Usare i permessi 104 per parziale assistenza al disabile è vietato
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8 Mag 2016
 
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Usare i permessi 104 per parziale assistenza al disabile è vietato

Si può licenziare il dipendente che sfrutta i permessi della legge 104 del 1992 solo al fine di prestare una parziale assistenza al familiare disabile.

 

Chi ottiene i giorni di permesso retribuito, ai sensi della legge 104/1992, per assistere il parente disabile, non può svolgere, nella stessa giornata, anche solo parzialmente, altri compiti: diversamente commette una “frode” sia nei confronti del datore di lavoro (per l’utilizzo di un permesso in modo difforme alle finalità previste dalla legge), sia nei confronti del sistema previdenziale nazionale (perché scarica il costo del proprio abuso sulla collettività, in quanto l’indennità gli viene erogata dall’Inps). Pertanto può ben essere licenziato il lavoratore bugiardo che, con la scusa dei permessi della 104, compie altre attività personali. Lo ha ribadito, per l’ennesima volta, la Cassazione con una recente sentenza [1].

 

L’abuso dei permessi della legge 104 è una delle principali cause di contestazione tra datori di lavoro e dipendenti. È anche vero che questi ultimi si stanno ormai “organizzando” con investigatori privati per mettersi sulle tracce dei lavoratori infedeli. Anche la foto scattata con lo smartphone del collega è stata ritenuta dalla giurisprudenza un valido elemento di prova della distrazione dall’obbligo di assistere il portatore di handicap.

 

Con un’ultima sentenza, la Cassazione torna quindi sullo scottante argomento ricordando a tutti i falsi utilizzatori dei “permessi retribuiti 104” che è legittimo il licenziamento di chi usufruisce delle giornate di assenza dal lavoro ma poi presta solo una parziale assistenza al parente disabile perché impegnato a svolgere altre attività.

 

Il licenziamento, in questi casi, attesa la gravità della condotta, può essere effettuato in tronco, ossia senza preavviso (in gergo giuridico si chiama “licenziamento per giusta causa”).

 

 

La vicenda

La Cassazione ha confermato il licenziamento per giusta causa di un dipendente di una società che, dopo aver chiesto e ottenuto alcuni permessi previsti dalla legge sull’assistenza di familiari con disabilità, li sfruttava solo parzialmente: il lavoratore, difatti, veniva visto da un investigatore ingaggiato dall’azienda, recarsi presso l’abitazione del parente da assistere, ma prestare un numero di ore inferiore rispetto a quello previsto.

 

Il lavoratore in questione aveva prestato assistenza “per due terzi del tempo dovuto o, in base agli stessi riferimenti del ricorrente, per metà del tempo dovuto, con grave violazione dei doveri di correttezza e buona fede sia nei confronti del datore di lavoro che dell’ente assicurativo”.

 

 

L’abuso dei permessi 104

La Corte scrive parole molto severe nei confronti di chi abusa dei giorni di permesso previsti dalla “104”. Il comportamento del dipendente – si legge nella sentenza in commento – che, con riferimento al permesso previsto dalla legge 104/92, si avvale dello stesso non per l’assistenza al familiare, bensì per effettuare altre attività, integra l’ipotesi dell’abuso di diritto, giacché tale condotta si palesa, nei confronti del datore di lavoro come lesiva della buona fede, privandolo ingiustamente della prestazione lavorativa. Ciò viola peraltro l’affidamento che l’azienda ripone nel dipendente medesimo ed integra nei confronti dell’Inps (in quanto ente erogatore del trattamento economico), un’indebita percezione dell’indennità e uno sviamento dell’intervento assistenziale.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza 11 febbraio – 6 maggio 2016, n. 9217
Presidente Amoroso – Relatore Bronzini

Svolgimento del processo

II Tribunale di Lanciano dichiarava l’illegittimità dei licenziamento per giusta causa intimato dalla Sevel spa a M. M. in quanto, come da accertamento di Agenzia investigativa. II M. pur avendo richiesto alcuni permessi ex L, n. 104/1992 era stato visto recarsi presso l’abitazione dell’assistita (cognata non convivente) affetta da grave disabilità per un numero di ore inferiore a quello previsto. Il Tribunale annullava il licenziamento con le conseguenze di cui alla sentenza e rigettava il reclamo della società. La Corte di appello con sentenza del 14.10.2014 accoglieva Invece il reclamo della società e dichiarava la legittimità del recesso. La Corte territoriale osservava che dall’accertamento non contestato dell’Agenzia investigativa Incaricata delta verifica il M. era stato visto recarsi presso l’abitazione dell’assistita solo il 12. 12 per un totale di 4 ore e 15 minuti e per tre ore e 25 minuti il 13. 12. Circa la deduzione dei lavoratore di avere il 10.12 svolto nella mattina attività di assistenza osservava che il permesso riguardava il pomeriggio, durante il quale il M. non sl era invece visto. Ricorreva la

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[1] Cass. sent. n. 9217/16 del 06.05.16.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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Commenti
8 Mag 2016 giuseppe bonaiti

Bisognerebbe limitare i permessi solo x accompagnare e assistere il parente disabile in caso di visite o esami ospedalieri.

 
11 Mag 2016 Monica

Dove è stabilito quanto tempo bisogna assistere una persona invalida? Non ci sono solo le visite mediche e gli esami ospedalieri. Mio padre ha bisogno di essere aiutato ad essere vestito e spogliato, ha bisogno di aiuto nel fare la doccia, ha bisogno di qualcuno che gli prepari i pasti. Poi per il resto è autosufficiente. E se mia madre un giorno sta male e non può pensarci lei, io mi prendo il permesso che mi spetta di diritto. E che faccio vado e torno dal lavoro 3-4 volte al giorno?

 
12 Mag 2016 franco pernici

Ma quanto dura un permesso legge 104?Qualcuno lo sa?Non credo 24h anche perché viene retribuito in base alle ore di ccnl,o sbaglio?

 
28 Ott 2016 franca mondonico'

se curo un parente ammalato 24 ore al giorno sicuramente in breve tempo un altro parente dovrebbe curare me………penso ci siano malattie’e malattie’—-faccio un esempio se curo mia madre ammalata di demenza senile schizzofrenica …se non stacco ogni 3 o4 ore alla fine della giornata sono schizzofrenica pure io …ma in piu ho la familia da portare avanti dunque penso che la legge 104 per assistenza deve essere interpretata caso per caso–