Bollo auto: una proposta di legge per cancellarlo
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6 Mag 2016
 
L'autore
Daniela Rotunno
 


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Bollo auto: una proposta di legge per cancellarlo

La tassa automobilistica potrebbe essere eliminata in cambio di un aumento della benzina.

Il bollo auto, la tassa tanto odiata dagli automobilisti, potrebbe essere in futuro cancellata. Questo è quanto previsto dalla proposta di legge depositata recentemente alla Camera dei deputati dal deputato Roberto Caon.

Che cos’è il bollo auto?

Il bollo auto è stato introdotto nel nostro Paese nel 1953 come tassa di circolazione dovuta dai proprietari di autoveicoli e motoveicoli immatricolati in Italia [1]. Dal 1982 è dovuto anche per i veicoli non circolanti, come tassa di possesso del mezzo. Dal 1999 la competenza per la riscossione del bollo è stata devoluta alle Regioni. La tassa non è dovuta per i veicoli immatricolati da oltre trent’anni. Il pagamento del bollo è annuale ed è effettuato secondo i dati inseriti nel Pubblico registro Automobilistico (PRA). Il costo varia a seconda della potenza del veicolo espressa in Kilowatt indicato sulla carta di circolazione: il valore si ottiene moltiplicando i Kw per la tariffa euro prevista dalla propria regione. Sul sito dell’agenzia delle Entrate è possibile calcolare il bollo auto inserendo la targa del veicolo e la relativa categoria (www.agenziaentrate.gov.it/servizi/bollo/calcolo/RichiestaPagamentoSemplice.htm).

 

Che cosa prevede la proposta di legge?

La proposta del deputato del gruppo politico del “Fare” prevede la cancellazione del bollo auto in cambio di un aumento delle accise sulla benzina. Per ora nel progetto di legge viene previsto un aumento del 15% sul costo del carburante, che però, ha spiegato l’onorevole Caon, potrebbe essere probabilmente ridotto.

 

Chi pagherà di più?

Il pagamento della tassa automobilistica porta ogni anno nelle tasche dello Stato all’incirca 6 miliardi di euro. Cifra certamente notevole, ma lo è anche l’evasione stimata di circa 500 milioni di euro. Spostando il pagamento del bollo auto sui costi della benzina, oltre a combattere l’evasione del tributo, si eliminerebbe una tassa per gli italiani e la riscossione per lo Stato diverrebbe automatica. In questo modo possiamo dire che il bollo auto diventa una tassa sui consumi, infatti chi percorre più chilometri pagherà di più. La proposta da un lato agevola alcune categorie, come i pensionati, che si spostano relativamente, ma dall’altro aumenta i costi per chi percorre più chilometri. Il deputato del gruppo politico facente capo a Flavio Tosi, sindaco di Verona, ha spiegato che la norma dovrebbe essere appoggiata dai gruppi ecologisti come misura anti-inquinamento; infatti se la legge dovesse essere approvata, pagherà di più chi inquina di più.

Che cosa succede per le auto immatricolate all’estero?

Secondo la legge, il pagamento del bollo è dovuto solo per i veicoli immatricolati nella Repubblica Italiana. Tuttavia le auto immatricolate all’estero che circolano sul territorio italiano sono numerose; si stima che siano all’incirca 3,5 milioni, senza considerare i turisti stranieri e gli autobus turistici che percorrono le nostre strade. Le auto con targa estera non sono soggette al pagamento del bollo auto in Italia. Per tale ragione si è diffusa la pratica di acquistare auto all’estero (soprattutto dai paesi dell’Est); in questi paesi, inoltre, le auto e le relative immatricolazioni hanno un costo inferiore e le tariffe dell’assicurazione sono più basse. Con la nuova proposta di legge anche questi furbetti sarebbero costretti a pagare! Tutto questo dovrebbe tramutarsi in un risparmio per i contribuenti. Infatti costringendo a pagare anche le auto immatricolate all’estero si allargherebbe la base imponibile con la conseguente riduzione del costo per ciascun contribuente.


[1] D.P.R. n. 39/1953.

 


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Commenti
10 Mag 2016 aldo baudino

Questa proposta, qualora diventasse una legge, finirà per penalizzare i disabili che hanno già attualmente diritto all’esenzione del bollo e che sarebbero costretti a pagare un maggior costo del carburante per compensare le mancate entrate. Quindi, senza voler mettere in dubbio la legittimità della proposta, sarebbe opportuno valutare anche questo aspetto per non gravare su coloro che, sono già pesantemente condizionati nella loro vita. Pertanto mi auguro che quanto mi permetto di sollevare venga evidenziato e preso in considerazione per trovare delle soluzioni compensative.