Licenziamento economico illegittimo, quale indennizzo?
Editoriali
1 Lug 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Licenziamento economico illegittimo, quale indennizzo?

Licenziamento per giustificato motivo oggettivo illegittimo: tutela e indennità riconosciuta ai lavoratori assunti prima e dopo il 7 marzo 2015.

 

Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo è una delle ipotesi più diffuse di cessazione unilaterale del contratto, che si verifica quando il recesso da parte del datore di lavoro è giustificato da motivazioni di carattere economico (dunque da ragioni legate alla produzione ed all’organizzazione aziendale).

Se, però, è accertato, in sede giudiziale, che il motivo economico in realtà non sussiste, il lavoratore ha diritto, in determinati casi, alla reintegra nel posto di lavoro ed in altre ipotesi al solo indennizzo, se si tratta di un dipendente assunto sino al 6 marzo, soggetto al vecchio rito Fornero; agli assunti dal 7 marzo in poi, invece, si applica il nuovo rito Poletti, dunque la disciplina del Jobs Act, che prevede la reintegrazione solo in alcuni casi.

Vediamo, nel dettaglio, tutte le ipotesi di licenziamento per giustificato motivo oggettivo illegittimo e le tutele applicabili.

 

 

Manifesta insussistenza del motivo economico: aziende con più di 15 dipendenti

Se l’azienda ha più di 15 dipendenti ed è accertata l’illegittimità del licenziamento per mancanza di giustificato motivo oggettivo, a causa della manifesta insussistenza dei motivi posti alla base del licenziamento, il lavoratore, se assunto prima del 7 marzo 2015, ha diritto:

 

– all’annullamento del licenziamento;

– alla reintegrazione nel posto di lavoro o, in alternativa, a un’indennità sostitutiva pari a 15 mensilità;

– al pagamento di un’indennità risarcitoria non superiore a 12 mensilità (pari all’ultima retribuzione globale di fatto maturata dal giorno del licenziamento fino a quello dell’effettiva reintegrazione, diminuita di quanto eventualmente, nel frattempo, percepito in base ad altri rapporti lavorativi);

– al versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali per lo stesso periodo, maggiorati degli interessi legali, in misura pari alla differenza fra la contribuzione che sarebbe maturata nel rapporto e quella eventualmente accreditata per lo svolgimento di altre attività lavorative dopo la cessazione.

 

Se, invece, il lavoratore risulta assunto dal 7 marzo 2015 in poi, ha diritto:

 

– al pagamento di un’indennità risarcitoria onnicomprensiva non assoggettata a contribuzione, pari a 2 mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del Tfr per ogni anno di servizio;

– l’indennità deve essere compresa tra un minimo di 4 ed un massimo di 24 mensilità: non è prevista alcuna reintegra.

 

 

Licenziamento per giustificato motivo oggettivo intimato durante assenze tutelate: aziende con più di 15 dipendenti

Il lavoratore ha diritto alle spettanze elencate nel precedente paragrafo (relativamente ai sottoposti al rito Fornero o al rito Poletti)anche nel caso d’illegittimità del licenziamento per intimazione dello stesso durante il periodo di conservazione del posto di lavoro per malattia, infortunio, gravidanza o puerperio, o per motivo oggettivo consistente nella disabilità o inidoneità fisica o psichica del lavoratore.

 

Nel rito Poletti, invece, si applica la tutela reale piena, con diritto:

 

– alla reintegra o all’indennizzo pari a 15 mensilità;

– al risarcimento non inferiore a 5 mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del Tfr maturata dal giorno del licenziamento fino a quello dell’effettiva reintegrazione, diminuita di quanto eventualmente percepito in eventuali altri rapporti di lavoro nel frattempo intercorsi;

-al versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali per lo stesso periodo.

 

 

Insussistenza  non manifesta del motivo economico: aziende con più di 15 dipendenti

Se è accertata l’illegittimità del licenziamento per mancanza di giustificato motivo oggettivo, a causa di ipotesi differenti da quelle già elencate, quando l’insussistenza del motivo oggettivo non è evidente, non si applica la reintegrazione nel posto e il lavoratore ha diritto:

 

– a un’indennità risarcitoria onnicomprensiva tra le 12 e le 24 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto, se si applica il rito Fornero: nel determinare il numero dei mesi si deve tener conto dell’anzianità del lavoratore, del numero dei dipendenti occupati dall’impresa e delle sue dimensioni, del comportamento e delle condizioni delle parti, delle eventuali iniziative assunte dal lavoratore per la ricerca di una nuova occupazione e del comportamento delle parti nella procedura di conciliazione obbligatoria;

 

– al pagamento di un’indennità risarcitoria onnicomprensiva non assoggettata a contribuzione, pari a 2 mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del Tfr per ogni anno di servizio, compresa tra un minimo di 4 ed un massimo di 24 mensilità, per i lavoratori a cui si applica il rito Poletti.

 

 

Manifesta insussistenza del motivo economico: aziende con meno di 15 dipendenti

Se l’azienda ha meno di 15 dipendenti ed è accertata l’illegittimità del licenziamento per mancanza di giustificato motivo oggettivo, a causa della manifesta insussistenza delle ragioni poste a fondamento del licenziamento, il lavoratore soggetto al rito Fornero ha diritto:

 

– a essere riassunto entro il termine di 3 giorni;

– in mancanza, ha diritto a un’indennità risarcitoria di importo compreso tra un minimo di 2,5 ed un massimo di 6 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto: nel determinare il numero delle mensilità si deve tener conto dell’anzianità del lavoratore, del numero dei dipendenti occupati, delle dimensioni dell’azienda, del comportamento e delle condizioni delle parti.

 

Se, invece, il lavoratore è soggetto al rito Poletti, ha diritto al pagamento di un’indennità risarcitoria onnicomprensiva non assoggettata a contribuzione, pari a una mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del Tfr per ogni anno di servizio, compresa tra un minimo di 2 ed un massimo di 6 mensilità.

La stessa disciplina è valida anche per  tutti gli altri casi di licenziamento per giustificato motivo illegittimo (riguardanti aziende con meno di 15 dipendenti); fa eccezione il licenziamento illegittimo per mancanza di giustificato motivo relativo a inidoneità fisica o psichica, per il quale, nel rito Poletti, si applica la tutela reale piena, con diritto:

 

– alla reintegra o all’indennizzo pari a 15 mensilità;

– al risarcimento non inferiore a 5 mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del Tfr maturata dal giorno del licenziamento fino a quello dell’effettiva reintegrazione, diminuita di quanto eventualmente percepito in eventuali altri rapporti di lavoro nel frattempo intercorsi;

-al versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali per lo stesso periodo.

 

Nel rito Fornero, invece, si applica soltanto la tutela obbligatoria e non la reintegra.


 


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