Tutor e Vergilius, ecco come fare ricorso per non pagare la multa
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12 Mag 2016
 
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Maura Corrado
 


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Tutor e Vergilius, ecco come fare ricorso per non pagare la multa

Come fare per opporsi contro una multa notificata a seguito della rilevazione della velocità media tramite tutor in autostrada e sulle statali.

 

Difficile scappare all’occhio del tutor. C’è chi, fin dalla loro prima apparizione su strade e autostrade, li ha definiti gli autovelox del futuro, il Grande Fratello avveniristico; eppure le multe che danno non sono sempre perfette: parliamo del Tutor e del Vergilius, lo strumento che rileva la velocità media rispettivamente in autostrada e sulle statali. Non è un caso che sempre più numerosi sono i ricorsi dinanzi al Giudice di Pace da parte di automobilisti alla costante ricerca di informazioni su come chiedere e ottenere tutela in sede legale.

 

Come funziona un tutor? Il sistema di funzionamento è molto semplice: l’auto passa sotto un primo portale e una telecamera registra l’ora del transito; dopodiché, ecco il passaggio sotto il secondo portale, con il secondo orario. A questo punto, il cervellone elettronico calcola al volo la velocità media basandosi su quei due orari. Insomma, difficile sfuggire all’occhio elettronico ultra-moderno. Eppure, i verbali per gli eccessi di velocità rilevati con Tutor e Vergilius hanno parecchi punti deboli.

 

Un sistema di rilevazione con molti punti deboli. Il SICVE è un sistema sicuramente innovativo ma che entra in conflitto con la realtà burocratica nostrana.

Il sistema elabora, infatti, una velocità media tra due “porte” che, distanziate dai 10 ai 25 Km, possono trovarsi fisicamente in città/provincie differenti. Risultando difficile determinare il punto preciso in cui è stato violato il Codice della Strada, viene meno il criterio delle territorialità previsto dall’ordinamento giuridico, in base al quale, nel caso in cui si violi una norma a Roma essa possa essere impugnata esclusivamente presso il Giudice di Pace della capitale. Apparentemente un “malfunzionamento” del sistema giuridico, ma che invece serve a tutelare i cittadini, evitando a certi “furbetti” di appellarsi a giudici più accondiscendenti o favorevoli.

 

Chi è il giudice competente? Ad ogni modo, se si vuole contestare una contravvenzione SICVE, per eccesso di velocità notificata tra due porte poste su un tratta di strada, il criterio da utilizzare per determinare la competenza del Giudice di Pace è quello di considerare la “porta d’uscita” ovvero quella posta alla fine del tratto preso in considerazione per il rilevamento medio della velocità. Le cose si complicano nel caso in cui ci siano due o più rilevamenti, che notifichino il superamento del limite della velocità, rilevati da due o più porte d’uscita. In questo caso il conducente sarà costretto a presentare ricorso a due o più uffici del Giudice di Pace. Ad esempio, se un automobilista in viaggio da Roma a Milano, viene segnalato dalle porte di Firenze, Bologna e Milano, dovrà fare ricorso a tre Giudici di Pace. Impugnare una multa in questo caso diventa difficile, ma soprattutto oneroso per qualsiasi automobilista.

 

Come fare per opporsi a una multa? Volendo soffermarsi sugli aspetti pratici dell’opposizione anzitutto, e indipendentemente dalla proposizione del ricorso, è consigliabile comunicare i dati del conducente, compilando il modulo prestampato che è allegato alla contravvenzione, entro i 60 giorni dalla notifica della multa.

Entro 30 giorni dalla data di notifica della contravvenzione – che avviene con la consegna materiale da parte del postino – si potrà proporre ricorso, pagando – come primo adempimento – il c.d. contributo unificato, una tassa per accedere alla giustizia acquistabile in tabaccheria (è un tagliando simile ad una marca da bollo) per un importo di 43,00 euro per multe fino a 1.100,00 euro e di 98,00 euro se il valore della multa è compreso tra 1.101,00 euro e 5.200,00 euro.

A questo punto, ci si potrà recare nella cancelleria del giudice di pace, presentando il ricorso in triplice copia, insieme al contributo unificato e a tutti i documenti che serviranno per provare quanto asserito nella memoria difensiva. Il tutto può anche essere spedito con raccomandata A/R.

È buona norma, dopo il deposito, conservare il verbale notificato e la raccomandata con la quale è stato spedito (in modo tale da provare che non sono decorsi i termini per la proposizione del ricorso).

A questo punto non resta che attendere la notifica del decreto con cui il Giudice di Pace fissa l’udienza di comparizione. Il ricorrente dovrà obbligatoriamente presentarsi alla data ed ora indicati, altrimenti la multa sarà convalidata e il debito dovrà essere pagato.

 

Di seguito si riporta un fac-simile del ricorso.

 


 

Ufficio del Giudice di Pace di _________

Ricorso ex Artt. 22 e 23 della L. 689/81

 

Per: il Sig. _______________, nato a _______ il __/__/__, C.F. __________________, elett.te domiciliato in ___________ alla via ______________ n. ____;

 

Contro: Prefettura di ____________, in persona del Prefetto p.t., dom.to per la carica in ___________ alla Via /Piazza ____________ n. ___;

Premesso che

  • in data __/__/__ al ricorrente, come sopra identificato, veniva notificato verbale di contravvenzione al codice della strada n. _______________ elevato dalla Polizia Stradale di ____________ in data __/__/__, come da originale allegato;
  • con il suddetto verbale veniva contestata la violazione dell’art. 142, comma 8, del Codice della Strada: “Superava di oltre 10 km/h e di non oltre 40 km/hi limiti massimi di velocità”.
  • detta violazione sarebbe avvenuta in data __/__/__ sull’autostrada ___, in un tratto sito nel comune di _________ (__);
  • l’infrazione in questione veniva rilevata a mezzo di apparecchio SICVE, ma non immediatamente contestata dagli operanti;
  • con l’opposto verbale veniva ingiunto il pagamento in misura ridotta della somma di € _____,__ in favore del Ministero dell’Interno;

Tanto premesso il ricorrente ut supra elett.te dom.to propone opposizione avverso il verbale di contestazione di cui in premessa, chiedendone l’annullamento, la revoca e comunque la declaratoria di giuridica inefficacia per i seguenti

Motivi

 

  1. Sulla mancata notifica del verbale di accertamento nei termini di cui all’art. 201 c.d.s.

In via assolutamente preliminare si eccepisce la omessa notifica del verbale di contestazione nel termine di 90 giorni prescritto dal vigente codice della strada (art. 201). La menzionata norma prevede infatti che il verbale di contestazione debba essere notificata entro il termine di 150 gg. dall’accertamento.

Pertanto, come sopra evidenziato l’opposto verbale, che fa riferimento ad una presunta infrazione commessa in data __/__/____, e’ stato notificato alla ricorrente soltanto in data __/__/____, quindi, ben oltre il termine di 90 giorni previsto dalla suddetta norma.

Da tanto consegue l’assoluta illegittimità dell’opposto verbale.

 

  1. Sull’inapplicabilità al sistema SICVE della tolleranza del 5% ai sensi dell’art. 345, comma 2 del D.P.R. 495/1992

Alla velocità risultata dall’accertamento è stata applicata la riduzione del 5% come previsto ex art 345, comma 2 del Regolamento di esecuzione e attuazione del C.d.s.

Secondo il prevalente orientamento della giurisprudenza, la suddetta riduzione non risulta applicabile ai sistemi di accertamento SICVE, essendo invece prevista nei casi in cui la rilevazione sia operata con mezzi che consentano di rilevare la velocità immediatamente.

Difatti il SICVE (Sistema informativo per il controllo della velocità), detto anche Safety Tutor, è un dispositivo che si distingue nettamente dai classici autovelox: esso accerta le violazioni di eccesso di velocità attraverso il calcolo della media di velocità percorsa tra due postazioni.

Negli altri casi di rilevazione della trasgressione di “eccesso di velocità” attraverso il calcolo della media di velocità percorsa, come ad es. esame disco crono tachigrafico, scontrino entrata – uscita autostradale, non può essere applicato il criterio di cui sopra, ma una riduzione diversa come precisato dal comma 3 dell’art. 345 delle disp. di attuazione del Codice della strada, secondo cui: “Il controllo dell’osservanza del limite di velocità può essere anche effettuato, ai sensi dell’articolo 142, comma 6, del Codice, attraverso le annotazioni cronologiche stampigliate sui biglietti autostradali all’atto dell’emissione e dell’esazione del pedaggio, raffrontandosi tali annotazioni con la distanza tra i caselli di ingresso e di uscita, quale risulta dalle tabelle distanziometriche ufficiali predisposte dagli enti proprietari. In tale caso alla determinazione della velocità è associato l’errore relativo – a favore del trasgressore – pari al 5, 10, 15 per cento a seconda che la velocita’ dedotta risulti, rispettivamente, inferiore a 70 km/ora, ovvero pari a 70 km/ora ed inferiore a 130 km/ora, ovvero pari o superiore a 130 km/ora”.

Va osservato, quindi, che in difetto di precisazione normativa e per necessaria analogia con la media calcolata con i mezzi di rilevamento previsti all’art. 345, comma 3, al “tutor” va applicata la riduzione “progressiva” del 5%, 10% e 15%.

Difatti, in ogni caso in cui venga applicata tout court la sola riduzione del 5% nei casi di accertata violazione mediante calcolo della velocità media non vi è certezza dell’esatto accertato superamento della velocità massima consentita.

In tale situazione la verbalizzazione effettuata è dubbia in quanto applicato un criterio (riduzione del 5%) non previsto per legge (Cfr. Sent. n. 3641 del 6.10.2008 del Giudice di Pace di Viterbo).

Pertanto, nell’ipotesi di specie, non potendosi esattamente conoscere l’effettiva violazione commessa si deve applicare l’art. 23, 12° comma della legge 689/81.

 

  1. Sull’omessa taratura dell’apparecchiatura per l’accertamento della velocità – modello SICVE – prima dell’uso

L’opposto verbale è assolutamente nullo in quanto il sistema di misura della velocità Mod. SICVE non è stato sottoposto alla periodica taratura da centri S.I.T. autorizzati.

In assenza di idonea procedura di taratura, infatti, il funzionamento di qualsiasi apparecchiatura elettronica risulta assolutamente inattendibile e non idoneo a provare la fondatezza dell’accertamento amministrativo. All’uopo la legge n. 273/91 ha istituito il Sistema Nazionale di Taratura, individuando gli Istituti Metrologici Nazionali che hanno competenza nella conservazione dei campioni nazionali delle varie grandezze metrologiche e che sono stati accorpati nell’unico ente denominato Istituto Nazionale per le Ricerche Metrologiche. Il compito di disseminare queste grandezze sul territorio è affidato ai centri opportunamente accreditati e denominati S.I.T. (Servizio di Taratura in Italia) preposti a tarare gli strumenti ed emettere i relativi certificati di taratura. La taratura sarebbe necessaria in quanto è l’unico metodo con il quale si può assicurare la riferibilità a campioni nazionali riconosciuti per Legge. Qualsiasi strumento di misura, soprattutto elettronico, è infatti soggetto a variazioni delle sue caratteristiche dovute ad invecchiamento dei componenti, urti, vibrazioni eccessive, cadute, esposizioni a temperature superiori a 40° C ed inferiori a – 10° C o a campi magnetici o elettrici. La taratura, dal punto di vista tecnico consente di accertare scientificamente se lo strumento ha funzionato regolarmente o se era affetto da eventuali errori anche di tipo sistematico.

Nel caso in esame dall’opposto verbale non si evincono le operazioni di “taratura” del misuratore di velocità utilizzato, per il quale ne è stata richiamata solo l’omologazione n. 3999, avvenuta il 24.12.2004 su di un prototipo, non risultando alcuna certificazione specifica in merito al misuratore in questione, né attestazione di conformità prevista dall’art. 192, comma 8, del Reg. Esec. del C.d.s. da parte della ditta costruttrice.

Si contesta pertanto il regolare funzionamento dell’apparecchio rilevatore della velocità utilizzato in quanto nel verbale di accertamento viene semplicemente riportata la generica dicitura “si attesta la corretta istallazione ed il buon funzionamento”, affermazione non idonea a fornire la piena prova circa il perfetto funzionamento dell’apparecchio utilizzato.

Tanto premesso, viene meno l’attendibilità della rilevazione eseguita con la suddetta apparecchiatura e pertanto nessun valore può essere riconosciuto all’accertamento della velocità, in quanto effettuato con apparecchio non tarato e certificato e, quindi, illegittimamente utilizzato.

 

  1. Sull’illegittimità del verbale di contestazione

Il verbale de quo è inoltre privo dei requisiti previsti a pena di nullità dalla legge e dal regolamento d’esecuzione ed attuazione del C.d.s.

Nella fattispecie de quo si rileva, a tal riguardo, la mancata e/o inadeguata indicazione nell’atto notificato:

  • del tipo di autovettura;
  • dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata ai sensi dell’art 201 comma 1 e 1bis;
  • dell’indicazione della marca e del modello dello strumento misuratore ;
  • dell’indicazione del numero di matricola dello strumento misuratore;
  • dell’indicazione del procedimento di taratura dello strumento misuratore;
  • delle modalità di utilizzo del rilevatore;
  • dei dati dell’agente di polizia che ha accertato la contravvenzione;
  • della sottoscrizione autografa di due agenti accertatori;
  • indicazione della verifica della perfetta funzionalità del misuratore prima dell’uso”;
  • dei nominativi e delle attestazioni del personale che ha controllato il regolare funzionamento dell’apparecchio;

Da tanto ne discende la assoluta inesistenza, nullità, illegittimità ed irregolarità del procedimento sanzionatorio.

 

  1. Merito – assoluta infondatezza del verbale – inesistenza della violazione

Senza rinunciare a quanto sin qui esposto nel merito si eccepisce inoltre la assoluta infondatezza e comunque illegittimità dell’opposto verbale in quanto alcuna violazione è mai stata commessa dalla ricorrente.

 

  1. Sull’istanza di sospensione

Il fumus boni iuris è nei motivi di ricorso. Stante il danno grave derivante dagli effetti dell’atto impugnato ed in particolare dall’imminenza della procedura esecutiva, si confida nell’accoglimento della domanda di sospensione.

Tanto esposto il ricorrente ut supra elett.te dom.to

Ricorre 

All’Ill.mo Giudice di Pace di _______ affinché Voglia accogliere, per i motivi esposti, le seguenti conclusioni:

  • in via preliminare, emettere ordinanza di sospensione degli effetti del verbale di accertamento impugnato, sanzioni e pene accessorie;
  • sempre in via preliminare, annullare e comunque dichiarare inefficace l’atto di accertamento impugnato.
  • in ogni caso, dichiarare nulla, illegittima ed infondata, in fatto ed in diritto, l’avversa pretesa, con conseguente nullità e/o annullabilità dell’opposta cartella;
  • con vittoria di spese, diritti ed onorari.

 

In via istruttoria, si chiede ordinarsi, ai sensi dell’art. 210 c.p.c., al competente ufficio di esibire tutta la documentazione inerente l’accertamento della contravvenzione per violazione al C.d.S..

 

Ai fini del pagamento del contributo unificato si dichiara che il valore della presente causa è pari ad € _____,__.

 

Si allega verbale di contestazione notificato.

 

________, lì __/__/__

Firma

 


 


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