Processi: la consulenza tecnica depositata in ritardo è regolare
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11 Mag 2016
 
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Processi: la consulenza tecnica depositata in ritardo è regolare

CTU: il termine disposto dal giudice per il deposito della perizia da parte del consulente tecnico è dilatorio e non perentorio.

 

Che succede se, nonostante il termine assegnato dal giudice al CTU per il deposito della perizia, questi la deposita in ritardo? Si può ritenere la consulenza non più valida? La risposta viene fornita da una recente sentenza della Corte di Appello di Lecce [1].

 

Secondo i giudici pugliesi – supportati peraltro da ampia giurisprudenza – il termine per la comunicazione alle parti o per il deposito della consulenza tecnica d’ufficio è solo ordinatorio e non perentorio. Per cui, se il CTU sfora i giorni assegnatigli dal giudice e consegna in ritardo l’elaborato peritale, esso è ugualmente valido e può essere pienamente utilizzato dal giudice per fondare la propria decisione e sentenza.

 

Questo è, attualmente, l’indirizzo anche della Cassazione [2] secondo cui l’inosservanza, da parte del consulente tecnico d’ufficio, del termine assegnatogli per il deposito della consulenza non comporta di regola alcuna nullità, se non in particolari casi nel rito del lavoro. Al massimo il magistrato può disporre una riduzione dell’onorario [3].

 

Ricordiamo che, terminate le operazioni peritali, di regola il consulente redige una relazione tecnica. È raro che le indagini siano svolte alla presenza del giudice. In tal caso il giudice può redigere lui stesso il verbale o disporre che il consulente rediga una relazione scritta.

Il consulente deve trasmettere la relazione alle parti costituite entro il termine stabilito dal giudice in una apposita ordinanza.


[1] C. App. Lecce sent. n. 207/2015.

[2] Cass. sent. n. 6195/2014.

[3] A norma dell’art. 52 DPR 115/2002. Cfr. Trib. Mondovì sent. del 4.05.2010.

 


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