Doppio contributo unificato anche se perdi in Commissione Tributaria
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8 Mag 2016
 
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Doppio contributo unificato anche se perdi in Commissione Tributaria

Condanna al versamento aggiuntivo del contributo unificato anche in caso di soccombenza davanti alla CTR: la nuova norma, dettata per il procedimento innanzi alla Corte di Appello, può estendersi anche alla giurisdizione tributaria.

 

Chi perderà una causa in appello contro l’Agenzia delle Entrate o (in determinati casi) contro Equitalia pagherà, oltre alle spese processuali, una seconda volta il contributo unificato già versato al momento dell’introduzione del giudizio (che, già di per sé, è un importo tutt’altro che modesto visto che viene commisurato sulla base dei singoli atti impugnati e non sul valore dell’intero giudizio).

 

Applicazione estensiva, dunque, alle cause tributarie della norma che prevede, in caso di rigetto dell’appello presso il Tribunale ordinario, la condanna della parte soccombente a pagare nuovamente il contributo unificato: la nuova disciplina (introdotta con la legge di Stabilità 2013 [1]), benché dettata apparentemente per l’autorità giudiziaria ordinaria di secondo grado, può essere estesa anche ai giudizi innanzi alle cause davanti alla Commissione Triburia Regionale.

 

A fornire questa interpretazione “a sorpresa” è la CTR di Milano con una recente sentenza [2]. La Corte, dopo aver rigettato il ricorso di un contribuente, ha ritenuto che manchi un’espressa norma che disciplini in modo distinto la giurisdizione ordinaria da quella tributaria (a conferma di ciò il fatto che entrambe sono sottoposte al vaglio della Cassazione). Pertanto, le nuove regole sulla soccombenza previste per l’Appello ordinario si applicano anche davanti alla Commissione Tributaria: il rigetto integrale dell’appello innanzi fa scattare la condanna al pagamento del contributo unificato aggiuntivo introdotto dalla legge di stabilità 2013, di importo pari a quello dovuto per proporre l’impugnazione: la finalità della norma – si legge in sentenza – è quella di evitare impugnazioni avventate o dilatorie al pari del settore civile. Le due giurisdizioni, peraltro, dal 2011 risultano equiparate quanto al pagamento del contributo unificato dopo la modifica all’articolo del testo unico delle spese di giustizia. D’altronde il raddoppio del contributo unificato si applica ai ricorsi per Cassazione bocciati e sarebbe dunque “irragionevole” escludere la contribuzione aggiuntiva in sede tributaria per la mera seconda fase di merito.

 


[1] Art. 13, co. 1 quater, T.U. spese di giustizia.

[2] CTR Lombardia, Milano, sent. n. 2613/16.

 


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