Auto senza assicurazione: non basta pagare la multa contro il sequestro
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9 Mag 2016
 
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Auto senza assicurazione: non basta pagare la multa contro il sequestro

Per liberare l’automobile dal sequestro diventa necessario provvedere anche alla riattivazione della polizza rc auto per almeno sei mesi.

 

Stretta sulle automobili senza assicurazione (un numero, purtroppo, sempre in aumento, stando agli ultimi dati): nel caso di contravvenzione e sequestro dell’auto da parte della polizia, diventa da ora necessario, per riavere il mezzo, non soltanto pagare la multa, ma anche provvedere a riattivare una copertura rc auto per almeno sei mesi. Lo ha deciso il Ministero degli interni con una circolare dello scorso 5 maggio [1].

Il provvedimento parla chiaro: il trasgressore che paga subito il verbale stradale conseguente alla mancata copertura assicurativa rischia ugualmente la confisca dell’auto se non provvede anche alla riattivazione tempestiva della polizza obbligatoria. E in questo caso non potrà neanche beneficiare dello sconto del 30% sull’importo della sanzione qualora intenda pagarla nei primi 5 giorni. Ma procediamo con ordine.

 

 

La mancata copertura assicurativa. Nel caso in cui un’automobile venga colta a circolare senza assicurazione (ossia senza la polizza “rc auto” per la responsabilità civile automobilistica) la polizia fa prelevare l’auto, la fa trasportare e depositare in luogo non soggetto a pubblico passaggio. Se il trasgressore effettua il pagamento della multa in misura ridotta (ossia entro 60 giorni dalla notifica), regolarizza l’assicurazione per almeno sei mesi e garantisce il pagamento delle spese di prelievo, trasporto e custodia del veicolo sottoposto a sequestro, la polizia gli restituisce l’auto. Se invece il trasgressore non paga e non propone ricorso al giudice, la polizia invia il verbale al Prefetto [2].

 

Di recente la normativa sul pagamento delle multe è cambiata: l’automobilista che paghi l’importo entro 5 giorni ha uno sconto del 30% sulla sanzione.

 

Senonché, proprio in caso di mancata copertura assicurativa, spesso l’automobilista è in grado di pagare la sanzione con lo sconto del 30%, ma non riattivava la copertura assicurativa per almeno 6 mesi. In tal caso, se il conducente attratto dallo sconto paga subito la multa ma non riattiva alcuna polizza, il veicolo non può essere liberato dal sequestro e resta in una condizione di incertezza protratta. Problematica, pertanto, appare la situazione in cui, effettuato il pagamento della sanzione entro i termini, non venga riattivata la copertura assicurativa, oppure la riattivazione intervenga oltre il termine di sessanta giorni.

 

Per sbloccare la situazione il Viminale ha proposto la seguente soluzione. Qualora il trasgressore paghi la multa in misura ridotta ma non riattivi la copertura assicurativa per i sei mesi la polizia, dopo sessanta giorni dalla contestazione o notificazione della contravvenzione, invia il verbale al prefetto. Quest’ultimo, sulla base degli atti ricevuti, emette ordinanza nella quale fissa il termine entro il quale l’interessato dovrà procedere alla riattivazione della polizza con l’indicazione che la stessa, nel medesimo termine, dovrà essere portata in visione all’ufficio di polizia.

 

Il termine disposto con l’ordinanza-ingiunzione dovrà essere ragionevolmente breve per limitare l’entità delle spese di custodia che, nell’ipotesi di mancato pagamento dell’assicurazione e di confisca del veicolo, vengono anticipate dalla Prefettura.

 

In sostanza, ferma restando l’efficacia del verbale di accertamento che costituisce titolo esecutivo per il pagamento della sanzione, l’autorità amministrativa emetterà un’ordinanza-ingiunzione al fine di fissare il termine massimo entro cui deve essere corrisposto il premio di assicurazione, scaduto il quale si potrà procedere alla confisca del veicolo sequestrato.

In altri termini, l’ordinanza-ingiunzione va ad integrare il presupposto procedimentale necessario per disporre la confisca anche nel caso in cui, pur in presenza del pagamento in misura ridotta, non sia stata riattivata una valida assicurazione per almeno sei mesi.

 

Analoghe considerazioni possono essere svolte anche per l’ipotesi in cui intervenga il pagamento in forma scontata del 30% entro cinque giorni. In tal caso, la mancata riattivazione di un’assicurazione valida entro il termine disposto con ordinanza-ingiunzione, dando luogo alla confisca, fa venir meno l’effetto estintivo dell’obbligazione pecuniaria del pagamento scontato al 30%.

Conseguentemente, stante l’incompatibilità tra la confisca ed il pagamento in forma scontata del 30%, la somma versata deve essere trattenuta a titolo di acconto ed il restante ammontare dovrà essere recuperato secondo le ordinarie procedure di riscossione coattiva.

 

Tanto premesso – ferma restando la trasmissione del verbale ai fini della confisca in caso di mancato pagamento della sanzione e di mancata proposizione del ricorso – nell’ipotesi in cui sia avvenuto il pagamento in misura ridotta ma non si sia proceduto alla riattivazione di una valida assicurazione, l’ufficio o comando da cui dipende l’organo accertatore, trascorsi sessanta giorni dalla contestazione o notificazione della violazione, invia il verbale al prefetto. Quest’ultimo, sulla base degli atti ricevuti, emette ordinanza nella quale fissa il termine entro il quale l’interessato dovrà procedere alla riattivazione della polizza con l’indicazione che la stessa, nel medesimo termine, dovrà essere portata in visione all’ufficio di polizia.

 

Nel caso in cui il veicolo sia stato affidato al custode acquirente, la mancata assunzione della custodia entro dieci giorni da parte del proprietario o altro obbligato in solido, determina, in ogni caso, il trasferimento della proprietà al custode.

 

L’ordinanza-ingiunzione, al fine di snellire la procedura amministrativa, potrà contenere anche il provvedimento di confisca che dovrà essere direttamente eseguito dall’ufficio o comando da cui dipende l’organo accertatore nel caso in cui, entro il termine indicato, non sia stato esibito un contratto di assicurazione valido per almeno sei mesi.


[1] Min. Interno a circolare n. 300/A/7065/13/101/20/21/1 del 5.05.2016.

[2] Cod. str. art. 193, co. 4.

 


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