Andrea Iurato
Andrea Iurato
7 Mag 2016
 
Le Rubriche di LLpT


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Olio di oliva dalla Tunisia: occhio all’etichetta

L’Europa ha aperto le frontiere all’olio di oliva proveniente dalla Tunisia e in tanti stanno protestando per la concorrenza rispetto all’olio italiano e per il fatto che l’olio straniero sarebbe di qualità più scarsa e meno sicuro. Una attenta lettura dell’etichetta può farci stare tranquilli.

 

L’olio di oliva tunisino sarà sempre più presente nei nostri supermercati e potrebbe essere un concorrente agguerrito dell’olio di oliva italiano grazie all’’esenzione dai dazi doganali. Imparare a leggere l’etichetta dell’olio consente di evitare sorprese e inganni.

 

Grazie ad un accordo tra Unione europea e Tunisia [1], dal 2005 i produttori tunisini possono esportare in Europa fino a 56.700 tonnellate l’anno del loro olio d’oliva senza pagare alcun dazio. In queste settimane in tanti hanno polemizzato contro questa misura, specialmente le associazioni dei produttori che contestano il favoreggiamento della concorrenza dei produttori tunisini i quali dovendo sopportare costi minori degli italiani potrebbero permettersi prezzi più competitivi, garantendosi così maggiori profitti.

 

Appena qualche settimana fa il Parlamento Europeo aveva dato il via libera all’esenzione dai dazi per gli anni 2016 e 2017 di altre 35.000 tonnellate di olio tunisino [2]. Qualche giorno fa la Commissione europea ha approvato il regolamento definitivo [3] che attua la controversa decisione del Parlamento, per cui già da qualche giorno le frontiere europee si sono aperte all’ingresso di oltre 90.000 tonnellate di olio proveniente dalla Tunisia.

 

La notizia farà piacere a chi vorrà approfittare del prezzo quasi certamente più basso dell’olio africano, ma potrebbe preoccupare chi è disposto a spendere qualche euro in più per affidarsi alla qualità dell’olio d’oliva italiano.

 

Per essere certi della qualità e della provenienza dell’olio che si intende acquistare basterà comunque leggere attentamente l’etichetta. La legge infatti obbliga chiunque venda olio di oliva in Europa ad indicarne chiaramente in etichetta sia la qualità [4] che la provenienza [5].

 

Per quanto riguarda la qualità, possiamo essere sicuri di acquistare dell’olio extra-vergine di oliva quando sull’etichetta troveremo la scritta “olio d’oliva di categoria superiore ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici”, mentre il meno pregiato olio vergine riporterà l’indicazione “olio d’oliva ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici”.

 

Ogni confezione di olio d’oliva deve indicare obbligatoriamente anche la provenienza geografica, che corrisponde al Paese dove sono state raccolte le olive e dove è situato il frantoio che le ha trasformate in olio.

Se le olive provengono da un Paese diverso da quello dove vengono spremute, l’etichetta deve indicarlo chiaramente. Non è raro infatti che oli indicati come “italiani” siano ottenuti con olive provenienti da altri Paesi.

Se l’olio è prodotto all’interno dell’Unione europea il produttore può decidere di non indicare sull’etichetta il Paese specifico di provenienza, ma limitarsi a indicare che l’olio è stato prodotto all’interno dell’UE.

 

Anche per l’olio, come per tutti gli alimenti, un’etichetta chiara e a norma di legge può aiutare il consumatore a evitare sorprese e inganni e il produttore a esaltare la qualità del proprio prodotto e convincere ad acquistarlo anche se un po’ più caro dei concorrenti esteri.


[1] Decisione n. 2005/720/CE

[2] Art. 1, reg. UE n. 580/2016

[3] Reg. di esecuzione UE n. 605/2016

[4] Art. 3, reg. di esecuzione UE n. 29/2012

[5] Art. 4, reg. di esecuzione UE n. 29/2012

 


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