei mezzi di trasporto (treni, automobili) e degli impianti tecnologici (caldaie, caloriferi, tubazioni, rete fognaria). Per le stesse ragioni è stato usato nella realizzazione degli edifici condominiali ed in particolare per tettoie, impianti di riscaldamento, tubature fognarie, ascensori. Tutto questo fino a che non ne è stata accertata la pericolosità ed il legislatore nel 1992 [1] è intervenuto vietandone l’estrazione, importazione, esportazione, commercializzazione e produzione. Il divieto riguarda anche i prodotti di amianto o contenenti amianto. La cessazione del commercio del materiale è stata prevista entro due anni dall’entrata in vigore della legge, quindi a partire dal 1995.

I pericoli per la salute derivanti dalla presenza dell’amianto sono dovuti alla struttura fibrosa del materiale che, se si sfalda, può rilasciare polveri nocive. In particolare l’inalazione di tali polveri, per periodi prolungati, può comportare gravi patologie a carico dell’apparato respiratorio tra le quali il cancro ai polmoni.

 

 

Se c’è amianto in condominio quali obblighi ha l’amministratore?

In tali casi, la legge prevede precisi adempimenti in capo all’amministratore di condominio (ai proprietari in caso di stabili privati). In primo luogo l’amministratore di condominio deve effettuare un censimento ed una mappatura dei manufatti in amianto presenti nelle parti comuni. A tal fine l’amministratore dovrà avvalersi di un tecnico abilitato che dovrà compilare un’apposita scheda. Per ottemperare a tale obbligo non è prevista alcuna approvazione assembleare trattandosi di un obbligo di legge. In presenza di manufatti contenenti amianto, l’amministratore è tenuto ad informare immediatamente l’assemblea dei condomini.

L’amianto si può presentare sotto forma compatta oppure in matrice friabile. Nel primo caso, il materiale non è pericoloso. L’amministratore non avrà l’obbligo di comunicazione ma di programmare controlli periodici. Infatti, nel caso in cui il manufatto sia in stato di degrado può diventare pericoloso, di conseguenza, avvalendosi di un tecnico specializzato, si dovrà procedere ad un’ispezione per valutare eventuali rischi. Se in condominio vi è la presenza di manufatti in amianto di matrice friabile, la situazione è ancora più delicata: tale tipo di amianto è pericoloso perché le polveri si possono staccare facilmente (anche solo se il manufatto viene toccato con mano o urtato) diffondersi nell’aria ed essere inalate. In tal caso l’amministratore deve comunicare all’Asl competente la presenza in condominio del suddetto materiale (pena una sanzione amministrativa pecuniaria che va dai 2582 a 5164 euro).

Chi paga le spese di bonifica?

In condominio le spese per la bonifica, la rimozione e lo smaltimento dell’amianto devono essere ripartite tra i condomini in base alle tabelle millesimali.

Come si deve procedere per la bonifica?

Nel caso in cui sia necessario intervenire su manufatti presenti sulle parti comuni, occorrerà rivolgersi ad una ditta specializzata iscritta all’albo nazionale Gestori ambientali nella categoria 10. L’amministratore interpellerà una o più ditte per il preventivo dei lavori ed in seguito, dovrà chiedere all’Asl l’autorizzazione a procedere alla rimozione del materiale. Di norma le ditte procedono ad incapsulare e ad impacchettare l’amianto per poi smaltirlo nelle apposite discariche secondo le modalità previste dalla legge.

Cosa prevede l’Unione Europea?

Il Comitato economico e sociale, in un recente parere [2], ha chiarito che la rimozione definitiva entro il 2032 dell’amianto da tutti gli edifici, le tubazioni, i macchinari e gli impianti presenti nei territori degli stati membri è un obiettivo primario dell’Unione Europea. Il raggiungimento di tale risultato dovrà essere realizzato attraverso la predisposizione di specifici piani di azione da parte degli stati membri e con il coordinamento dell’Unione Europea. Nel suddetto parere il Comitato, tenuto conto degli ingenti costi necessari per lo smaltimento dell’amianto, auspica l’istituzione di fondi europei destinati a tal fine. Viene affrontato anche il problema delle discariche di rifiuti contenenti amianto che, secondo il Comitato economico e sociale, rappresentano solo una soluzione temporanea al problema: in particolare andrebbero ricercate tecnologie sostenibili per la distruzione, il riciclaggio sicuro e lo smaltimento di tali rifiuti.


[1] L. n. 257/1992.

[2] Parere 2015/C/251.

 

Autore immagine: Pixabay.com

 


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