Professionisti Pubblicato il 14 maggio 2016

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Professionisti Obbligazioni divisibili e indivisibili: che differenza c’è?

> Professionisti Pubblicato il 14 maggio 2016

La distinzione tra obbligazioni divisibili e indivisibili si basa sulla possibile frazionabilità dell’oggetto della prestazione.

L’obbligazione è divisibile quando l’oggetto di essa può essere frazionato in parti aventi un valore e un’utilità autonomi e che quindi possono essere oggetto separatamente di adempimento nei confronti del creditore, conformemente al suo interesse di ricevere la prestazione.

Se la prestazione è divisibile e ci sono più creditori, si ha obbligazione parziaria quando ciascuno di essi può pretendere soltanto una quota dell’intera prestazione (parziarietà attiva).

In mancanza di espressa previsione, l’obbligazione divisibile con più creditori è parziaria.

Se vi sono più creditori di una prestazione divisibile, sin dal suo sorgere o successivamente, e l’obbligazione non è solidale, ciascuno di essi non può domandare il soddisfacimento del credito che per la sua parte (art. 1314 c.c.).

Se vi sono più debitori di una prestazione divisibile, sin dall’origine o successivamente, e l’obbligazione non è solidale, ciascuno di essi è tenuto a pagare il debito per la sua parte.

Nonostante il fatto che in materia successoria sia prevista la divisione dei beni ereditari, il beneficio della divisione non può essere opposto da quello, tra gli eredi del debitore, che è stato incaricato di eseguire la prestazione o che è in possesso della cosa dovuta, se questa è certa e determinata (art. 1315 c.c.).

Sono indivisibili le obbligazioni che hanno per oggetto una prestazione che non può essere divisa ed eseguita solo parzialmente, come ad esempio la consegna di un orologio (art. 1316 c.c.).

Le obbligazioni indivisibili sono regolate dalle norme relative alle obbligazioni solidali, in quanto applicabili (art. 1317 c.c.). La distinzione fra i due istituti è principalmente data dal fatto che nelle obbligazioni indivisibili la disciplina è caratterizzata dall’oggetto della prestazione, mentre nelle obbligazioni solidali dal tipo di vincolo esistente.

Va però precisato che:

– l’indivisibilità opera anche nei confronti degli eredi del debitore e di quelli del creditore (art. 1318 c.c.);

– ciascuno dei creditori può pretendere l’esecuzione dell’intera prestazione indivisibile (art. 1319 c.c.); l’offerta o l’esecuzione parziale o comunque irregolare della prestazione è equivalente alla prestazione non adempiuta ed essendo quindi inidonea ad estinguere l’obbligazione, legittima il creditore a rifiutarla. Sul punto si è pronunciata la Corte di Cassazione, precisando che “non è concepibile l’adempimento parziale dell’obbligazione o la risoluzione pro parte del contratto quando la prestazione dedotta in obbligazione risulti voluta dalle parti come indivisibile; pertanto, l’offerta o l’esecuzione parziale o comunque irregolare della prestazione è equivalente alla prestazione non adempiuta ed è quindi inidonea ad estinguere l’obbligazione, e legittima il creditore a rifiutarla ai sensi dell’art. 1181 c.c.” (Cass., 21 ottobre 1983, n.6193).

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note

Autore immagine: 123rf com

L’obbligazione è divisibile nel caso in cui il suo oggetto possa essere frazionato e, di conseguenza, ogni parte possa essere fonte di separato adempimento nei confronti del creditore.

Al contrario, si ha obbligazione indivisibile nell’ipotesi in cui il suo oggetto non possa essere frazionato per natura della prestazione o per come è stata voluta dalle parti, con conseguente obbligatorietà di eseguire l’adempimento in unica soluzione.

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