Che succede se non rispetto l’ordine di demolizione dell’opera abusiva?
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11 Mag 2016
 
L'autore
Temistocle Marasco
 


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Che succede se non rispetto l’ordine di demolizione dell’opera abusiva?

La violazione dell’ordine di demolizione dell’opera abusiva determina l’acquisizione a titolo gratuito dell’opera da parte del Comune.

 

La mancata esecuzione da parte del proprietario dell’ordine di demolizione di una costruzione abusiva comporta l’acquisizione gratuita dell’immobile nel patrimonio del Comune. Lo ha ribadito il T.A.R. Campania in una recente sentenza [1].

 

Con abuso edilizio si intende la realizzazione di un’opera in assenza del permesso di costruire o in totale difformità o con variazioni essenziali rispetto al progetto presentato per ottenere il permesso di costruire.

 

Ferma restando la sanzione pecuniaria, di cui si dirà più avanti, il Testo Unico in materia di edilizia dispone che, decorso il termine di 90 giorni dalla notifica dell’ingiunzione di demolizione senza che si sia provveduto alla demolizione o al ripristino dello stato dei luoghi, il Comune acquisisce gratuitamente l’opera abusiva, del suolo su cui il manufatto è costruito, nonché dell’ulteriore superficie astrattamente necessaria per la realizzazione di opere analoghe a quella abusiva. L’area acquisita non può comunque essere superiore a dieci volte la complessiva superficie utile abusivamente costruita [2].

 

I provvedimenti di accertamento della mancata esecuzione dell’ordine di demolizione e quello successivo di acquisizione gratuita al patrimonio comunale delle opere abusive e dell’area su cui sorgono sono una naturale conseguenza dell’ordine di demolizione e di ripristino dello stato primitivo dei luoghi [3].

 

Il provvedimento che contiene l’ordine di demolizione non richiede una particolare motivazione, dal momento che la realizzazione di opere abusive, in mancanza delle necessarie autorizzazioni, è di per se sufficiente a giustificare la reazione repressiva delle autorità, non essendovi spazio per valutazioni discrezionali [4]. Il manufatto, cioè, è stato realizzato in modo illecito e tanto basta per decretarne l’abbattimento e il ripristino dello stato dei luoghi. L’intervento repressivo può anche avvenire a distanza di molto tempo dalla commissione dell’abuso, salvo che non sia intervenuta una sanatoria edilizia [5].

 

 

Le sanzioni pecuniarie

Fatta salva l’applicazione delle altre misure e sanzioni previste dalle norme vigenti, in caso di mancata esecuzione dell’ordine di demolire l’opera abusiva, il Comune deve erogare nei confronti del soggetto che non ha eseguito la demolizione una sanzione amministrativa pecuniaria di importo compreso tra 2.000 e 20.000 euro [6].

In caso di abusi realizzati sulle aree soggette a particolari vincoli [7] poiché, ad esempio, inedificabili o destinate alla realizzazione di opere pubbliche, la sanzione deve essere sempre irrogata nella misura massima.


[1] T.A.R Campania, sent. n.1663 del 5.04.2016.

[2] Art. 31 del T.U. n. 380/2001.

[3] T.A.R. Reggio Calabria, (Calabria), sent. n. 29 del 13.01.2016.

[4] T.A.R. Napoli, (Campania), sent. n. 616 del 2.02.2016; T.A.R. Roma, (Lazio), sent. n. 2588 del 24.02.2016.

[5] C. Stato, sent. del 20.07.2011, n. 4254; 7.09.2009, n. 5229; 14.05.2007, n. 2441; 29.05.2006, n. 3270.

[6] La l. n. 164/2014 (art. 17) ha introdotto il c. 4bis nel testo dell’art. 31 del T.U. n. 380/2001.

[7] Elenco completo presente all’art. 27 del T.U. n. 380/2001.

 


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