Strisce blu: multa nulla se sosti oltre l’orario pagato
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8 Mag 2016
 
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Strisce blu: multa nulla se sosti oltre l’orario pagato

Nel caso di sosta a pagamento, la scadenza del ticket non comporta un illecito amministrativo e quindi non dà potere al giudice di elevare la multa, ma configura solo un inadempimento contrattuale.

 

Strisce blu: ancora oggi sono nulle gran parte delle multe per ticket scaduto e non rinnovato. Pochissimi, infatti, sono i Comuni italiani che, in ottemperanza alla nota del ministero dei trasporti dell’anno scorso [1], hanno adottato una propria normativa interna che regolamenti gli spazi di sosta a pagamento. Ma procediamo con ordine.

 

Il caso è piuttosto ricorrente: l’automobilista lascia l’auto sulle strisce blu, acquista il ticket dal parchimetro (o dal tabacchino), lo espone correttamente sul vetro anteriore e poi si allontana. Senonché torna con ritardo rispetto al tempo coperto dal pagamento; così trova la multa sul parabrezza perché, passando di là, un vigile si è accorto del mancato rinnovo del “grattino”.

 

Ebbene, non esiste una norma di legge che sanzioni il mancato rinnovo del ticket: il codice della strada regola solo l’ipotesi del primo pagamento, stabilendo che il ticket debba essere esposto in modo visibile (di solito sul parabrezza), ma nulla dice con riferimento al caso in cui lo stesso, una volta scaduto, non venga rinnovato, con l’acquisto di uno successivo.

 

Ad accorgersi della lacuna furono, per primi i giudici di Pace (tra cui il Giudice di Pace di Lecce). La patata bollente è rimbalzata subito alle Prefetture che hanno, a loro volta, investito il Ministero. Consultatosi con i propri tecnici, il Ministero dell’Interno già nel 2007 aveva confermato la nullità della multe. In particolare, nel parere pubblicato nove anni fa, si ammetteva che l’unico caso in cui la legge prevede la multa per mancato rinnovo del ticket è quello in cui la sosta avvenga in aree ove il parcheggio è possibile solo per un periodo di tempo limitato; al contrario, per tutti gli altri spazi (la maggioranza) ove è possibile lasciare l’auto anche tutto il giorno – sempre dietro pagamento del ticket – non vi è alcuna regolamentazione normativa [2].

 

Ad ammettere ciò fu, l’anno scorso, anche il Ministro dei Trasporti Lupi in risposta alla richiesta di chiarimenti avanzata dai Comuni inferociti che, così, vedevano svanire la possibilità di fare cassa con le strisce blu. Il ministero, in quella occasione, ebbe a specificare che, sebbene non si possa parlare di illecito amministrativo (e, quindi di contravvenzione), resta comunque l’illecito civile del mancato pagamento: una soluzione, però, che obbligava i Comuni a fare un decreto ingiuntivo per ogni automobilista che non avesse rispettato l’obbligo del rinnovo del ticket. Sicuramente una via antieconomica.

 

Così, a ulteriore specificazione, il Ministero dei Trasporti, nella nota del 12 maggio 2015, disse che la lacuna del codice della strada poteva essere colmata a livello locale: spettava, cioè, ai Comuni emettere regolamenti che disciplinassero la sosta a pagamento, rendendo così legittime le multe a “grattino” scaduto.

 

Ebbene, queste ordinanze non sono mai state emesse dalla gran parte dei Comuni italiani; così le contravvenzioni continuano ad essere nulle. L’automobilista che impugni, dunque, la multa, avrà diritto a che il Comune esibisca, davanti al giudice, una copia autentica di tale ordinanza, mancando la quale la sanzione è nulla.

 

Sapendo ciò, i Comuni, in verità, non dovrebbero elevare le contravvenzioni e gli automobilisti potrebbero limitarsi a pagare la sosta per un tempo limite per poi lasciare l’auto anche tutto il giorno. Sappiamo però quanto costa un ricorso al giudice e, in presenza di atteggiamento ostruzionistico dell’amministrazione, chi ci andrebbe di mezzo sarebbe, in ogni caso, il cittadino.

 

Per inciso: secondo il giudice di Pace di Orbetello [3] anche una eventuale regolamentazione comunale sarebbe addirittura incostituzionale andando a interferire in una materia – quella tributaria – rilasciata dalla Costituzione solo alla legge del Parlamento o del Governo.

 

Particolare è, poi, la sentenza del Tribunale di Verona [4] secondo cui, nella gran parte dei verbali della polizia, con cui viene elevata la contravvenzione per ticket scaduto sulle strisce blu, venga riportata la violazione di un articolo di legge sbagliato. In pratica, ad essere violato non è l’articolo 157 del codice della strada (“Arresto, fermata e sosta dei veicoli) ai commi 6 e 8, bensì l’articolo 7 (“Regolamentazione della circolazione nei centri abitati”) al comma 15.


[1] Min. Trasporti, nota del 12.05.2015.

[2] Art. 7, commi 14 e 15, e 157, comma 6 cod. str. Con 2 distinti pareri rilasciati rispettivamente il 22 marzo 2010 e il 5 luglio 2011 il Ministero ha chiarito che nelle aree a pagamento senza limiti orari di sosta la mancata esposizione del ticket comporta la sanzione di 41 euro, prevista dall’art. 7/14° cds. In queste aree, prosegue il ministero dei trasporti, se il contrassegno viene regolarmente esposto ma la sosta si prolunga oltre al periodo consentito non scatterà alcuna multa stradale ma solo una procedura di recupero delle somme non corrisposte (stabilite da un apposito regolamento comunale ai sensi dell’art. 17/132° della legge n. 127/1997).

[3] GdP Orbetello sent. n. 3/2014 del 6.03.2014.

[4] Trib. Verona, sent. n. 298/2015.

 


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Commenti
8 Mag 2016 Paolo Palermo

Come si viene fuori da questo intoppo, anche un po perverso, secondo cui il cittadino è l’unico a subirne le conseguenze, non solo deve ricorrere nel giudice di pace ” qualora ce ne fossero nel vicino circondario”, ma si accolla le spese di benzina da sostenere ,il costo del contributo, l’onorario dell’avvocato, e infine lo stress psicologico, per dimostrare le proprie ragioni, è ora che si faccia una legge che punisca le Pubbliche amministrazioni, è vero, la legge non ammette ignoranza ” rivolta ad un normale Cittadino” ma per le pubbliche amministrazioni, che non sono semplici cittadini! ma pubblici ufficiali a servizio del bene pubblico, lo stato dovrebbe essere più severo quando loro sbagliano, specialmente quanto tutti sanno di sbagliare volutamente.