Aumento dell’IVA: torna lo spettro dei prezzi alti
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19 Mag 2016
 
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Aumento dell’IVA: torna lo spettro dei prezzi alti

Iva al 24% per il 2017 e al 25% per il 2018, aumento delle accise sulla benzina: la Commissione Europea molto critica sulla possibilità dell’Italia di rispettare le promesse di stabilità.

 

L’Italia sarà costretta ad aumentare l’IVA se non riuscirà a reperire le risorse economiche necessarie a ristabilire l’indebitamento pubblico: l’avvertimento arriva direttamente dai vertici dell’Unione Europea che, dopo aver concesso maggiore flessibilità al nostro Paese per consentire le riforme contenute nella scorsa legge di Stabilità, oggi torna a chiedere maggior rigore.

 

Siamo in piena campagna elettorale: e mentre il Governo elargisce promesse, anticipa tagli alle tasse e, soprattutto, cita la parola magica per richiamare l’attenzione del popolo (“Aboliremo Equitalia”), dall’altro lato l’Unione Europa ci richiama all’ordine. L’Italia è ormai sotto vigilanza sia su debito che sul bilancio del 2017. A novembre ci sarà una nuova verifica, ma se i patti non verranno mantenuti, il Governo dovrà prendere serie misure e dovrà far scattare le famigerate “clausole di salvaguardia” contenute nella manovra economica del 2015 e mai disinnescate totalmente: si tratta dell’aumento dell’IVA al 25% (programmato per il 2018, mentre per l’anno prossimo salirà al 24%) e delle accise sulla benzina. Operazioni queste che potrebbero comportare un considerevole aumento dei prezzi e, quindi, dell’inflazione. La notizia viene in un momento in cui le stime di crescita del nostro Paese sono state ridimensionate. Insomma, l’orizzonte non è così rosa come era sembrato ad alcuni.

 

 

Secondo la Corte dei Conti l’aumento dell’IVA è inevitabile

Non è solo l’U.E. a lanciare l’allarme: solo due mesi fa la Corte dei Conti aveva detto che l’aumento dell’IVA tra un anno è inevitabile”. L’aumento è stato già programmato nella legge di Stabilità 2015 e riconfermato, con qualche modifica, con quella del 2016: la misura scatterà in automatico qualora non verranno raggiunti gli obiettivi di bilancio e le riduzioni di spesa sperate (ecco perché il Governo pensa a una nuova “sanatoria” sui capitali evasi e portati all’estero). In particolare viene previsto che:

 

  • nel 2017, l’IVA ordinaria passerà dal 22%, com’è oggi, al 24%; mentre nel 2018 passerà dal 24% al 25%;
  • nel 2017, l’IVA agevolata, attualmente al 10% passerà al 13%.

 

 

L’Unione Europea è critica verso l’Italia e chiede l’aumento dell’IVA

Ieri, la Commissione Europea ha dato l’ok alla legge di Stabilità italiana per il 2016, ma ha chiesto maggiori impegni per il 2017. Il nostro debito è troppo elevato, ammonisce Bruxelles, e sono annunciati nuovi controlli sull’indebitamento del nostro Paese entro novembre. La Commissione è molto critica sulla possibilità che l’Italia possa realizzare i tagli di spesa anticipati, soprattutto perché, in questo momento, Renzi spinge dal lato opposto: vuoi per ragioni di promesse fatte in passato, vuoi perché referendum ed elezioni si avvicinano, il Premier ha appena promesso una riduzione delle imposte, con alleggerimento soprattutto per il ceto medio. Si parla, soprattutto, della flat tax per le partite IVA e abolizione degli studi di settore.

 

L’Italia è a rischio di non rispetto del Patto di Stabilità. Ci sono da coprire circa 7,5 miliardi e, per questo, Bruxelles suggerisce, come manovra aggiuntiva, l’aumento dell’IVA e delle accise. Anche se lascia al Governo la scelta di altre opzioni.

 

Insomma, il tutto si giocherà tra qualche mese. Intanto si inizia a parlare di una seconda voluntary disclosure per cercare di racimolare qualche “spicciolo” dagli evasori più grossi.


 


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