Cambio di residenza: tutta la procedura da seguire
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16 Mag 2016
 
L'autore
Maura Corrado
 


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Cambio di residenza: tutta la procedura da seguire

Adempimenti da effettuare per il cambio di residenza da Comune ad altro Comune o all’interno dello stesso Comune: recarsi all’anagrafe del Comune è solo il primo passo. E poi?

 

Certamente a tutti noi, almeno una volta, sarà capitato di dover cambiare residenza: e allora inizia la corsa per ottenere tutte le informazioni possibili, districandosi a fatica tra commissioni varie, burocrazia e moduli da compilare. Cerchiamo allora di capire come fare, senza perdere la testa.

 

 

Che cos’è la residenza?

Precisiamo, come prima cosa, che la residenza è il luogo nel quale la persona ha la sua abituale dimora ed è una situazione di fatto, alla quale si collegano una serie di effetti che regolamentano la relazione che ogni persona intrattiene con il proprio territorio. Essa è dichiarata presso l’ufficio Anagrafe del Comune in cui si intende risiedere: si parla in tal caso di residenza anagrafica, ed è proprio questa che è possibile modificare e trasferire. Indipendentemente dalla residenza anagrafica stabilita in un Comune, si possono avere più residenze con riferimento ai luoghi nei quali si ha abituale dimora.

 

 

Come si presenta la dichiarazione di cambio di residenza?

La dichiarazione di cambio di residenza va presentata agli uffici del Comune di nuova residenza, mediante la compilazione e la consegna di un apposito modello (dichiarazione di residenza), allegato alla circolare del Ministero dell’Interno – servizi demografici, scaricabile dal sito del Ministero.

In questo modulo il dichiarante segnala il Comune o lo Stato di provenienza dell’ultima residenza e l’indirizzo della nuova. Si dovranno compilare anche i campi relativi ai dati personali, alla patente di guida e alle targhe dei veicoli intestati. Nel modulo sono presenti anche i campi relativi ad eventuali familiari, di cui bisogna indicare il legame di parentela, i dati personali, della patente e le targhe dei veicoli a loro intestati. Occorre anche indicare se nell’abitazione sita al nuovo indirizzo sono già iscritte altre persone, specificando se con queste sussistono dei rapporti di parentela o meno.

Nel caso in cui nella nuova abitazione risieda già un’altra famiglia, è necessario che un suo rappresentante maggiorenne dia il consenso al cambio di residenza del dichiarante ed eventuali suoi familiari, allegando al modulo una copia fronte/retro di un documento di identità.

 

 

Dove si consegna la dichiarazione di residenza?

Ci sono diverse modalità per consegnare la dichiarazione di residenza. È innanzitutto possibile consegnarla di persona presentandosi agli sportelli del Comune. In alternativa è possibile inviarla tramite:

 

posta elettronica ordinaria, fax o raccomandata, firmandola a mano e facendone una scansione;

posta elettronica ordinaria, allegando il modello sottoscritto con firma digitale (l’equivalente informatico di una tradizionale firma autografa apposta su carta) oppure identificandosi con la carta d’identità elettronica o la carta dei servizi: la prima è una tessera in policarbonato che certifica l’identità del soggetto titolare e permette di accedere ai servizi telematici messi a disposizione dalla Pubblica Amministrazione, all’interno di quello che è stato chiamato “progetto POLIS” volto a snellire e velocizzare la comunicazione tra lo Stato e i cittadini proprio con l’obiettivo di ridurre adempimenti superflui e inutili file agli sportelli pubblici;

posta elettronica certificata (PEC), con la quale non è necessario firmare la dichiarazione in quanto la persona viene direttamente identificata con la PEC.

 

Alla dichiarazione bisogna poi allegare in tutte le modalità di consegna anche copia del documento d’identità del dichiarante e di tutti i familiari che con lui trasferiscono la residenza.

Se un cittadino proviene da uno Stato estero, si consiglia, prima della consegna, di contattare il Comune per farsi indicare eventuali altri documenti da allegare.

 

 

Che fare una volta consegnata la dichiarazione di residenza?

Una volta completati tali adempimenti, sarà cura dell’ufficiale dell’anagrafe provvedere entro due giorni lavorativi all’iscrizione anagrafica. L’effetto giuridico di tale iscrizione decorre però dalla data di presentazione della dichiarazione. Per tale motivo il cambio di residenza è definito in tempo reale.

Inoltre, nei 45 giorni lavorativi successivi alla dichiarazione di residenza, il Comune è tenuto ad effettuare le opportune verifiche, controllando la documentazione presentata dal dichiarante o l’eventuale documentazione trasmessa dal precedente Comune di residenza. Se tali verifiche dovessero avere esito negativo, l’interessato riceverà dal Comune una comunicazione di diniego e avrà 10 giorni di tempo per presentare osservazioni scritte al fine di evitare l’annullamento del cambio di residenza e il ripristino della situazione precedente alla dichiarazione.

Occhio alle dichiarazioni mendaci: il Comune è tenuto ad avvisare l’autorità giudiziaria competente. Infatti per chi dichiara il falso ad un pubblico ufficiale sono previste sanzioni penali.

 

 

E se voglio trasferirmi all’estero?

Il cittadino italiano che intende trasferire la propria residenza all’estero per un periodo superiore a 12 mesi può dichiarare il trasferimento di residenza direttamente al Consolato o, in alternativa, prima di espatriare, può rendere tale dichiarazione al Comune italiano di residenza, utilizzando il modello dichiarazione di trasferimento di residenza all’estero, allegato alla circolare del Ministero degli Interni prima citata e sempre scaricabile sempre dal sito del Ministero. Tale modello può essere inviato al Comune con le stesse modalità previste per la dichiarazione di residenza descritta sopra.

Nel caso di dichiarazione presentata al Comune italiano, il cittadino dovrà comunque presentarsi entro 90 giorni dall’arrivo all’estero al Consolato di competenza per rendere la dichiarazione di espatrio. Verranno quindi avviate le procedure di cancellazione dal registro della popolazione residente (Apr) e l’iscrizione all’Aire (anagrafe degli italiani residenti all’estero).


 


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