Enel: la bolletta della luce da 900 euro inviata per email
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17 Mag 2016
 
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Enel: la bolletta della luce da 900 euro inviata per email

La richiesta di pagamento con il logo Enel per la bolletta esorbitante contiene un allegato che non deve essere aperto.

 

Una bolletta dell’Enel da oltre 800 euro inviata sulla posta elettronica ordinaria, con tanto di logo della società, numero della fattura per la fornitura di energia elettrica, indicazione del bimestre, indicazione di domiciliazione bancaria, informativa sulla privacy e, immancabile, il consueto invito “clicca qui per scaricare”. Inutile dire che non si scarica null’altro che un virus di ultima generazione, quelli capaci ormai di infettare anche un telefonino.

 

Siamo alle solite: in una sola giornata la nostra redazione ha ricevuto: un avviso di giacenza per un atto giudiziario, una cartella esattoriale di Equitalia, un avviso di rimborso, una fattura, una nota di credito e una bolletta della luce inviata da Enel per il considerevole importo di 898,51 euro. Ovviamente nessuna di queste email proveniva effettivamente dall’asserito mittente. E bisogna anche ammettere che le tecniche dei pirati informatici si sono affinate notevolmente. Prima era facile riconoscere le email truffa: si trattava sempre di un italiano sgrammaticato, i segni distintivi della società non erano quasi mai presenti o, quando lo erano, erano imitazioni riscontrabili ad occhio nudo. Spesso poi si trattava sempre dello stesso messaggio: l’invito ad accedere al proprio account di home banking. Oggi, invece, il phishing, i virus e i trojan si annidano ovunque, anche dietro una semplice email con un allegato che contiene una innocua fattura.

 

 

Come riconoscere le email false?

Alcune regole sono alla portata di tutti:

 

  • cliccate sul nome del mittente, copiatelo e incollatelo su un file word, leggetene l’estensione e verificate se, effettivamente, dopo la @ c’è davvero il nome della società mittente (per esempio, un’email inviata da Enel potrebbe, verosimilmente, terminare con @enel.it e non certo con @clientiservizio.ru);
  • non cliccate mai su link che invitano a scaricare allegati. Se il mittente è reale non ha ragione di farvi scaricare, con un link esterno, un documento, ma lo allega all’email stesso;
  • diffidate dei file zippati: i file zippati non consentono di verificare né il contenuto dell’allegato né la sua estensione. Così, se il documento è stato compresso, il destinatario non è in grado di verificare se si tratta di una immagine, di un file di testo, di un pdf o – nel caso di virus – di un’applicazione (per es. con estensione .exe). Peraltro, un’immagine di testo non ha ragione di essere compressa, essendo già la .jpeg un formato che, di per sé, occupa poco spazio di memoria. Anche i file .doc, docx e .pdf, di norma, non vengono mai zippati perché non “pesanti”;
  • Equitalia non invia mai cartelle esattoriali con posta ordinaria: le uniche cartelle vengono inviate con il servizio di posta certificata e solo per imprenditori, società, professionisti e partite IVA;
  • Enel non invia bollette tramite email, a meno che non siate voi a chiederlo; inoltre non vi chiederà mai di cliccare su un link per scaricare l’allegato (il documento, infatti, viene già allegato con l’email).

 


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