Alcoltest: la seconda prova può essere superiore alla prima
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18 Mag 2016
 
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Alcoltest: la seconda prova può essere superiore alla prima

Guida in stato di ebbrezza e discordanza delle due misurazioni: anche se il secondo soffio nel palloncino dà come risultato una maggiore presenza di alcol rispetto al primo tentativo, l’esito del test è valido.

 

Nel momento in cui l’automobilista viene sottoposto all’etilometro per verificare la presenza di alcol nel sangue al momento della guida e, quindi provvedere a contestare l’eventuale illecito amministrativo o il reato (a seconda del quantitativo di alcol) di guida in stato di ebbrezza, è necessario che la polizia gli faccia soffiare per due volte nel “palloncino”. Tra l’una e l’altra misurazione devono intercorrere almeno cinque minuti. Ma che succede se le due misurazioni sono discordanti e, in particolare, se la seconda dà un risultato maggiore della prima? La risposta è stata fornita dalla Cassazione con una sentenza di poche ore fa [1].

 

 

Come funziona l’alcoltest

Per misurare lo stato di ebbrezza alla guida dell’auto si procede al test dell’alcol (anche detto alcoltest). La quantità di alcol nel sangue viene misurata attraverso un apparecchio chiamato etilometro e deve risultare tramite due misurazioni che devono essere tra loro concordanti, effettuate a distanza di cinque minuti l’una dall’altra. L’etilometro consente di visualizzare i risultati delle due misurazioni e dei controlli propri dell’apparecchio stesso; deve inoltre, mediante apposita stampante, fornire la corrispondente prova documentale cartacea.

 

 

Quali sono i livelli di alcol nel sangue e le sanzioni

La legge prevede tre possibili contestazioni al conducente trovato in stato di ebbrezza, a seconda del quantitativo di alcol nel sangue. Nella prima scatta solo un illecito amministrativo, mentre nelle altre due si ha un illecito penale e, quindi, un reato. In particolare:

 

  • da 0,51 a 0,8 g/l (grammi di alcol per litro di sangue) non ci sono sanzioni penali ma solo di carattere amministrativo (sanzione pecuniaria di 531 euro oltre alla decurtazione di 10 punti dalla patente, con sospensione della stessa patente da 3 a 6 mesi);
  • da 0,81 a 1,5 g/l si passa al penale, ma la sanzione è più lieve: ammenda da 800 a 3.200 euro, decurtazione di 10 punti e sospensione della patente da 6 mesi a un anno;
  • da 1,5 g/l in su scatta la sanzione penale più severa: ammenda da 1.500 a 6mila euro, decurtazione di 10 punti, sospensione della patente da 1 a 2 anni, confisca dell’auto.

 

 

Se le due misurazioni danno risultati diversi

La giurisprudenza ha affermato più volte che se le due misurazioni con l’etilometro non sono concordarti, in quanto ricadono in due fasce di alcolemie diverse, all’automobilista può essere constatato solo il reato minore [2]. In questi casi si applica infatti il principio del cosiddetto “favor rei”, che impone l’applicazione al colpevole della pena più leggera.

 

 

Se la seconda misurazione dà un risultato più alto della prima

Con una sentenza di poche ore fa [1], la Cassazione ha chiarito come risolvere i casi in cui la seconda misurazione con l’etilometro dia un risultato superiore alla prima. In tali casi non si può sostenere che il test è stato sbagliato e che, quindi, è nulla anche la contravvenzione. La circostanza, infatti, è tutt’altro che inverosimile, ben potendo succedere che il primo test dia un esito più basso del secondo. Infatti, scrive la Corte, la percentuale di alcol nell’organismo, nel tempo successivo all’assunzione, varia, secondo una curva di assorbimento, che non ha necessariamente uno sviluppo decrescente.

 

Si può tenere inoltre conto dei decimali risultanti dalla misurazione, che potrebbero far pendere l’ago dell’illecito da una parte piuttosto che da un’altra: infatti il codice della strada non pone limiti a ciò.

 

 

La vicenda

La Suprema corte ha rigettato il ricorso di un automobilista giudicato colpevole del reato di guida in stato di ebbrezza per essersi messo alla guida della sua autovettura con un tasso alcolemico risultante pari a 1,49 g/l alla prima misurazione e 1,54 g/l alla seconda, con l’aggravante dell’ora notturna. I giudici hanno escluso che vi fosse stato un errore nella misurazione.


La sentenza

Cass. Pen., sez.IV, 26 maggio 2010 n. 20064

(omissis)

MOTIVI DELLA DECISIONE

 

  • Il Tribunale di Urbino ha affermato la responsabilità di () in ordine al reato di cui all’articolo 186, comma 2 del codice della strada e, concesse attenuanti generiche, lo ha condannato alla pena di venti giorni di arresto e 700 Euro di ammenda. Ha altresì disposto la sospensione della patente di guida per due mesi.
  • Ricorre per cassazione il Procuratore della Repubblica deducendo diverse censure.
  • – Mancato bilanciamento delle attenuanti generiche con l’aggravante di aver dato causa ad un incidente stradale.

    – Individuazione della pena pecuniaria base in 1.000, inferiore al minimo legale.

    – Determinazione della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida nella misura di due mesi, inferiore al minimo legale (un anno) previsto per il caso di guida con tasso alcolemico superiore a 1,5 dal decreto legge n. 117 del 2007, convertito nella legge n. 160 del 2007.

  • Il ricorso è parzialmente fondato.
  • Il ricorrente parte dall’implicito presupposto che nel fatto in esame sia configurabile il reato di cui al novellato articolo 186 del codice della strada, lett. c), essendo stato rilevato un tasso alcolemico di 1,49 e 1,69. In realtà la disciplina

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    [1] Cass. sent. n. 30545/2016 del 18.05.16.

    [2] Cass. sent. n. 20064/2010, n. 5517/2013, n.

     


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