Valida la notifica con PEC del documento in formato doc e non pdf
Lo sai che?
18 Mag 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Valida la notifica con PEC del documento in formato doc e non pdf

Anche in materia di notifiche con posta elettronica certificata vale il principio di raggiungimento di scopo dell’atto.

 

Salve le notifiche a mezzo PEC anche se presentano vizi di forma che non intaccano, comunque, la conoscibilità dell’atto da parte del suo destinatario e, quindi, il suo diritto di difesa: è il caso, ad esempio, di un documento comunicato in formato .doc anziché in .pdf come la legge prescrive. A dirlo è una recente sentenza della Cassazione [1]. Secondo la Corte, infatti, si deve estendere anche alle notifiche telematiche il principio secondo cui la nullità non può essere pronunciata tutte le volte in cui l’atto ha raggiunto lo scopo a cui è destinato, ossia portare a conoscenza del destinatario l’atto stesso.

 

Inutile, quindi, lamentare un vizio di procedimento relativo alla notifica se tale vizio abbia concretamente impedito alla parte di conoscere il contenuto della notifica stessa. L’eccezione, in tal caso, è inammissibile se non spiega anche le ragioni per cui l’applicazione errata della norma ha comportato, per la parte, una lesione del suo diritto di difesa (il che invece potrebbe avvenire quando, ad esempio, l’allegato sia “corrotto” e non possa essere aperto).

 

Ricordiamo che il principio del “raggiungimento dello scopo dell’atto”, sancito dalla Cassazione in modo ormai costante [2], stabilisce, riguardo alle notifiche, che la nullità non può essere dichiarata dal giudice quando, nonostante l’irritualità della notifica, il destinatario sia venuto a conoscenza dell’atto a lui indirizzato.


La sentenza

Ritenuto in fatto

U.R., Codacons – sede di Lecce, Adusbef Puglia e Adoc provinciale di Lecce hanno adito il TAR-Puglia, sez. Lecce, per l’annullamento del provvedimento, di contenuto e data non conosciuti, di suddivisione del territorio del Comune di Lecce in micro-zone catastali ai sensi del D.P.R. 23 marzo 1998, n. 138, art. 2; della delibera della Giunta Comunale di Lecce n. 639 del 29.7.2012 avente ad oggetto “Richiesta di revisione del classamento delle unità immobiliari ricadenti nelle microzone 1 e 2 del Comune di Lecce, ai sensi della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335”; della delibera della Giunta comunale di Lecce n. 746 del 11.10.2012 avente ad oggetto “Richiesta di Revisione del classamento delle unità immobiliari ricadenti nelle microzone 1 e 2 del Comune di Lecce, ai sensi della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, Parziale modifica dell’allegato alla D.G.M. n. 639 del 29 luglio 2010”; nonchè ove occorra della Determinazione del Direttore dell’Agenzia del Territorio del 29.11.2010 avente ad oggetto “Revisione del classamento dell’unità immobiliari urbane, site nel Comune di Lecce, ai sensi della L. 30 dicembre 2004, n. 311, art. 1, comma 335” e dell’Avviso n. (OMISSIS) di accertamento catastale per revisione del classamento e

Mostra tutto

[1] Cass. sent. n. 7665/2016.

[2] Cass. sent. n. 13857/2014; n. 1184/2001 e n. 1548/2002.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 


Download PDF SCARICA PDF
 
 
Commenti