Mediazione: bisogna dichiarare le ragioni del mancato accordo
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16 Mag 2016
 
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Mediazione: bisogna dichiarare le ragioni del mancato accordo

Il semplice incontro innanzi all’organismo di mediazione, con dichiarazione dell’impossibilità di conciliare, non è sufficiente a ritenere esperito il tentativo di mediazione.

 

Attenzione al primo incontro durante la mediazione ordinata dal giudice in corso di causa: le parti, dopo aver discusso la vertenza, non possono limitarsi ad affermare che non sussistono le condizioni per mediare, ma devono anche motivare tali ragioni. Diversamente, il tentativo di mediazione si deve considerare come non concluso. Lo chiarisce il Tribunale di Roma in una recente sentenza [1].

 

 

Obbligo di motivazione. La sentenza in commento farà certamente discutere: la mediazione non si può dire tale se le parti non si armano di buona volontà e non adottano un atteggiamento di massima trasparenza nel giustificare le ragioni della mancata prosecuzione del procedimento. Se è vero, infatti, che raggiungere l’accordo è solo una possibilità e non un obbligo, è anche vero che non basta svolgere l’incontro informativo (che ha solo funzioni preliminari e preparatorie), ma è anche necessario tentare, in modo effettivo, la mediazione. Una cosa, infatti, è l’incontro informativo, un’altra invece è il concreto esperimento della mediazione, che non può ritenersi soddisfatto quanto le parti si limitino a dichiarare l’inconciliabilità delle rispettive posizioni.

 

Insomma, le parti – per adempiere all’obbligo imposto loro dal giudice – devono spiegare (e far verbalizzare al mediatore) le ragioni per cui rifiutano di proseguire nel procedimento. In mancanza di ciò, il rifiuto a proseguire nella mediazione si considera “ingiustificato” ed equiparabile, in tutto e per tutto, alla mancata mediazione. Con la conseguenza che il giudice dovrà tenerne conto come mancato avveramento della condizione di procedibilità dell’azione giudiziaria.

 

Non è la prima volta che un giudice formula un’interpretazione così restrittiva della mediazione delegata. Anche il Tribunale di Firenze, lo scorso 28 aprile, aveva aderito a tale orientamento. Secondo questa tesi, non esiste un diritto delle parti a non svolgere la mediazione: quest’ultima, al contrario, deve ritenersi un vero e proprio obbligo e non un mero adempimento formale.

 

Il Tribunale precisa poi che, se la parte istante intende procedere oltre l’incontro informativo mentre la parte invitata in mediazione rifiuta, senza dare motivazioni o con motivazioni ritenute non giustificate, di proseguire oltre questa fase, il convocato rischierà di essere condannato a versare una somma corrispondente al contributo unificato previsto per il giudizio [2] e a pagare all’altra parte una somma equitativamente determinata dal giudice [3].


In pratica

[1] Trib. Roma., sent. del 28.06.2016.

[2] Sanzione stabilita dall’art. 8, comma 4-bis, d.lgs. n. 28/2010

[3] Art. 96 co. 3, cod. proc. civ.

La sentenza

In NOME del POPOLO ITALIANO TRIBUNALE di ROMA SEZIONE Sez.XIII° – RG.76167-11

Sentenza n.8554/ 2016 del 28.4.2016

REPUBBLICA ITALIANA

Il Giudice dott. cons. Massimo Moriconi

nella causa tra

A.A.. e srl R. in persona del suo legale rappresentante pro tempore (avv.ti XXXX)

attori

B.B. (avv.ti YYYY) convenuto

E

ha emesso e pubblicato, ai sensi dell’art. 281 sexies cpc, alla pubblica udienza del 28.4.2016 dando lettura del dispositivo e della presente motivazione, facente parte integrale del verbale di udienza, la seguente

letti gli atti e le istanze delle parti, osserva:

-1- Il fatto

SENTENZA

La domanda degli attori concerne (indirettamente) una lite di natura ereditaria.

Invero l’ing.A.A. non è stato beneficiato in sede di successione ereditaria (con annesi legati) della madre, della proprietà dell’appartamento sito in Roma via G. n.8 int.1 all’interno del quale il predetto AA aveva il mero godimento di una stanza.

Tale immobile è stato infatti legato al nipote (il convenuto) del AA, vale a dire al figlio di sua sorella.

Con la domanda introduttiva l’attore lamenta danneggiamento e

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