Pignoramento presso terzi: niente precetto senza avviso
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11 Mag 2016
 
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Pignoramento presso terzi: niente precetto senza avviso

Spese a carico del creditore se prima non informa il terzo pignorato del decreto di assegnazione delle somme.

 

Nel caso di pignoramento presso terzi cui sia conseguita l’ordinanza di assegnazione delle somme pignorate, l’avvocato non può notificare il provvedimento del giudice al terzo pignorato direttamente con il precetto, ma ha prima l’obbligo di informarlo “bonariamente”: diversamente non può pretendere le spese per il precetto (che, pertanto, restano a carico del creditore). Lo ha chiarito la Cassazione con una sentenza pubblicata ieri [1].

 

Nel caso, infatti, in cui il creditore procedente notifichi l’ordinanza di assegnazione al terzo in forma esecutiva contestualmente all’atto di precetto, senza però averlo preventivamente informato, può configurarsi un “abuso del processo esecutivo” nei confronti del terzo assegnato, non ancora inadempiente (o non colpevolmente inadempiente); pertanto, le spese sostenute per il precetto restano a carico del creditore stesso.

 

Spiega infatti la Suprema Corte che, in caso di assegnazione delle somme pignorate, si ha una “cessione coattiva del credito”, con una modifica del soggetto tenuto al pagamento: non più il debitore ma il terzo pignorato. Di tale modifica, però, quest’ultimo deve essere in qualche modo informato, come del resto impone il codice civile in caso di cessione del credito [2]. Per cui, se è vero che l’assegnazione della somma comporta la sostituzione del creditore pignorante al creditore-debitore pignorato sicché il terzo è tenuto a pagare la somma al creditore procedente, questo effetto si determina soltanto quando il terzo pignorato venga a conoscenza del provvedimento di assegnazione” e dunque sia messo in condizione di dare spontanea esecuzione all’ordinanza di assegnazione.

 

Solo se, anche dopo tale informazione, il terzo non dovesse adempiere spontaneamente all’obbligo del giudice, si potrà avviare, previa notifica del precetto, l’azione esecutiva nei suoi confronti. Bisognerà, però, a tal fine, attendere un ragionevole lasso di tempo dalla presa d’atto dell’avvenuta assegnazione, termine comunque che non può essere inferiore a dieci giorni.

 

Il principio di diritto elaborato nella sentenza è dunque il seguente: “In tema di esecuzione mobiliare presso terzi, l’ordinanza con la quale il giudice dell’esecuzione [3] assegna in pagamento al creditore procedente la somma di cui il terzo pignorato si è dichiarato debitore nei confronti del debitore espropriato costituisce titolo esecutivo nei confronti del terzo ed a favore dell’assegnatario ma acquista tale efficacia soltanto dal momento in cui sia portata a conoscenza del terzo assegnatario o dal momento successivo a tale conoscenza che sia specificamente indicato nell’ordinanza di assegnazione”.

 

Pertanto, il creditore procedente potrà comunicare l’ordinanza di assegnazione al terzo (mediante, ad esempio, raccomandata a.r.) oppure potrà notificargliela attraverso l’ufficiale giudiziario in forma esecutiva; ma, in tale seconda eventualità, non potrà essere contestualmente intimato il precetto. Nulla vieta che il precetto sia immediatamente notificato con l’ordinanza di assegnazione, restando pienamente valido; ma in tal caso le relative spese del processo esecutivo non potranno essere addebitate sul terzo pignorato.


[1] Cass. sent. n. 9390/16 del 10.05.2016.

[2] Art. 1264 cod. civ.

[3] Ai sensi dell’art. 553, cod. proc. civ.

 


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