Mantenimento dell’ex coniuge anche nel caso di nozze brevi
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20 Mag 2016
 
L'autore
Simone Melina
 


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Mantenimento dell’ex coniuge anche nel caso di nozze brevi

Nozze lampo e poi tradimento? È dovuto comunque il mantenimento.

 

Nel caso di matrimonio di brevissima durata perché uno dei due coniugi fugge con un’altra persona, l’altro coniuge è comunque tenuto a mantenerlo.

 

Il nostro è un Paese fondato sulla famiglia e sul matrimonio e questi istituti sono tutelati a livello costituzionale come valori fondamentali del nostro ordinamento [1].

È pur vero che, soprattutto negli ultimi tempi, ci si sposa senza dare troppa importanza al concetto di matrimonio e agli oneri che comporta e lo si faccia semplicemente per dimostrare un qualcosa agli altri.

Per questa ragione i matrimoni durano molto poco e spesso finiscono con dei tradimenti.

 

Di recente la Corte di Legittimità ha affermato che la breve durata del matrimonio non costituisce parametro per la valutazione della sussistenza del diritto al mantenimento, tuttalpiù potrà costituire elemento utile per la determinazione della misura dell’assegno, ma non per stabilire in astratto se lo stesso possa essere riconosciuto o meno [2].

L’unica eccezione potrebbe essere rappresentata dal fatto che non si sia verificata la comunione materiale e spirituale tra i coniugi dato il breve periodo di durata del matrimonio (si pensi al caso in cui i due sposi non hanno mai convissuto insieme).

Quindi nel caso di matrimonio lampo in cui uno dei due coniugi si trovi in condizioni precarie, vigendo nel nostro ordinamento il principio in base al quale deve essere tutelato il coniuge economicamente più debole, a questo deve essere riconosciuto sicuramente un mantenimento.

 

In merito al tradimento, negli anni la giurisprudenza si è molta dibattuta fino ad una recente sentenza della Corte di Legittimità nella quale è stato statuito che, nel caso di nozze di breve durata perché uno dei due coniugi è scappato con un altro, il mantenimento dell’altro coniuge rappresenta un dovere e quindi è assolutamente dovuto.

 

Il caso

Una giovane dopo essere stata abbandonata dal marito dopo 3 mesi di matrimonio presenta ricorso per separazione.

In sede di separazione i coniugi raggiungono un accordo nel quale viene riconosciuto un assegno di mantenimento mensile in favore della donna.

Successivamente in sede di divorzio l’ex marito non vuole più versare l’assegno all’ex moglie e si instaura così un procedimento durato anni in quanto la moglie, ferita per tutto quanto occorsole, pretende la corresponsione di un assegno di mantenimento essendo il matrimonio finito per causa imputabile al marito che l’ha tradita.

In primo grado il suo diritto è stato rigettato, pur avendo il marito un reddito molto alto pari a quasi 30 mila Euro contro i suoi 1.200,00 mensili.

In secondo grado i giudici hanno ancora una volta dato ragione al marito anche se il legale della donna aveva fatto presente al Giudice che la fine del matrimonio ha inciso negativamente sul tenore di vita della donna.

La Corte di Legittimità in ragione del principio che il coniuge più debole economicamente va tutelato ribalta la decisione e accoglie la sua richiesta di assegno di mantenimento.


[1] Art. 29 Cost.

[2] Cass. Ord. n. 4797 del 11/03/2016.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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