Autovelox senza taratura, multa nulla
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17 Mag 2016
 
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Redazione
 


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Autovelox senza taratura, multa nulla

Multe per eccesso di velocità: il Comune deve fornire per gli autovelox la prova della taratura di tutti gli apparecchi impiegati nell’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità.

 

A distanza di cinque giorni l’una dall’altra, ecco due sentenze della Cassazione che confermano quanto aveva scritto l’anno scorso la Corte Costituzionale: le multe per eccesso di velocità elevate con autovelox sono nulle se l’apparecchio di controllo elettronico non è stato sottoposto alla revisione periodica (cosiddetta taratura). Ma non solo. Tale check-up va documentato attraverso un certificato che l’amministrazione deve esibire in caso di ricorso contro la multa da parte dell’automobilista: diversamente, la mancanza di prova scritta è equiparabile alla mancata revisione.

 

La prima delle due sentenze è dello scorso 11 maggio e ne avevamo già parlato in “Multa autovelox: ricorso accolto se non c’è la revisione”. La seconda, invece, è stata pubblicata ieri [1]. La Corte ribadisce che la multa per eccesso di velocità va annullata se l’autovelox non è soggetto a taratura periodica. È peraltro il Comune – e non il cittadino – a dover dimostrare che l’apparecchio è stato sottoposto a verifiche periodiche; senza tale prova – che deve essere necessariamente scritta – l’automobilista vince il ricorso di impugnazione contro il verbale. Da oggi, quindi, spetterà al Comune dimostrare di aver fatto i dovuti accertamenti.

 

 

I controlli sugli autovelox

Gli autovelox devono essere soggetti a due tipi di controlli: il primo è il collaudo iniziale, la cosiddetta omologazione, che va fatta una sola volta, all’atto del rilascio dell’apparecchio all’amministrazione per il suo uso su strada. Il secondo controllo invece va ripetuto periodicamente ed è la cosiddetta taratura: essa si rende necessaria perché il continuo utilizzo e spostamento, da una parte a un’altra, ad opera delle forze di polizia, potrebbe rendere inattendibili i risultati dell’apparecchio. Dice infatti la Corte: se è soggetta a sfasamenti una comune bilancia del mercato rionale, come non potrebbe esserlo uno strumento così delicato e sensibile come l’autovelox? Dunque, per tutti gli autovelox che vengono “montati e smontati” in continuazione c’è la necessità della taratura periodica.

 

 

Multa nulla senza taratura dell’autovelox

La Cassazione rivede, quindi, i suoi precedenti orientamenti e si rifà al cambio di rotta impartito un anno fa dalla Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il codice della strada [2] nella parte in cui prevede che tutte le apparecchiature utili all’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità siano sottoposte a periodici controlli. In quell’occasione la Consulta aveva sottolineato che «i fenomeni di obsolescenza e deterioramento possono pregiudicare non solo l’affidabilità delle apparecchiature, ma anche la fede pubblica che si ripone in un settore di significativa rilevanza sociale, quale quello della sicurezza stradale».

Su questa stessa linea, ora, i giudici della Cassazione hanno quindi stabilito che, “alla stregua di tale pronuncia di incostituzionalità che ha effetto retroattivo ed è quindi applicabile ai giudizi pendenti” è necessaria la “verifica periodica della funzionalità degli autovelox e la loro taratura”.


[1] Cass. sent. n. 9972/16 del 16.05.2016.

[2] Art. 45, comma 6, del Dlgs. n. 285/92.

 


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