Pensione anticipata, l’Ape comporta un taglio dall’1 al 4%
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13 Mag 2016
 
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Pensione anticipata, l’Ape comporta un taglio dall’1 al 4%

Le penalizzazioni dell’Ape, l’anticipo pensionistico: il nuovo meccanismo sarà strutturale e non varrà solo per il 2017; entrata in vigore forse prima della legge di Stabilità.

 

La nuova pensione anticipata (chiamata APE, acronimo che sta per Anticipo Pensionistico) comporterà una penalizzazione sulla pensione che andrà dall’1 al 3%, per sfiorare il 4% in caso di pensioni più elevate. A tanto ammonta lo scotto da pagare per gli over 63 anni che vorranno uscire prima dal lavoro pur non avendo ancora maturato le condizioni contributive richieste dalla legge. A dirlo è stato, ieri sera nel corso della trasmissione “Porta a Porta”, lo stesso premier Renzi il quale ha chiarito: la riduzione della pensione sarà variabile sulla base del numero di anni dell’anticipo e dell’entità dell’assegno percepibile al momento del raggiungimento della soglia di vecchiaia. «Il meccanismo – aggiunge il Presidente del Consiglio – deve prevedere che per andare in pensione devi essere disposto a rinunciare a una piccola percentuale l’anno, che vada dall’1% al 3%. Solo per quelli che son messi male, hanno pensione bassa e hanno 65 anni puoi togliere l’1%, per gli altri puoi magari arrivare al 4%».

 

Leggi la nostra guida sulla Pensione Anticipata APE.

 

 

In che consiste il nuovo Anticipo Pensionistico APE?

La legge riconoscerà, ai lavoratori che abbiano superato 63 anni di età, di andare in pensione anticipatamente rispetto alla scadenza prevista sino ad oggi. In cambio di questa possibilità, il pensionato subirà una riduzione del proprio trattamento pari a una percentuale tra l’1 e il 3% per ogni anno di anticipo richiesto. In una prima fase si partirà con i nati nel 1951, 1952 e 1953. Poi dovrebbe toccare ai nati nel triennio successivo.

 

La riduzione della pensione (cosiddetta penalizzazione) sarà variabile sulla base del numero di anni dell’anticipo e dell’entità dell’assegno percepito. Per quelli che hanno la pensione bassa e 65 anni il taglio sarà di circa l’1%, per gli altri si arriva fino a massimo il 4%. Il taglio per ogni anno di anticipo rispetto al requisito di vecchiaia dovrebbe colpire in misura secca l’assegno toccando trasversalmente sia la componete retributiva che quella contributiva. Il dispositivo deve però ancora essere affinato, per non penalizzare troppo i pensionati con assegni bassi.

 

Il finanziamento dell’operazione sarà garantito in gran parte da banche e assicurazioni, che provvederanno ad erogare attraverso l’Inps le fette di pensioni anticipate per effetto del “prestito”. Che sarà poi restituito dal pensionato a rate con un percorso pluriennale dal momento in cui sarà raggiunto il requisito di vecchiaia.

Gli interessi da garantire a banche e assicurazioni saranno invece a carico dello Stato, per un costo oscillante tra gli 800 milioni e un miliardo.

 

L’intervento sarà strutturale e non varrà quindi solo per il 2016 e 2017: al contrario d’ora innanzi si potrà sempre beneficiare dell’Ape, a condizione di essere over 63.

 

“In Italia ci sono state delle autentiche vergogne: fino agli anni ’80 c’erano le pensioni baby, poi si è iniziato a dire che bisognava andare in pensione un po’ più tardi”, ha detto Renzi. “Il principio che ha portato a aumentare l’età pensionabile non è sbagliato, ma il modo in cui è stato fatto ha portato una fascia di pensionati, nati tra il 1951 e il ’55 ad aspettare i 66 anni” con una penalizzazione rispetto a chi è nato solo un anno prima”.

 

 

I tempi di entrata in vigore dell’APE

La nuova pensione anticipata APE partirà quasi sicuramente con la legge di Stabilità che verrà approvata a fine anno ed entrerà in vigore nel 2017, tuttavia il Governo si impegnerà ad anticipare i tempi per verificare le possibilità di anticipazione dell’entrata in vigore già a partire dal 2016. In ogni caso restano i vincoli dell’Unione Europea da rispettare, per cui è necessario che tutto l’impianto normativo risulti credibile anche da un punto di vista finanziario. Non potranno essere fatte concessioni superiori alle nostre possibilità.

 

Già oggi il premier potrebbe incontrare i sindacati per un primo confronto sull’anticipo pensionistico.


 


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