Immissioni di rumori: la competenza è sempre del giudice di pace
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11 Mag 2016
 
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Immissioni di rumori: la competenza è sempre del giudice di pace

Rumori, fumi e odori in condominio: contro le molestie dei vicini bisogna rivolgersi sempre al giudice di Pace e non al tribunale, anche se il valore della domanda di risarcimento è elevato.

 

Contro i tacchi del vicino di casa o gli spostamenti di sedie e di mobili, contro i rumori dello strumento musicale del proprietario del piano di sopra o contro i fumi emanati dalla caldaia del balcone accanto, l’unico giudice a cui rivolgersi è il giudice di Pace: questo perché il nostro codice di procedura civile [1] attribuisce alla “competenza per materia” del giudice di pace tutte le cause riguardanti rapporti tra proprietari o detentori (quali, ad esempio, gli inquilini) di immobili adibiti a civile abitazione aventi ad oggetto contestazioni circa le immissioni di fumo, calore o di rumori. Dette immissioni, lo ricordiamo, vengono ritenute illecite nel momento in cui superino la soglia della normale tollerabilità: un criterio, quindi, che impone una valutazione caso per caso (a riguardo leggi “Rumori molesti in condominio: come difendersi”).

 

La questione circa il giudice competente per le cause inerenti le immissioni di rumore, calore e fumi è stata affrontata di recente dal Tribunale di Napoli: la sentenza, pubblicata alcuni giorni fa [2], ha chiarito che, a prescindere dal valore del giudizio, detta competenza spetta sempre al giudice di pace (cosiddetta competenza funzionale).

 

Tale competenza esclusiva spetta al giudice di pace non solo per le cause rivolte a ottenere l’inibizione, nei confronti del vicino, del comportamento molesto che superi la normale tollerabilità [3], ma anche per quelle domande che siano dirette a conseguire il risarcimento del danno per via delle stesse immissioni; e ciò, si ribadisce, indipendentemente dal valore della domanda risarcitoria che potrebbe, quindi, ben superare il limite di valore per le cause generalmente devolute al giudice di pace (attualmente pari a 5.000 euro, sebbene la riforma intenda portare il limite a 30.000 euro).

 

Risultato: il cittadino che voglia rivolgersi al giudice affinché ordini al vicino rumoroso di non turbare più il proprio riposo e, nello stesso tempo, intenda chiedere il risarcimento del danno, deve rivolgersi sempre al giudice di pace. Per le cause di valore superiore a 1.100 euro, è necessaria la difesa di un avvocato; invece, per quelle che non eccedono tale limite, l’interessato può stare in giudizio anche da solo, scelta comunque particolarmente rischiosa visti i “tranelli” nascosti nella procedura civile.


La sentenza

n. 2015/19379 r.g.a.c.

Tribunale di Napoli

Ottava sezione civile

Il giudice, dott. Laura Petitti,
Nella causa civile iscritta al n. r.g. 19379/2015 promossa da:
B.C. (C.F. XXXXXXXXXXXXX), con il patrocinio dell’avv. C.C. ;

contro

Condominio via Caldieri in Napoli

a scioglimento della riserva assunta all’udienza odierna, pronunciando in ordine all’eccezione di incompetenza per materia del Tribunale adito, sollevata da tutti i convenuti;
rilevato che le questioni di competenza sono risolte con ordinanza, così come disposto

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[1] Art. 7 co. n. 3, cod. proc. civ.

[2] Trib. Napoli, sent. del 5.05.2016.

[3] Art. 844 cod. civ.

[4] Art. 2043 cod. civ.

 

 


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