Entro quali limiti Equitalia può pignorare la pensione del debitore?
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7 Mag 2016
 
L'autore
Angelo Forte
 


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Entro quali limiti Equitalia può pignorare la pensione del debitore?

Guida per i pensionati che abbiano debiti con il fisco, con gli enti previdenziali (Inps e Inail) e con le amministrazioni comunali per conoscere il limite massimo di pignorabilità delle pensioni.

 

Il numero assai elevato di debitori nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, dell’Inps o dell’Inail, delle amministrazioni creditrici di sanzioni per violazioni del Codice della Strada e, in definitiva, di Equitalia, pone continuamente all’ordine del giorno il tema della sicurezza economica di tali contribuenti. L’arrivo di cartelle di pagamento e di azioni di riscossione da parte di Equitalia potrebbe costituire, infatti, un serio attacco all’unica fonte di sostentamento del cittadino: lo stipendio o la pensione.

 

Il problema si aggrava ancor di più quando i debitori sono pensionati: l’età avanzata ed il fatto che sovente essi mantengano o contribuiscano a mantenere figli o nipoti disoccupati, rende ancor più penoso lo stato di ansia che attanaglia queste persone. Risulta, quindi, utile conoscere quali limiti incontri Equitalia, cioè il principale Agente della riscossione, nella sua attività di recupero crediti per conto del Fisco, degli enti previdenziali e delle altre amministrazioni.

In particolare ci si chiede se, ed entro quali limiti, Equitalia possa pignorare la pensione del debitore.

 

La legge [1] non consente a Equitalia di avvalersi, per il pignoramento delle pensioni, della più rapida forma di pignoramento costituita dalla esecuzione esattoriale, forma che le consente di arrivare al blocco delle somme senza bisogno di passare dal tribunale. Per le pensioni, invece, è necessario passare per la via tradizionale, con citazione innanzi al giudice dell’esecuzione. E già questo è un punto di partenza importante in quanto viene escluso direttamente dalla legge che la pensione sia oggetto di pignoramento e di decurtazione senza che, preventivamente, vi sia un magistrato che controlli la correttezza della procedura.

 

Equitalia, perciò, notificato l’atto di pignoramento direttamente all’ente che eroga la pensione (Inps) oppure all’ufficio postale presso cui la pensione viene accreditata (oltre che al debitore), dovrà poi chiamare il debitore e l’Inps o le Poste dinanzi al Giudice perché sia il Giudice stesso ad assegnare al creditore l’importo dovuto e già pignorato.

 

Esistono, ed eccoci al punto, limiti ben precisi fissati dalla legge (per i pignoramenti eseguiti dal 27 giugno 2015) [2] che Equitalia, ed in genere ogni creditore, non può superare quando esegue il pignoramento della pensione del debitore.

 

Se la pensione non è accreditata presso un ufficio postale, caso piuttosto raro, essa può essere pignorata da Equitalia, per il recupero di tributi dovuti allo Stato, alle Province ed ai Comuni, nella misura massima di un quinto della parte che eccede l’importo di Euro 672,78 (una volta e mezza l’assegno sociale che, per il 2015 è pari ad Euro 448,52).

 

Se, invece, la pensione è accreditata mensilmente presso un ufficio postale (o presso una banca), allora Equitalia potrà pignorare per intero le somme giacenti sul conto, prima della data del pignoramento, nella misura che eccede il triplo della pensione sociale (quindi sarà pignorabile tutto ciò che giace sul conto da prima del pignoramento e che eccede Euro 1.345,56, cioè il triplo di Euro 448,52).

 

Le somme che, invece, saranno accreditate sul conto (postale o bancario) a titolo di pensione a partire dalla data del pignoramento, saranno pignorabili da Equitalia (per il recupero di tributi dovuti a Stato, Province e Comuni) nei limiti prima indicati e cioè non oltre il quinto di ciò che eccede Euro 672,78.


[1] Art. 72 bis del D.p.r.. n. 602 del 1973.

[2] Art. 545 cod. proc. civ.

 

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