Multe: per chi vince il ricorso, rimborso spese legali elevato
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8 Mag 2016
 
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Redazione
 


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Multe: per chi vince il ricorso, rimborso spese legali elevato

No al tetto alle spese pari al valore di lite nelle opposizioni al Giudice di Pace contro multe e relative cartelle di pagamento di Equitalia.

 

Per una multa stradale di 73 euro che è stata annullata, si può ottenere dal giudice il diritto al rimborso delle spese legali di 500 euro? Sì, secondo la Cassazione. Con una recente sentenza [1], infatti, la Suprema Corte ha chiarito che, nel caso di ricorso contro una contravvenzione o una cartella esattoriale di basso importo, il cittadino che vince la causa può ottenere l’integrale rimborso delle spese di giudizio sostenute: ciò vale anche se detto importo è di valore superiore a quello della multa o della cartella.

 

Il dubbio nasce da una norma di legge, introdotta nel 2011 [1]; in essa si stabilisce che, nelle cause davanti al giudice di Pace di importo superiore a 1.100 euro, le spese, competenze ed onorari liquidati dal giudice non possono superare il valore della domanda. Sono quelle che vengono comunemente chiamate spese legali o, meglio, spese di giudizio, che conseguono alla cosiddetta condanna alle spese nei confronti di chi perde il ricorso e che vanno versate a chi invece lo vince.

 

Se così fosse, però, nessun avvocato sarebbe disposto a patrocinare una causa per un divieto di sosta o per una cartella di pagamento di poche decine di euro, tanto più che, detti giudizi possono essere anche molto complessi (non è il valore, infatti, a stabilire la difficoltà delle eccezioni giuridiche) e, soprattutto, lunghi. Il paradosso sarebbe che, per una multa di 73 euro il legale verrebbe ricompensato dell’impegno profuso in udienza e allo studio, dopo almeno due o tre anni, con 70 euro!

 

Per fortuna, l’interpretazione corretta da dare alla norma è un’altra: tale tetto alle spese legali riguarda solo le cause in cui il giudice decide secondo equità (ossia senza basarsi sullo stretto dettato delle norme giuridiche, ma sulla base di quanto egli ritiene giusto ed equo). Il che esclude tutte le controversie davanti al giudice di pace di opposizione a ordinanza-ingiunzione del Prefetto, a verbale di accertamento per le violazioni al codice della strada e a cartella di pagamento: si tratta, infatti, di giudizi ove si possono porre questioni complesse che implicano decisioni secondo diritto.

 

La legge, dunque, ha voluto mettere una soglia massima a competenze e onorari solo per le controversie che, per ragioni di valore, sono attribuite alla giurisdizione equitativa del giudice di pace, ossia alle controversie più semplici nelle quali si può stare in giudizio da soli. Invece nelle cause sulle multe la difesa dell’avvocato appare in certi casi indispensabile, vista la complessità degli argomenti che si possono porre, benché il valore sia modesto.

 

Il cittadino può allora stare tranquillo che l’acconto versato all’avvocato per avviare la causa gli sarà integralmente restituito e, con la differenza, il legale verrà soddisfatto anche del residuo della parcella.


[1] Cass. sent. n. 8961/2016.

[2] Legge n. 212/11.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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