Bonus bebè, aumento sino a 240 euro al mese
Editoriali
19 Mag 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Bonus bebè, aumento sino a 240 euro al mese

Raddoppio del bonus bebè: come funziona il nuovo incentivo, chi sono i beneficiari, come richiederlo.

 

Il Governo ha appena annunciato che il bonus bebè sarà raddoppiato a breve, probabilmente con la Legge di stabilità 2017. Il bonus è un’agevolazione a favore delle famiglie della durata di 3 anni, che va, a seconda del reddito, da 80 a 160 euro mensili: col raddoppio, dunque, arriverebbe a 240 euro al mese. La misura, a detta del ministro della Salute Beatrice Lorenzin, sarebbe indispensabile per frenare il calo delle nascite, che nel nostro Paese è arrivato ai minimi storici.

Ma questo incentivo basterà per arginare la crisi demografica?

Per rispondere a questa domanda, è prima necessario capire nel dettaglio come funziona il bonus e quali sono le famiglie beneficiarie.

 

 

Bonus bebè: a chi spetta

Il Bonus bebè spetta per ogni figlio nato, adottato (se minorenne) o in affido preadottivo tra il 1º gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017, ai genitori che possiedono i seguenti requisiti:

 

– cittadinanza italiana, di uno Stato UE o di uno Stato extraeuropeo con permesso di soggiorno di lungo periodo;

residenza in Italia;

convivenza con il figlio;

– nucleo familiare in possesso di un reddito ai fini ISEE non superiore a 25.000 euro annui, per tutta la durata dell’assegno.

 

 

Bonus bebè: domanda

Per ottenere il bonus bebè il genitore deve presentare un’apposita domanda all’Inps, tramite i seguenti canali:

 

– sito internet dell’Istituto (www.inps.it), sezione servizi per il cittadino, se in possesso di Pin dispositivo o identità digitale unica Spid;

– contact center integrato INPS (803.164 da rete fissa o 06.164164 da rete mobile);

– patronati.

 

La domanda, accompagnata dall’autocertificazione dei requisiti che danno titolo all’assegno, deve essere presentata entro 90 giorni dalla nascita o dall’ingresso del figlio adottato nel nucleo familiare: l’istanza deve essere presentata una sola volta per ciascun figlio.

 

 

Bonus bebè: per quanto spetta

L’incentivo viene corrisposto, sotto forma di assegno al nucleo familiare, a partire dal giorno di nascita o di ingresso del figlio nella famiglia (in caso di adozione o di affido preadottivo) e fino al compimento del terzo anno di età o al terzo anno dall’ingresso nel nucleo (o, se precedente, al compimento della maggiore età).

Se l’adozione avviene nel periodo dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2017, ma il figlio è entrato in famiglia in affido preadottivo prima del 2015, l’assegno spetta per tre anni a decorrere dal 1° gennaio 2015.

 

 

Bonus bebè: a quanto ammonta

L’importo dell’assegno varia a seconda del reddito ai fini Isee posseduto dalla famiglia. In particolare:

 

– se il reddito ai fini Isee è inferiore a 7.000 euro annui, l’assegno ammonta a 160 euro al mese (1920 euro all’anno);

– se l’importo del reddito Isee va da 7.000 a 25.000 euro annui, l’assegno ammonta a 80 euro mensili (960 euro all’anno).

 

È necessario, per stabilire il corretto ammontare dell’assegno, che sia presente una dichiarazione Isee (DSU) in corso di validità: dato che la dichiarazione scade il 15 gennaio dell’anno successivo a quello di presentazione, deve essere presentata una nuova DSU ogni anno, per evitare la sospensione dell’assegno.

 

 

Bonus bebè: raddoppio

Secondo la proposta del Governo, il nuovo bonus bebè dovrebbe ammontare:

 

– a 240 euro al mese (2.880 euro all’anno) se il reddito ai fini Isee è inferiore a 7.000 euro annui;

– a 160 euro al mese (1920 euro all’anno) se l’importo del reddito Isee va da 7.000 a 25.000 euro annui.

 

Il raddoppio del bonus rappresenta un buon aiuto ma, da solo, non è certamente in grado di “invertire la rotta” in tema di natalità: occorrerebbero misure strutturali più consistenti e, soprattutto, una netta ripresa dell’occupazione, unico strumento capace di dare stabilità alle famiglie.


 


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