Disoccupazione cococo, più facile accedere alla Dis-Coll
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9 Mag 2016
 
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Noemi Secci
 


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Disoccupazione cococo, più facile accedere alla Dis-Coll

Più facile ottenere la Dis-coll per lavoratori parasubordinati: non più necessario un mese di contributi nell’anno in corso e apertura ai lavoratori pubblici.

 

Aumenta la platea dei beneficiari della Dis-Coll, l’indennità di disoccupazione dei parasubordinati: una nuova circolare dell’Inps [1], difatti, ha cancellato, tra i requisiti necessari per ottenere il beneficio, il possesso di un mese di contributi nell’anno in corso. L’indennità, poi, è stata aperta anche ai parasubordinati del settore pubblico ed è stato individuato con chiarezza il computo dei periodi utili ed il cumulo con altre prestazioni di attività lavorativa. Vediamo, nel dettaglio, che cos’è cambiato.

 

 

Dis-coll: contribuzione posseduta

In primo luogo, per ottenere l’indennità di disoccupazione per parasubordinati (cococo), è necessario possedere, oltre allo stato di disoccupazione, dei precisi requisiti di contribuzione:

 

3 mesi di contributi accreditati dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello in cui cessa il rapporto lavorativo;

– 1 mese di contribuzione nell’anno in corso, oppure la sussistenza di un rapporto di collaborazione della durata di un mese, che abbia dato luogo ad un reddito almeno pari alla metà dell’importo che dà diritto all’accredito di un mese di contribuzione.

 

Il requisito relativo al mese di contribuzione o di lavoro nell’anno in corso è stato ora eliminato dall’Inps: resta pertanto il solo accredito dei 3 mesi di contribuzione dal 1° gennaio dell’anno precedente al verificarsi della disoccupazione.

In particolare, si considerano accreditati 3 mesi di contributi se, in base all’aliquota applicata, risulta versata la contribuzione minimale relativa a tre mesi, a prescindere dal periodo di effettivo lavoro.

Considerando i cococo iscritti in via esclusiva alla Gestione separata, per i quali l’aliquota è pari al 31,72% dei contributi e considerando che il minimale vigente nel 2016 è pari a 15.548 euro, nello stesso anno si possiedono 3 mesi di contributi se sono stati versati almeno 1.233 euro (15.548 per 31,72% per 3/12).

Se i contributi risultano dovuti dal committente e non versati, il cococo non ha diritto alla prestazione, in quanto, non essendo dipendente, non opera il principio di automaticità (che opera solo per l’indennità di maternità, relativamente ai cococo).

 

 

Dis-coll anche per i lavoratori pubblici

L’Inps ha chiarito, nella stessa circolare, che l’accesso alla Dis-coll non è precluso ai lavoratori pubblici: i cococo impiegati presso le pubbliche amministrazioni, dunque, in quanto non esclusi dalla normativa, possono pienamente beneficiare della disoccupazione per i parasubordinati.

Restano, invece, fuori della platea gli assegnisti di ricerca, i dottorandi e i titolari di borsa di studio, in ragione della specialità del loro rapporto lavorativi [2].

 

 

Dis-coll: gli esclusi

Non hanno diritto a percepire la disoccupazione, poi, coloro che non risultano iscritti in via esclusiva alla Gestione separata, come i pensionati e gli iscritti ad altre casse: questi, peraltro, hanno un’aliquota pari al 24%. Restano esclusi anche gli iscritti alla Gestione separata con partita Iva aperta (anche se parasubordinati, i quali devono dunque chiuderla per beneficiare della Dis-coll) ed i liberi professionisti (ai quali si applica l’aliquota del 27,72%). Fuori dalla platea, infine, amministratori,  sindaci o revisori di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica.

 

 

Dis-coll: stato di disoccupazione

Il requisito del possesso dello stato di disoccupazione si considera soddisfatto se:

 

– il lavoratore è privo d’impiego;

– il lavoratore ha reso la Did, dichiarazione d’immediata disponibilità al lavoro ed alla partecipazione alle misure di politica attiva: la Did può essere resa all’Inps, anche in via telematica, assieme alla domanda Dis-coll, o presso un centro per l’impiego, o, ancora, tramite il portale Anpal (al momento non attivo).

 

È compatibile con la Dis-coll l’impiego subordinato inferiore o pari a 5 giorni (in questo caso l’indennità è sospesa e riprende a decorrere terminato il rapporto) e l’attività lavorativa autonoma, parasubordinata o di lavoro accessorio, entro il rispetto di precise soglie di reddito.

In particolare, i limiti sono:

 

– reddito sino a 8.000 euro per il nuovo lavoro parasubordinato (in questo caso l’indennità è ridotta in misura pari all’80% del nuovo reddito);

 

– reddito sino a 4.800 euro per la nuova attività di lavoro autonomo (anche in questo caso l’indennità è ridotta in misura pari all’80% del nuovo reddito);

 

– reddito sino a 7.000 euro netti (9.333 lordi) per il lavoro accessorio, retribuito con i voucher: in quest’ipotesi, la riduzione pari all’80% del reddito non è effettuata sotto i 3.000 euro netti (4.000 lordi).


[1] Inps, Circ. n. 74/2016.

[2] MLPS, Interpello n. 31/2015.

 


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