Partite IVA e autonomi: cambiano le imposte. Arriva la tassa piatta
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15 Mag 2016
 
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Partite IVA e autonomi: cambiano le imposte. Arriva la tassa piatta

Abolizione degli studi di settore, rimborsi Irap e flat tax: come cambia il fisco per i professionisti, lavoratori autonomi e partite IVA.

 

Cambia il fisco per tutte le partite Iva, ossia artigiani, piccoli commerciati e professionisti. I due capitoli più importanti della riforma sono le semplificazioni e la previsione di una “flat tax”; inoltre c’è l’abolizione degli studi di settore e la deducibilità dell’Imu. In tutto questo, poi, si inseriscono gli effetti della sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione, pubblicata qualche giorno fa, in materia di Irap: in particolare la pronuncia, colmando un vuoto legislativo, ha finalmente dichiarato l’esenzione Irap per i piccoli studi professionali e le ditte individuali con un solo dipendente con mansioni esecutive.

La riforma studiata dal Governo per venire incontro al “ceto medio” e risollevare le sorti di chi – un gran numero di contribuenti italiani – ha una partita Iva ma dimensioni insufficienti per sostenere la crisi economica, partirà da maggio, con la presentazione di un correttivo al decreto semplificazioni attuativo della delega fiscale [1], e terminerà a dicembre nella prossima legge di Stabilità.

 

Tra le misure più interessanti c’è la nuova flat tax , la cosiddetta Imposta sul reddito dell’imprenditore (Iri), con cui saranno “premiate” con una tassazione proporzionale (Ires) e non più progressiva (Irpef), tutte le imprese personali che lasciano gli utili in azienda. Come viene spiegato sulle pagine del Sole24 di questa mattina, “con la flat tax potrebbe arrivare anche l’applicazione del criterio di cassa per la determinazione del reddito prodotto dalle imprese personali in contabilità semplificata. Il meccanismo consentirebbe anche a questi soggetti, così come già avviene per i professionisti, di pagare le tasse su quanto realmente guadagnato”.

 

Gli accertamenti fiscali non verranno più effettuati attraverso gli studi di settore, almeno per determinate categorie (a partire dai professionisti), strumento considerato ormai obsoleto e incapace a rappresentare l’attuale situazione economica delle Partite Iva.

Potrebbe poi aumentare la quota di deducibilità dell’Imu dal reddito d’impresa oggi limitata al 20 per cento.

 

Ci sono poi gli effetti della sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione che ha dichiarato esenti dall’Irap tutte le piccole ditte individuali e gli studi professionali, anche se impiegano un dipendente (e non più di uno), purché questo abbia mansioni esecutive, che esulano la specifica professionalità che caratterizza l’attività (è il caso di una segretaria, di un addetto alle pulizie, del collaboratore che non può operare senza il costante controllo e direzione del capo). La sentenza ha effetti dirompenti e apre le porte anche alla richiesta di numerosi rimborsi, sui quali il Governo dovrà intervenire in qualche modo.

 

Per quanto riguarda il capitolo semplificazioni, è annunciata una riduzione delle comunicazioni (assegnazione di beni ai soci, finanziamento ai soci, operazioni black list o le dichiarazioni d’intento), l’addio allo spesometro e una maggiore digitalizzazione degli obblighi. Il tutto nell’ottica di spingere le partite Iva alla comunicazione telematica di tutti i dati delle fatture.

 

Altra interessante semplificazione è la cancellazione dell’obbligo di comunicazione annuale delle informazioni di cui l’Agenzia è già in possesso per esserle state trasmesse negli anni precedenti, fatte salve eventuali variazioni. Ad esempio, il padrone di casa non dovrà inviare ogni anno le comunicazioni sugli affitti.

 

Attenzione alle caselle di posta elettronica certificata: a breve, tutti gli atti dell’Agenzia delle Entrate, compresi gli accertamenti fiscali, saranno spediti direttamente all’indirizzo PEC del professionista o dell’impresa.


[1] Dlgs 175/2014.

 


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