Autocertificazione e atto notorio: cos’è e come si scrivono
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16 Mag 2016
 
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Redazione
 


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Autocertificazione e atto notorio: cos’è e come si scrivono

I modelli fac-simile e i casi in cui il certificato rilasciato dal Comune o da altra pubblica amministrazione può essere sostituito con l’autocertificazione o l’atto notorio.

 

Con l’entrata in vigore, nel 2000, del famoso Testo Unico sulla documentazione amministrativa è stato drasticamente ridotto il numero di certificati che il cittadino deve procurarsi dalle singole amministrazioni per dare il via alle diverse pratiche burocratiche: grazie infatti all’autocertificazione, il privato può fare tutto da sé, “autodichiarando” – appunto – i fatti e le circostanze che, in passato, venivano certificate solo dalla P.A. (in verità, la legge che consentiva la possibilità di sostituire i certificati alle autodichiarazioni esisteva già dal 1969, ma la legge era rimasta carta morta e i pubblici uffici non la applicavano mai).

 

Con l’autocertificazione, dunque, il cittadino può dichiarare, sotto la propria responsabilità penale e amministrativa, le circostanze che gli vengono chieste da una pubblica amministrazione. Ad esempio, quando un ufficio pubblico ci chiede quando e dove siamo nati, oppure chi vive in famiglia con noi, oppure se siamo cittadini italiani o no, possiamo dichiarare tutto questo personalmente, senza doverci per forza recare in anagrafe per ottenere il rilascio dello specifico certificato.

 

Nessun ufficio, attualmente, può obbligare il cittadino a produrre il certificato per quanto riguarda i seguenti dati:

 

– la data e il luogo di nascita (che ha sostituito quindi lo Stato di nascita)

– la composizione della propria famiglia (che ha sostituito lo Stato di famiglia);

– la cittadinanza;

– la residenza (che ha sostituito il certificato di residenza);

– lo stato civile.

 

È infatti diritto del cittadino dimostrare tali circostanze semplicemente con l’autocertificazione e, pertanto, di fronte alla richiesta dell’ufficio pubblico, egli può fermamente opporsi facendo valere il suo diritto sancito dal codice della documentazione amministrativa. Anzi, l’impiegato che rifiuti di accettare l’autocertificazione può essere denunciato per violazione dei doveri d’ufficio.

 

 

Che cosa è possibile autocertificare?

Ecco un elenco più dettagliato di cosa è possibile autocertificare:

 

  • data e il luogo di nascita
  • residenza
  • cittadinanza
  • godimento dei diritti civili e politici
  • stato di celibe, coniugato, vedovo o stato libero
  • stato di famiglia
  • esistenza in vita
  • nascita del figlio, decesso del coniuge, dell’ascendente o discendente
  • iscrizione in albi, registri o elenchi tenuti da pubbliche amministrazioni
  • appartenenza a ordini professionali
  • titolo di studio, esami sostenuti
  • qualifica professionale posseduta, titolo di specializzazione, di abilitazione, di formazione, di aggiornamento e di qualificazione tecnica
  • situazione reddituale o economica anche ai fini della concessione dei benefici di qualsiasi tipo previsti da leggi speciali
  • assolvimento di specifici obblighi contributivi con l’indicazione dell’ammontare corrisposto
  • possesso e numero del codice fiscale, della partita IVA e di qualsiasi dato presente nell’archivio dell’anagrafe tributaria
  • stato di disoccupazione
  • qualità di pensionato e categoria di pensione
  • qualità di studente
  • qualità di legale rappresentante di persone fisiche o giuridiche, di tutore, di curatore e simili
  • iscrizione presso associazioni o formazioni sociali di qualsiasi tipo
  • tutte le situazioni relative all’adempimento degli obblighi militari, ivi comprese quelle attestate nel foglio matricolare dello stato di servizio
  • di non aver riportato condanne penali e di non essere destinatario di provvedimenti che riguardano l’applicazione di misure di prevenzione, di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi iscritti nel casellario giudiziale ai sensi della vigente normativa
  • di non essere a conoscenza di essere sottoposto a procedimenti penali
  • qualità di vivenza a carico
  • tutti i dati a diretta conoscenza dell’interessato contenuti nei registri dello stato civile
  • di non trovarsi in stato di liquidazione o di fallimento e di non aver presentato domanda di concordato

 

 

Quando non vale l’autocertificazione?

L’autocertificazione non può mai essere emessa per attestare:

 

  • certificati medici, sanitari o veterinari;
  • certificati di origine (DOC o DOP);
  • certificati di conformità alle prescrizione della normativa europea;
  • certificati di marchi o brevetti.

 

 

Come si scrive un’autocertificazione? Il fac-simile

La formula dell’autocertificazione è molto semplice. Noi proponiamo un modello, ma la legge non chiede formule speciali o standard: l’importante è rispettare quel contenuto minimo del documento necessario per dare certezza alla dichiarazione.

 


 

Dichiarazione sostitutiva di certificazioni

Io sottoscritto sig. …… nato a …… il …… e residente in …… via …… al n. ……

DICHIARO

di essere nato/a il …… a……

oppure

di essere residente in ……

oppure

di essere cittadino/a italiano/a

oppure

di godere dei diritti politici

oppure

di essere celibe/nubile oppure coniugato oppure vedovo oppure libero di stato

oppure

di essere padre/madre di …… nato a …… il ……

oppure

che il sig. …… nato a …… il …… è deceduto in data …… a ……

oppure

che la mia famiglia anagrafica si compone delle seguenti persone (nome, cognome, nato a … il …, rapporto di parentela …).

Data, Firma


 

La dichiarazione sostitutiva dell’atto notorio

La legge consente di scrivere dichiarazioni concernenti stati, qualità personali o fatti di cui l’interessato sia a diretta conoscenza senza necessità di recarsi in Comune ad autenticare la propria firma. Si può autodichiarare:

 

  • che si è casalinga, studente, pensionato, disoccupato;
  • il reddito percepito durante un determinato periodo;
  • il titolo di studio o di specializzazione;
  • che non si sono riportate condanne penali;
  • la propria posizione rispetto agli obblighi militari;
  • che si è a carico di un familiare;
  • che si ricopre la qualifica di legale rappresentante di una ditta.

 

L’atto notorio si può produrre sia nei rapporti con la pubblica amministrazione che con privati. Le dichiarazioni sostitutive hanno la stessa validità temporale degli atti che sostituiscono.

 


 

Per scaricare il pdf, clicca qui

DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DELL’ATTO DI NOTORIETA’

(Art. 47 D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445)

DA PRODURRE AGLI ORGANI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE O AI GESTORI DI PUBBLICI SERVIZI.

Il/la sottoscritto/a ______ (nome/cognome), nato a __________ (luogo) (____) il ________(prov.)

residente a ________________ (______) in Via___________ n. _____ (luogo) (prov.) (indirizzo)

Consapevole delle sanzioni penali, nel caso di dichiarazioni non veritiere e falsità negli atti, richiamate dall’art.76 D.P.R. 445 del 28/12/2000

DICHIARA

………………………………………………………………………………………………………..

(luogo, data)

Dichiaro, altresì, di essere informato, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 13 del D.Lgs. 196/2003 che i dati personali raccolti saranno trattati, anche con strumenti informatici, esclusivamente nell’ambito del procedimento per il quale la presente dichiarazione viene resa.

Il Dichiarante

……………………………………………..

Ai sensi dell’art. 38, D.P.R. 445 del 28/12/2000 , la dichiarazione è sottoscritta dall’interessato in presenza del dipendente addetto ovvero sottoscritta e inviata unitamente a copia fotostatica, non autenticata di un documento di identità del sottoscrittore, all’ufficio competente via fax, tramite un incaricato, oppure a mezzo posta.


 


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