Prima del mutuo il notaio è obbligato a fare le visure sull’immobile
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11 Mag 2016
 
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Prima del mutuo il notaio è obbligato a fare le visure sull’immobile

Il notaio non può limitarsi all’accertamento della volontà delle parti e alla stesura e compilazione dell’atto, ma deve altresì provvedere alle attività preparatorie e successive.  

 

In sede di rogito di un mutuo fondiario, il notaio non può limitarsi a riportare, sull’atto pubblico, la volontà delle parti a redigere l’atto pubblico, ma deve effettuare, prima, tutte le visure nei registri immobiliari e i controlli necessari per verificare che sul bene possa essere regolarmente iscritta l’ipoteca e, quindi, sia “libero” da altri impedimenti o formalità. È quanto chiarito dalla Cassazione con una recente sentenza [1].

 

La giurisprudenza è unanime nel ritenere la responsabilità professionale del notaio in caso di mancata predisposizione delle “relazioni preliminari notarili” diffuse nella prassi bancaria nell’ambito dell’istruttoria anteriore alla concessione di mutui. Il notaio deve svolgere, in modo diligente, tutte le attività accessorie e successive per il conseguimento del risultato effettivo voluto dalle parti, ossia l’erogazione del mutuo dietro concessione di ipoteca sull’immobile.

 

Tra tali attività preparatorie che competono al notaio rientrano certamente le visure catastali e ipotecarie necessarie per la corretta identificazione del bene e la verifica che lo stesso sia libero da pesi, vincoli e gravami che possano compromettere l’operazione, come ad esempio, precedenti ipoteche [2].

 

Secondo la sentenza in commento, in caso di concessione di un mutuo fondiario da parte della banca al proprio cliente, nel compiti propri del notaio rientrano, non solo la stipula dell’atto pubblico, ma anche la verifica della libertà del bene e la corretta valutazione e interpretazione delle visure dei registri immobiliari: ciò onde consentire la corretta informazione del cliente sulla convenienza dell’atto da rogitare.

 

Il notaio, dunque, non può limitarsi all’accertamento della volontà delle parti e alla stesura e compilazione dell’atto, ma deve altresì provvedere alle attività preparatorie e successive, necessarie perché sia assicurata la serietà e certezza dell’atto giuridico da rogarsi e la sua attitudine a conseguire lo scopo voluto dai contraenti.

 

Se non adempie a tali obblighi, il notaio è responsabile non solo verso il mutuatario, ma anche verso la banca.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 15 aprile – 9 maggio 2016, n. 9320
Presidente Bucciante – Relatore Scarpa

Svolgimento del processo

Con citazione notificata il 16.03.2001, la SANPAOLO IMI s.p.a. conveniva innanzi al Tribunale di Roma il notaio P.A. ed il Fallimento Lido delle Salzare s.r.l., chiedendo, in via principale, di accertare la responsabilità del medesimo notaio convenuto con riguardo alla redazione delle relazioni notarili inerenti alle domande di mutuo fondiario avanzate dalla Lido delle Salzare s.r.l., e di condannare conseguentemente il P. al risarcimento dei danni, da quantificarsi in prosieguo o in separato giudizio; in via subordinata, SANPAOLO IMI s.p.a. chiedeva di accertare che l’inadempimento del notaio P. nel redigere tali relazioni su incarico della Lido delle Salzare s.r.l. avesse cagionato gravi pregiudizi a quest’ultima, e di accogliere pertanto la domanda in via surrogatoria ex art. 2900 c.c. per la condanna del notaio a risarcire i danni a proprio favore. Si deduceva dall’attrice che il P. , in sede di istruttoria degli otto mutui erogati alla Lido delle Salzare dall’Istituto Bancario San Paolo di Torino, finalizzati alla realizzazione di un programma edificatorio (realizzazione di un complesso turistico alberghiero) sulle aree acquistate nel 1989 dalla

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[1] Cass. sent. n. 9320/16 del 9.05.2016.

[2] Cass. sent. n. 14865/2013.

 


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