Permessi legge 104: l’uso diverso non è consentito
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15 Mag 2016
 
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Permessi legge 104: l’uso diverso non è consentito

Legittimo il licenziamento del dipendente che usa la 104, ottenuta per assistere il familiare disabile, per lavorare o svolgere altre attività personali, sia pure ludiche.

 

Oramai è un principio stabile e la Cassazione lo sta ribadendo a più riprese: il dipendente che chiede i giorni di permesso ai sensi della legge 104 deve restare in casa con il familiare disabile e non può svolgere altre attività, siano esse lavorative o ludiche. Non gli è consentito, quindi, fare una passeggiata, uscire la sera con gli amici, partecipare a una gita fuoriporta, andare in palestra o utilizzare i permessi con scopi differenti come il ricongiungimento familiare, l’anticipo delle vacanze, il ponte o una “pre-aspettativa”. Insomma, i permessi 104 servono solo per l’assistenza del portatore di handicap e nient’altro.

 

 

I permessi della legge 104 non possono essere sviati

Sono passati poco meno di sette giorni dall’ultima pronuncia che già la Cassazione ritorna a parlare di abuso della legge 104: chi svia le finalità dei permessi può essere licenziato in tronco, ossia “per giusta causa” (e, quindi, senza neanche il preavviso) anche se tale comportamento non è tra quelli elencati dal codice disciplinare affisso in azienda. E ciò perché è sempre possibile il licenziamento per le condotte che, anche se non previste nel regolamento o dai contratti collettivi, si concretizzino nella violazione di norme penali o che contrastano con il cosiddetto “minimo etico” o, ancora, che non rispettino i doveri fondamentali connessi al rapporto di lavoro.

 

 

Il danno per l’azienda se il lavoratore abusa dei permessi 104

Il licenziamento – sottolinea la Corte – è legittimo anche se l’azienda non ha subito alcun danno patrimoniale, atteso che il pagamento della retribuzione piena al dipendente non grava sul datore, ma sull’Inps. In verità è proprio questo aspetto che, più volte, è stato posto a fondamento della valutazione di gravità del comportamento del lavoratore che abusa dei permessi della legge 104: la sua condotta fraudolenta, oltre ad essere una scorrettezza e una violazione dell’obbligo di fedeltà nei confronti dell’azienda, finisce anche per pesare sul sistema previdenziale nazionale (e, in definitiva, su tutti i contribuenti), ragion per cui si tratta di un comportamento particolarmente grave e imperdonabile (leggi “Chi usa i permessi 104 per non assistere il disabile è licenziato”). In ogni caso, il danno per il datore è facilmente riscontrabile nel fatto che questi vede mandare la prestazione lavorativa dovuta.


[1] Cass. sent. n. 9749/2016 del 12.05.2016.

 


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Commenti
17 Mag 2016 mirko

come al solito in Italia,da un’eccesso all’altro,povera Italia

 
26 Giu 2016 Filolao Marisa

Purtroppo non ci sono realmente controlli su questa legge per cui moltissime persone la usano per scopi propri .