Equitalia: dopo quante rate si decade dalla dilazione?
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8 Mag 2016
 
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Equitalia: dopo quante rate si decade dalla dilazione?

Rateazione: lo spartiacque è il 22 ottobre 2015 poiché, per i piani concessi prima, valgono ancora otto rate mentre per quelli successivi le rate sono cinque.

 

Per chi ha chiesto a Equitalia di pagare il debito a rate (cosiddetta dilazione o rateazione) si configura un doppio regime di decadenza:

 

  • per le dilazioni anteriori al 22 ottobre 2015, vale ancora la vecchia regola, per cui si perde il beneficio del pagamento a rate se non vengono pagate, in tutto, otto rate (anche se tali rate non sono necessariamente l’una dopo l’altra);
  • per le dilazioni successive al 22 ottobre 2015, vale invece la nuova regola secondo cui si decade dalla rateazione per il mancato pagamento di cinque rate, anche in questo caso non necessariamente consecutive.

 

Inoltre, sempre per i piani di dilazione concessi dal 22 ottobre 2015, se il debitore decade dalla dilazione (quindi dopo 5 rate), può essere riammesso al beneficio e ottenere che il debito venga di nuovo rateizzato a condizione che, all’atto della presentazione della richiesta, le rate nel frattempo scadute siano integralmente saldate. In tal caso, il nuovo piano di dilazione può essere ripartito nel numero massimo di rate non ancora scadute alla stessa data.

 

Il debitore può sempre chiedere a Equitalia una proroga di una rateazione ordinaria già concessa in caso di comprovato peggioramento della propria situazione economico finanziaria.

 

La rateazione – come noto – impedisce che, dal giorno successivo alla sua concessione, Equitalia possa effettuare pignoramenti, fermi auto o ipoteche. Dunque, il contribuente potrà dormire sonni tranquilli se adempie correttamente al piano, non potendo i suoi beni essere aggrediti.

Invece, per i pignoramenti, fermi e ipoteche già adottati da Equitalia prima della concessione della dilazione, le regole sono diverse; in particolare:

 

  • per i pignoramenti anteriori alla dilazione: questi vengono abbandonati da Equitalia a condizione che il contribuente dia dimostrazione del pagamento della prima rata e che non sia, nel frattempo, intervenuta l’assegnazione della somma pignorata o l’aggiudicazione del bene pignorato (a seguito di asta);
  • le ipoteche, invece, continuano a rimanere fino a integrale pagamento dell’intero debito (e, quindi, con il versamento dell’ultima rata);
  • i fermi auto, come le ipoteche, rimangono in vita fino a versamento dell’ultima rata; tuttavia, in questo caso, il contribuente, dimostrando il pagamento della prima rata, può ottenere la sospensione della misura e tornare a circolare con il mezzo, nonostante il fermo (per sapere come fare leggi: “Fermo auto Equitalia: come ottenere la sospensione”).

 

 

La dilazione o rateazione

Esistono due tipi di dilazione:

 

  • la dilazione ordinaria che è fino a massimo 72 rate (6 anni)
  • la dilazione straordinaria che è fino a massimo 120 rate (10 anni).

 

Ogni rata non può essere inferiore a 100 euro.

 

Per i debiti fino a 50.000 euro, la dilazione ordinaria è concessa a semplice richiesta, senza bisogno di depositare documenti che comprovino uno stato di difficoltà economica. Invece, sopra i 50mila euro, è necessario dare dimostrazione della temporanea difficoltà all’adempimento (producendo i documenti indicati sul sito di Equitalia).

 

La dilazione «straordinaria» è subordinata alla presentazione di prove adeguate sulla grave situazione di difficoltà economica che non consente al contribuente di rispettare il piano di dilazione ordinario o in proroga già concesso. I documenti da esibire sono diversi a seconda che si tratti di:

 

  • Persona fisica: in caso di persona fisica, anche titolare di reddito d’impresa purché in contabilità semplificata (se in contabilità ordinaria), è necessario produrre il certificato dell’ISEE. La rateazione è accolta se la rata ordinaria è superiore al 20% del reddito mensile del nucleo familiare del debitore, avuto riguardo all’ISR (indicatore della situazione reddituale) rilevabile dall’ISEE;
  • Soggetto diverso: i soggetti diversi dalle persone fisiche (società di capitali, di persone, ditta individuale in contabilità ordinaria, enti e associazioni) devono produrre la documentazione contabile aggiornata necessaria per determinare il valore della produzione e l’indice di liquidità. La rateazione è accolta se, contemporaneamente: 1) la rata ordinaria è superiore al 10% del valore della produzione (ricavi delle vendite e delle prestazioni + variazione dei lavori in corso su ordinazione + altri ricavi e proventi), rapportato su base mensile; 2) l’indice di liquidità [(Liquidità differita + Liquidità corrente) / Passivo corrente ] è compreso tra 0,50 ed 1. Il numero delle rate è modulato in base al rapporto tra rata e valore della produzione.

 

In caso di mancato accoglimento della rateazione straordinaria, il contribuente può comunque richiedere ed ottenere quella ordinaria.


Autore immagine: Pixabay.com

 


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