Abuso edilizio: sospensione della pena se c’è demolizione
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10 Mag 2016
 
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Abuso edilizio: sospensione della pena se c’è demolizione

In materia di abuso edilizio la concessione della sospensione condizionale della pena può essere subordinata alla demolizione dell’opera ma deve essere espressamente motivata.

 

Nel caso di abuso edilizio, il giudice può concedere la sospensione condizionale della pena se c’è stata la demolizione dell’opera abusiva. Lo ha chiarito la Cassazione con una recente sentenza [1].

 

Secondo la Corte, la demolizione del manufatto abusivo si impone per via della sua assoluta illegittimità urbanistica e quale conseguenza automatica della responsabilità penale del suo autore. Perciò, all’adempimento di tale obbligo di demolizione si può condizionare la concessione del beneficio della sospensione della pena, in quanto volta a garantire l’eliminazione delle conseguenze pregiudizievoli del crimine [2].

 

L’indirizzo è stato già percorso in passato dalla stessa giurisprudenza della Cassazione. La Corte, in particolare, ha affermato che, in caso di condanna per reati edilizi, il giudice ha il potere discrezionale (non quindi il dovere) di subordinare il beneficio della sospensione condizionale della pena alla demolizione dei manufatti abusivi se, in base alle circostanze concrete del fatto, si può ritenere che il reo si sia effettivamente ravveduto e, quindi non commetta più ulteriori reati; il che si traduce – in casi come questi – nel ripristino della zona nello stato anteriore in cui si trovava prima dell’abuso edilizio.

 

Il codice penale [1] stabilisce che la sospensione condizionale della pena può essere subordinata all’eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato. Secondo la Corte, il giudice, nel concedere la sospensione condizionale della pena inflitta per il reato di esecuzione di lavori in assenza di concessione edilizia o in difformità, può subordinare detto beneficio all’eliminazione delle conseguenze dannose del reato mediante la demolizione dell’opera abusiva [3]. Tuttavia, è necessario che il giudice, nel momento in cui concede tale beneficio, lo motivi in modo da giustificare il “perché”, invece, in altri casi lo stesso beneficio non viene concesso. Insomma, il giudice deve spiegare perché ritiene necessario porre l’esecuzione di tale ordine come condizione per la fruizione del beneficio della sospensione condizionale della pena.


[1] Cass. sent. n. 19111/2016.

[2] Art. 165 cod. pen.

[3] Cass. SU sent. n. 714/1996.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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