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Lo sai che? Pubblicato il 15 maggio 2016

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Lo sai che? Istanza di liquidazione del gratuito patrocinio da presentare subito

> Lo sai che? Pubblicato il 15 maggio 2016

La richiesta di pagamento dei compensi all’avvocato per la causa patrocinata col gratuito patrocinio va ora presentata prima della chiusura del giudizio.

 

Per l’avvocato che presta difesa con il gratuito patrocinio c’è un nuovo termine da rispettare: l’istanza di liquidazione del compenso va ora presentata prima della fine del giudizio, altrimenti non può più essere accolta. È questo l’effetto della novità introdotta dalla legge di Stabilità 2016 [1] e, di recente, applicata dal tribunale di Milano con un recente decreto [2].

Le modifiche al gratuito patrocinio nella legge di Stabilità 2016

Due sono le novità introdotte dalla legge di Stabilità 2016 in materia di gratuito patrocinio: la prima modifica le tempistiche per la presentazione dell’istanza di liquidazione del compenso, la seconda consente che detto pagamento avvenga con compensazione dei debiti dell’avvocato nei confronti dell’erario. Esaminiamo le misure più nel dettaglio.

La norma in materia di liquidazione del compenso dovuto a titolo di gratuito patrocinio introduce una nuova disposizione all’interno del Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia [3]: in essa si stabilisce che il decreto di liquidazione del giudice deve essere “emesso contestualmente alla pronuncia del provvedimento che chiude la fase cui si riferisce la relativa richiesta”. Il che implica una forte preclusione per l’avvocato, il quale dovrà stare attento a depositare la richiesta di pagamento (allegando la nota spese) non più dopo la conclusione del processo (civile o penale), così come avveniva una volta (quando il giudice decideva, spesso, a distanza di molto tempo dal deposito dell’istanza), bensì prima che ciò avvenga. Diversamente, se il processo è già stato definito, l’istanza sarà dichiarata inammissibile, perché tardiva.

La seconda novità prevede che, dal 2016, i difensori che vantano crediti per spese, diritti e onorari di avvocato, sorti per assistenza e difesa per gratuito patrocinio, possono compensare detti crediti con quanto da essi dovuto all’erario per ogni imposta e tassa, compreso per esempio l’Irpef, l’Iva, l’Irap, nonché al pagamento dei contributi previdenziali per i dipendenti mediante cessione anche parziale dei predetti crediti entro il limite massimo pari all’ammontare dei crediti stessi, aumentato dell’IVA e del contributo previdenziale per gli avvocati.

L’istanza di liquidazione del gratuito patrocinio

Con la sentenza in commento, arriva il primo monito da parte del Tribunale di Milano: le modifiche appena introdotte al patrocinio a spese dello Stato si applicano anche ai processi in corso perché la riforma ha natura processuale. L’avvocato, dunque, deve ricordarsi di presentare la rituale istanza in tempo perché il decreto di pagamento deve intervenire contemporaneamente alla pronuncia del provvedimento definitivo del giudizio ed essere pronunciato dal giudice con un atto separato e distinto dalla sentenza. Altrimenti poi scatta l’inammissibilità dell’istanza e il difensore perderà la possibilità di ottenere il pagamento dallo Stato per le vie brevi. In ogni caso è opportuno procedere all’istanza dal momento che, se il compenso non viene liquidato nel corso del processo, il difensore non decade certo dal diritto ma deve farlo valere con procedimento ordinario o con ingiunzione di pagamento.
Per gli avvocati che hanno deciso di difendere i meno abbienti è quindi vitale ricordare la nuova decadenza e, soprattutto, l’applicabilità della stessa anche ai processi già in corso. Una volta, infatti, che il giudice avrà pronunciato il provvedimento di chiusura della causa egli si spoglia del potere di decidere e non può più provvedere.

note

[1] Art. 1 co. 783 della l. 208/2015.

[2] Trib. Milano decr. del 22.03.2016.

[3] Art. 83 co. 3-bis del Dpr 115/2002.

Autore immagine: 123rf com

Tribunale di Milano

Sezione IX civile

Decreto 22 marzo 2016

(est. G. Buffone)

premesso che

– vista l’istanza presentata dall’Avv. …. , di liquidazione del compenso spettante per il

patrocinio a spese dello Stato, per la difesa prestata in favore di: ……

– nel corso dell’odierna udienza, la parte attrice ha depositato la cennata istanza per la

liquidazione del patrocinio a spese dello Stato, tenuto conto della intervenuta definizione del

procedimento nella medesima udienza,

osservato che

– trova applicazione l’art. 83 comma III-bis d.P.R. 115 del 2002 (introdotto dall’art. 1 comma

783 della l. 208/2015) poiché il decreto di pagamento è pronunciato in data successiva all’1

gennaio 2016 (avendo il cennato art. 83 natura processuale); in virtù della norma citata: «il

decreto di pagamento è emesso dal giudice contestualmente alla pronuncia del

provvedimento che chiude la fase cui si riferisce la relativa richiesta»;

– per effetto della nuova disciplina, il decreto di pagamento (pronunciato con atto separato e

distinto dalla sentenza: v. Cass. Civ. 7504 del 2011) deve intervenire contemporaneamente

alla pronuncia del provvedimento definitivo del giudizio, a seguito di rituale istanza (artt.

82, 83 d.P.R. 115 del 2002) del difensore; con il provvedimento che chiude il giudizio

davanti a sé, il giudice si spoglia della potestas decidendi e non può più provvedere alla

liquidazione avendo perso il relativo potere; in casi analoghi, la giurisprudenza è nel senso

che l’eventuale provvedimento giudiziale di liquidazione del compenso erariale sia illegale o

comunque abnorme (v. Cass. Civ. n. 18204/2008; Cass. Civ. 11418/2003);

– il difensore il cui compenso non sia stato liquidato nel corso del processo non decade dal

relativo diritto potendo richiederlo con procedimento ordinario o con ingiunzione di

pagamento (v., in casi analoghi, Cass. Civ. 7633 del 2006);

rilevato che

– nel caso di specie, l’istanza è presentata tempestivamente e alla stessa sono allegati tutti i

documenti che dimostrano le circostanze necessarie per l’accoglimento della domanda,

– considerata la ricorrenza dei presupposti ex art. 76 D.P.R. n. 115/2002

– visto l’art. 130 D.P.R. n. 115/2002;

– tenuto conto dell’attività svolta, dei risultati raggiunti e degli altri elementi del processo (…)

– applicato il DM 55/2014,

PER QUESTIMOTIVI

QUANTIFICA il compenso spettante al difensore, in complessivi euro 1384,00

(come da richiesta) che ridotto della metà, come per legge,

L I Q U I D A

in euro 692,00 in favore dell’Avv.…

oltre IVA, CPA e rimborso forfetario in misura pari al 15%

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Tribunale di Milano di pagare l’importo liquidato.

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