Quanto contante si può prelevare in banca dopo il 2016
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16 Mag 2016
 
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Quanto contante si può prelevare in banca dopo il 2016

Voglio prelevare oltre 3000 euro dal conto corrente ma il dipendente della banca mi ha detto che è meglio farlo in due soluzioni, altrimenti verrò segnalato per violazione della legge sull’antiriciclaggio: è vero?

 

Anche dopo la modifica del limite di utilizzo del denaro contante, che dal 1° gennaio 2016 non è più mille euro ma tremila, non ci sono limiti (così come mai ci sono stati) al prelievo di soldi in contanti dal conto corrente bancario o postale; sia che ciò avvenga allo sportello che dal bancomat (salvo, ovviamente, in quest’ultimo caso, il limite giornaliero al prelievo che la carta consente solo per ragioni di sicurezza, onde preservare il correntista in caso di furto della carta stessa).

 

Così, in teoria, il proprietario del conto corrente o il suo delegato alla firma potrebbe prelevare dal conto anche un importo superiore a 3.000 euro senza incorrere nella violazione della normativa sulla tracciabilità. Questo perché i limiti all’uso del contante sono posti dalla legge esclusivamente in caso di trasferimenti del denaro tra soggetti diversi (a qualsiasi titolo essi siano: donazioni, vendite, mutuo, ecc.). Invece, nel caso di versamenti e prelievi sul o dal conto corrente, il denaro resta nella titolarità del medesimo soggetto, il correntista. All’atto del versamento del denaro sul conto, infatti, il correntista non trasferisce alla banca o alla posta la proprietà delle somme, ma solo l’obbligo di custodia.

 

Come dicevamo, a partire dal 1° gennaio 2016, e per effetto della Legge di Stabilità 2016 [1], il limite all’utilizzo dei contanti è salito da mille a tremila euro. Ma questo non toglie che si possa prelevare dal conto una somma anche superiore a tale tetto.

 

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Anche l’Associazione Bancaria Italiana ha osservato come il presupposto necessario affinché trovino applicazione le limitazioni all’uso dei soldi in contanti sia rappresentato dal trasferimento di denaro contante stesso. Tale presupposto, invece, non si realizza per effetto delle operazioni di versamento e di prelievo allo sportello o al bancomat.

La soluzione fornita dall’Abi è stata poi ulteriormente confermata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze con una circolare del 2012 [2].

 

È quindi possibile prelevare allo sportello somme in contanti oltre la soglia dei 3.000 euro, in quanto con l’operazione non risulta effettuato alcun trasferimento di denaro in favore di un soggetto diverso.

Come detto, infatti, il presupposto della violazione è rappresentato dal trasferimento di denaro (oltre soglia) tra due soggetti diversi. A seguito dell’operazione di prelievo, invece, il soggetto interessato continua a mantenere la disponibilità della somma di denaro che, anteriormente all’operazione, era depositata sul conto corrente a lui intestato.

 

La conseguenza è che nessun impiegato di banca potrà mai impedire al cliente un prelievo di denaro per importi oltre il limite della tracciabilità. La filiale dell’istituto di credito, tuttavia, potrebbe valutare se sussistano i presupposti per effettuare la segnalazione di “operazione sospetta” al vertice della banca; quest’ultimo, qualora lo ritenga opportuno, potrebbe interessare la UIF, l’Unità di Informazione Finanziaria che, a sua volta, se vi è sospetto di reato, ne darà comunicazione alla Procura della Repubblica.

In ogni caso, il consiglio è sempre quello di mantenere un registro sull’uso delle somme prelevate, quando di consistente importo, perché resta sempre la possibilità per l’Agenzia delle Entrate di inviare richieste di chiarimenti, anche dopo alcuni anni, nel caso in cui vi sia il sospetto di utilizzo del denaro per scopi di investimento e, quindi, come fonte di reddito non dichiarato.


[1] Art. 1, co. 898, Legge di Stabilità 2016 (L. 208/2015) che ha modificato l’art. 49 co. 1, d.lgs. n. 231/2007.

[2] Min. Econ. circolare n. 2 del 16.01.2012.

 


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