Multa: la falsa comunicazione del conducente per i punti
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12 Mag 2016
 
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Multa: la falsa comunicazione del conducente per i punti

Multe: l’indicazione di un conducente diverso da quello reale, comporta il reato di falso; scatta il processo penale e la condanna a sei mesi di reclusione.

 

Sei mesi di carcere per chi indica, come conducente dell’auto multata, nella dichiarazione da spedire alla polizia, una persona diversa da quella effettivamente al volante, solo per evitare la decurtazione dei punti della patente. Attenti quindi a fornire alle autorità dati falsi: il rischio è molto più grave di una semplice sanzione amministrativa. Il monito viene dalla Cassazione che, con una sentenza depositata ieri [1], ha condannato alla reclusione un automobilista il quale, dopo aver ricevuto, insieme alla multa, l’invito degli agenti a fornire i dati della patente dell’effettivo conducente ai fini della decurtazione dei punti, ha invece dato un’indicazione non veritiera.

 

Facile sconfessare la dichiarazione falsa del conducente: vale la testimonianza della pattuglia che ha avvistato l’auto ma non l’ha potuta fermare; così come la fotografia scattata dall’autovelox è un valido elemento di raffronto e, certo, se in essa appare alla guida un giovane, mentre la comunicazione alla polizia si riferisce a una canuta vecchietta, probabilmente non più in grado di guidare, allora il falso è scontato e, con esso, la condanna penale.

 

Scatta dunque il reato di falso per chi compila o fa compilare, con generalità diverse dalle proprie, il modulo trasmesso alla polizia, con il quale, a seguito di una multa che non è stato possibile contestare nell’immediatezza, è necessario comunicare i dati del conducente del veicolo. Non è tanto l’intento fraudolento di evitare la decurtazione dei punti della patente, usando come parafulmine un altro soggetto connivente, quanto la dichiarazione falsa fornita a un pubblico ufficiale che, al di là della venalità dello scopo, è comunque un reato in se e per se grave.

 

Meglio, a questo punto, non comunicare nulla alla polizia: almeno il rischio è minore. Difatti, se il proprietario omette di fornire i dati identificativi scatterà per lui una sanzione che va da un minimo di 284,00 euro fino ad un massimo di 1.133,00 euro (pagamento oltre i 60 giorni 566,50 euro). Non gli verranno però decurtati i punti sul titolo di guida.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza 27 novembre 2015 – 11 maggio 2016, n. 19527
Presidente Palla – Relatore Pezzullo

Ritenuto in fatto

1. Con sentenza dei 7.5.2014 il G.u.p. dei Tribunale di Campobasso applicava a T.M. ex art. 444 c.p.p. la pena di mesi sei di reclusione, per il reato di cui all’art. 495 c.p., per aver compilato o fatto compilare il modulo trasmesso alla polizia di Stato di Campobasso- di comunicazione dati dei conducente riportante le generalità di B.R.A. strumentalmente indicando nel proprio interesse, al fine di evitare la decurtazione dei punti sulla patente, ovvero l’applicazione di una sanzione pecuniaria per l’omessa comunicazione, tale soggetto estraneo quale conducente, invece, del veicolo tg. DG804GW, destinatario ai sensi dell’art. 142/8 C.d.S. di due verbali elevati dagli agenti di P.S. e a lui notificati quale proprietario del veicolo.
2. Avverso tale sentenza ha proposto ricorso il P.G. presso la Corte d’Appello di Campobasso, lamentando l’omessa declaratoria della falsità del documento indicato nell’imputazione, in violazione dell’art. 537 c.p., in relazione all’art. 675 c.p., atteso che ai sensi dell’ art. 537/1 e 4 c.p. con la sentenza, sia essa di condanna o di proscioglimento, la falsità

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[1] Cass. sent. n. 19527/2016 dell’11.05.2016.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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