Fattura proforma: cos’è e come compilarla
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13 Mag 2016
 
L'autore
Daniela Rotunno
 


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Fattura proforma: cos’è e come compilarla

La fattura proforma costituisce un fac-simile della fattura ordinaria ma non ha alcun valore fiscale.

 

Che cos’è la fattura proforma?

La fattura proforma è un documento che non ha alcun valore fiscale. Viene emessa, di solito dal libero professionista ma anche dalle aziende, per fornire al cliente un riepilogo del pagamento per le prestazioni ricevute.

Per quale motivo si emette una fattura proforma?

Di solito viene emessa una fattura proforma in luogo della regolare fattura per evitare di pagare le imposte sull’imponibile (IVA) ancor prima di aver ricevuto il pagamento dal debitore. In secondo luogo, se nel documento sono presenti errori (ad esempio importi da rettificare), si potrà procedere all’emissione di nuova fattura, senza andare ad inficiare documenti fiscali.

In quali casi può essere utilizzata la fattura proforma?

Tale strumento è largamente usato dai liberi professionisti, i quali hanno l’obbligo di fatturare non al momento dell’esecuzione della prestazione, ma al momento del pagamento [1]. E’ frequente che l’avvocato invii al cliente una fattura proforma (preavviso di parcella o notula) per richiedere il pagamento per il lavoro svolto.

La fatturazione proforma viene poi soprattutto utilizzata nel commercio import export al fine di chiedere finanziamenti o per il pagamento di dazi doganali. Inoltre si rivela uno strumento utile nel caso di contratti che prevedono il pagamento anticipato tramite bonifico bancario: in tal modo l’acquirente potrà controllare il dettaglio dei costi prima che il venditore emetta la fattura ordinaria.

Una volta ricevuto il pagamento, tuttavia, dovrà essere immediatamente emessa la fattura.

Come compilare una fattura proforma?

E’ importante che la fattura proforma riporti elementi distintivi rispetto alla normale fattura di pagamento. Infatti secondo l’Agenzia delle Entrate se il documento emesso è riconducibile ai presupposti richiesti dalla legge per la fattura ordinaria [2], si concretizza automaticamente il momento impositivo con la possibilità di richiedere la registrazione, la liquidazione ed il versamento dell’imposta dovuta. Pertanto, la fattura proforma, per non essere scambiata con quella ordinaria, dovrà riportare nell’intestazione la dicitura “Fattura proforma” ed il contestuale avviso che “il presente documento non costituisce fattura ai sensi del D.P.R 633/1972 e successive modifiche”. Vanno poi indicati i dati dell’emittente, i dati fiscali del cliente, la data, il numero della fattura proforma (diverso da quello della regolare fattura), il dettaglio dei prodotti o della prestazione eseguita, il totale da pagare, termini e modalità di pagamento.

Quale valore ha una fattura proforma?

Tale documento non ha alcun valore fiscale e pertanto non genera obblighi né ai fini della liquidazione dell’IVA né della determinazione dei ricavi. Serve soltanto per fornire al cliente un riepilogo del dovuto per i beni o servizi forniti.

Va ricordato che dal 1° dicembre 2012 è in vigore il nuovo regime di Iva per cassa (cash accounting), il quale consente ai soggetti interessati di pagare l’IVA dopo il pagamento delle fatture, e comunque fino ad un anno dalla vendita o dalla prestazione del servizio. Possono usufruire di tale regime sia imprese che professionisti che hanno realizzato nell’anno precedente un volume d’affari non superiore a due milioni di euro. Per chi aderisce a tale regime anche il diritto alla detrazione dell’Iva relativa agli acquisti effettuati è rimandato al momento del pagamento della fattura oppure dopo un anno dall’effettuazione dell’operazione in caso di mancato pagamento.

I contribuenti che non rientrano in tale regime possono continuare ad emettere fatture proforma.


[1] Art. 6 co.3, DPR 633/1972.

[2] Art 21, DPR n. 633/1972.

 


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