Quando un erede è indegno a succedere?
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11 Mag 2016
 
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Quando un erede è indegno a succedere?

Testamenti ed eredità: affinché un erede possa essere dichiarato indegno a succedere è necessario avviare una causa in cui il giudice valuterà tale comportamento, anche se la gravità di tale comportamento è stata già accertata in un giudizio penale.

 

Le cause per cui, pur potendo astrattamente essere considerati eredi, nei fatti poi non lo si diventa sono sostanzialmente due: quando si è diseredati e quando si è dichiarati indegni.

 

La diseredazione è un’attività che compie il soggetto che redige il testamento: questi esprime, in modo chiaro ed esplicito, all’interno del testamento stesso, la volontà di diseredare qualcuno (leggi la nostra guida sulla diseredazione). Non essendo consentito dalla legge, la disposizione di diseredazione inserita in un testamento può essere intesa esclusivamente come causa di esclusione dalla successione legittima dei parenti, che non siano però legittimari.

 

La dichiarazione di indegnità, invece, è “postuma” alla morte del soggetto della cui eredità si tratta. Essa necessita sempre di un ricorso al giudice, avviato da parte di uno dei soggetti interessati all’eredità, affinché il tribunale dichiari l’indegnità per una delle cause elencate dalla legge (di cui parleremo a breve).

 

In generale la legge considera indegno, e quindi incapace di succedere, chi ha tenuto un comportamento riprovevole nei confronti del defunto, a tal punto da escluderlo dalla successione. Esiste però un paradosso: tale dichiarazione deve avvenire sempre tramite un giudizio, ossia con una normale causa, anche quando l’indegnità è evidentissima, come nel caso in cui un soggetto sia stato dichiarato, con sentenza definitiva, colpevole di tentato omicidio nei confronti del testatore o di uno dei suoi figli. Insomma, pur di fronte all’incontrovertibile prova dell’indegnità – prova, appunto, costituita dalla sentenza penale passata in giudicato – se non si intraprende un altro giudizio volto a far dichiarare detta indegnità, il colpevole eredita normalmente, al pari di qualsiasi altro erede.

 

 

Chi è indegno?

La legge ritiene indegno chi:

 

– ha volontariamente ucciso o tentato di uccidere la persona della cui successione si tratta, o il coniuge, o un discendente, o un ascendente della medesima, purché non ricorra alcuna delle cause che escludono la punibilità a norma della legge penale;

 

– ha commesso, in danno di una di tali persone, un fatto al quale la legge dichiara applicabili le disposizioni sull’omicidio;

 

– ha denunziato una di tali persone per reato punibile con l’ergastolo o con la reclusione per un tempo non inferiore nel minimo a tre anni, se la denunzia è stata dichiarata calunniosa in giudizio penale; oppure ha testimoniato contro le persone medesime imputate dei predetti reati, se la testimonianza è stata dichiarata, nei confronti di lui, falsa in giudizio penale;

 

– essendo decaduto dalla potestà genitoriale nei confronti della persona della cui successione si tratta, non è stato reintegrato nella potestà alla data di apertura della successione della medesima;

 

– chi ha indotto con dolo o violenza la persona, della cui successione si tratta, a fare, revocare o mutare il testamento, o l’ha impedita;

 

– chi ha soppresso, celato o alterato il testamento (valido) dal quale la successione sarebbe stata regolata;

 

– chi ha formato un testamento falso o ne ha fatto scientemente uso, a meno che chi risulta indegno non provi che il contenuto delle disposizioni corrispondeva alla volontà del defunto e che questi aveva consentito alla compilazione della scheda da parte di lui nell’eventualità che egli non fosse riuscito a farlo.

 

 

Come fare dichiarare indegno un erede

Come anticipato, per far dichiarare indegno un soggetto, è necessario avviare, contro quest’ultimo una causa in tribunale. È necessario comunque che l’indegno abbia accettato l’eredità. Se ciò non è avvenuto, il giudizio di indegnità viene respinto.

 

Può proporre la causa qualsiasi interessato, cioè un altro erede che ha interesse a escludere altri dalla successione. La domanda può essere presentata solo da parte di coloro che risultano titolari di un interesse patrimoniale, non essendo sufficiente un interesse meramente morale o familiare (sono legittimati ad esempio i chiamati ulteriori, chiamati per diritto di rappresentazione). Tutti gli interessati alla successione devono essere ugualmente citati nel giudizio, per cui una sentenza relativa solo ad alcuni, risulta inefficace.

 

 

Quali sono gli effetti dell’indegnità?

Una volta intervenuta la sentenza che dichiara l’indegnità, l’indegno è tenuto a restituire l’eredità con i frutti pervenutigli dopo l’apertura della successione.

 

 

La riabilitazione dell’indegno

È sempre possibile il perdono dell’indegno da parte del soggetto offeso: chi è incorso nell’indegnità può ugualmente diventare erede se la persona, della cui successione si tratta, lo ha espressamente abilitato con atto pubblico o con testamento. Non è consentita la riabilitazione parziale e nemmeno che la stessa si realizzi per fatti concludenti.

 

Se però il testatore non conosceva la causa di indegnità, il fatto che lo abbia indicato nel testamento come erede non si considera riabilitazione. Ne consegue che in tale ipotesi il soggetto resta comunque indegno.


Autore immagine: Pixabay.com

 


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