Opposizione al decreto ingiuntivo anche con ricorso sommario
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12 Mag 2016
 
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Opposizione al decreto ingiuntivo anche con ricorso sommario

Nell’opposizione all’ingiunzione si passa dal rito ordinario al sommario grazie all’articolo 702 bis e al nuovo 183 bis del codice di procedura civile.

 

Chi ha detto che l’opposizione a decreto ingiuntivo si debba necessariamente svolgere con le forme del rito ordinario di cognizione? Ben può essere che, per risparmiare tempo, il presunto debitore (opponente) preferisca attivare il procedimento sommario previsto dall’articolo 702 bis del codice di procedura civile.

È vero: è lo stesso codice, all’articolo 645, a stabilire che l’opposizione a decreto ingiuntivo si instaura con atto di citazione, ma la norma potrebbe essere solo un semplice residuo del precedente sistema, non aggiornato né coordinato alla riforma del 2009.

Sulla base di questa premessa, in tutti gli altri casi in cui l’opposizione a decreto ingiuntivo sia introdotta regolarmente con citazione, il giudice può disporre, ai sensi del nuovo articolo 183 bis cod. proc. civ., la trasformazione dal rito ordinario a quello sommario di cognizione. Scopo infatti della riforma del 2014 (decreto 132/2014) è proprio quello di ridurre i tempi delle cause più semplici o che presentano chiari indizi dilatori e che, pertanto, possono essere decise anche sulla base delle semplici prove documentali.

A dirlo è il Tribunale di Vercelli con una recente sentenza [1]. La sentenza è certamente la prima a sostenere tale particolare tesi. Ma procediamo con ordine.

 

La prima cosa che ci si deve chiedere – si legge nel provvedimento in commento – è se la norma che consente il passaggio dal rito ordinario a quello sommario di cognizione, sia applicabile ai giudizi di opposizione a decreto ingiuntivo. La risposta per il tribunale di Vercelli è certamente positiva. In primo luogo il dato letterale dell’articolo 645 (“l’opposizione si propone con atto di citazione”) sembra solo apparentemente ostativo: infatti la disposizione è rimasta tale solo in forza di un difetto di coordinamento, probabilmente ritenuto superfluo, rispetto alla riforma del 2009 che introdusse il rito sommario. Inoltre la ratio dell’art. 546 cod. proc. civ. più che soffermarsi sullo stabilire la forma dell’opposizione, mira ad assicurare all’ingiunto garanzie piene e non sommarie e ciò – a ben vedere – è assicurato anche dal procedimento sommario ex art. 702 bis cod. proc. civ. in quanto la sommarietà riguarda l’istruzione in senso stretto e non l’accertamento o il contraddittorio.

 

D’altronde l’ordinanza che chiude il procedimento sommario di cognizione ha la stessa idoneità al giudicato che contraddistingue la sentenza, sul piano formale e sostanziale. In definitiva, l’opposizione a decreto ingiuntivo può essere definita con ordinanza ex articolo 702 ter a patto che il giudice con tale pronuncia definisca la sorte dell’opposizione e quella del decreto ingiuntivo opposto.

 

La conseguenza naturale di questo ragionamento è che anche la norma contenuta nel nuovo articolo 183 bis, che riguarda i procedimenti introdotti dopo l’11 novembre 2014 e che consente al giudice di disporre il passaggio dal rito ordinario a quello sommario di cognizione, è applicabile ai giudizi di opposizione a decreto ingiuntivo. L’intento acceleratorio perseguito dal legislatore con l’introduzione della norma in questione consente tale soluzione, essendo quest’ultima pensata proprio per le liti meno complesse, tra le quali rientrano sovente quelle incardinate a fini defatigatori o dilatori, come a volte possono essere le opposizioni contro i provvedimenti monitori ottenuti dai creditori.


La sentenza

TRIBUNALE DI VERCELLI

Sezione I Civile ***

in composizione monocratica, nella persona del Giudice, Dott Carlo Bianconi;
nella causa n. R.G. 3295/2014, di opposizione al decreto ingiuntivo numero 2208/2014 dell’intestato Tribunale;
promossa da
(A), c.f. …;
(B), c.f. …;
(C) c.f. …;
opponenti, tutti con l’Avv.to … del Foro di … ed elettivamente domiciliati presso il suo Studio;
contro
(D) srl c.f. e p.iva … in persona del legale rappresentante pro tempore, Amministratore Unico Dott. …, intervenuta opposta, con l’Avv.to … del Foro di …, e domiciliata presso lo Studio dell’Avv.to … in Vercelli

***
sulle conclusioni delle parti come precisate all’udienza del 02.3.2016, di seguito

riportate:

–  parte opponente: come da memoria conclusiva del 13.10.2015;

–  parte opposta: come da comparsa di costituzione e risposta del 10.4.2015; ha pronunciato la seguente

ORDINANZA

(E) – succursale italiana adiva in via monitoria l’intestato Tribunale per ottenere la condanna degli ingiunti (debitore principale il (A); fideiussori, le altre;) al pagamento

della somma di € 31.214,63 in linea capitale, oltre accessori del credito e

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[1] Trib. Vercelli, ord. del 23.03.2016.

 

 

 


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