Diritto di satira: quali sono i limiti?
Lo sai che?
20 Mag 2016
 
L'autore
Daniela Rotunno
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Diritto di satira: quali sono i limiti?

Diffamazione e ingiuria: che cosa succede se la satira lede diritti garantiti dalla Costituzione.

 

Attori teatrali, poeti, artisti della televisione che sbeffeggiano politici o altri personaggi pubblici, vignette e caricature che commentano notizie di cronaca. Questi sono solo un esempio di come può essere messo in atto il diritto di satira.

 

Che cos’è il diritto di satira?

La satira è una forma di comunicazione, dalle origini molto antiche, che mira alla critica del malcostume della politica e della società. Tale critica viene spesso realizzata con toni aspri ed impietosi per promuovere il cambiamento dell’attuale situazione. Secondo la Corte di Cassazione la satira è una forma artistica che mira all’ironia sino al sarcasmo, esercitato nei confronti del potere di qualsiasi natura. Tale forma di comunicazione rientra nel diritto di manifestazione del pensiero riconosciuto dalla Costituzione [1] e gode della tutela riservata dal costituente alle espressioni artistiche e culturali [2].

 

Quale funzione ha la satira?

La satira, come strumento di denuncia del malcostume della società e della politica, può realizzare un controllo sociale. Infatti l’artista satirico, nella sua opera o nelle sue espressioni, nel criticare i potenti o la società, richiama valori etici condivisibili dalla collettività ed invita a far riflettere. Quest’arte, in ogni epoca, può rivelarsi scomoda ed essere esposta a ritorsioni e censure.

 

La satira può ledere i diritti garantiti dalla Costituzione?

Che cosa accade quando il diritto di satira lede il diritto all’onore e al decoro di una persona? Tra i diritti inviolabili della persona oltre al diritto alla manifestazione del pensiero, rientrano anche il diritto all’onore e al decoro. È vero che la satira per essere efficace, quasi sempre, attua una deformazione della realtà, ricorre al paradosso ed alla forzatura dei toni. Tuttavia, non è accettabile un attacco gratuito alla persona. Tale il principio affermato dalla Corte di Cassazione, secondo la quale la satira, al pari di ogni altra forma di comunicazione, non può violare i diritti fondamentali della persona: è illecita l’attribuzione di condotte illecite o moralmente disonorevoli, la deformazione dell’immagine in modo da suscitare disprezzo della persona o scherno della sua immagine pubblica [3]. Pertanto il diritto alla satira che realizza un’aggressione gratuita e distruttiva dell’onore o della reputazione del politico o personaggio pubblico preso di mira può configurare il reato di diffamazione [4]. Al contrario, l’uso di espressioni lesive della reputazione altrui è legittimo se giustificato dalla manifestazione di un dissenso concernente l’opinione o il comportamento del soggetto preso di mira.

 

 

La satira religiosa è legittima?

Nel caso in cui la satira sia esercitata nei confronti della religione, bisogna valutare entro quali limiti sia legittimo esercitarla: infatti al pari del diritto alla libera manifestazione del pensiero, anche la libertà di religione è tutelata dalla Costituzione [5]. Inoltre occorre operare una distinzione a seconda che la satira si rivolga ad un destinatario ben preciso oppure a simboli spirituali e religiosi. Nel primo caso, valgono le regole sopra enunciate valevoli per qualsiasi destinatario. Sono note parodie e vignette riguardanti membri illustri del clero e dello stesso Pontefice. La situazione si fa più complessa nel caso in cui ad essere presi di mira siano simboli religiosi o una confessione religiosa nella sua totalità. In tal caso va fatta una distinzione: se la satira scaturisce da un avvenimento attuale, e vi è quindi un interesse pubblico, sarà legittima. Al contrario, se la satira viene posta in essere al di fuori di qualsiasi contesto, solo al fine di gettare discredito su una confessione religiosa, può integrare un comportamento penalmente rilevante, in primis il reato di vilipendio a una confessione religiosa mediante il vilipendio di persone [6].

 

La satira deve riportare notizie vere?

Quando oltre alla riproduzione in termini satirici di un comportamento o di un opinione di un soggetto viene data anche una notizia, deve essere rispettato il parametro della verità. Questo è quanto stabilito dalla Cassazione, la quale ha affermato che, nel fornire una notizia, l’espressione satirica deve rispettare il limite della verità richiesto dalla legge per il legittimo esercizio del diritto di cronaca o di critica [7]. Certamente tale criterio nel caso della manifestazione della satira deve essere inteso secondo un certo grado di elasticità.


[1] Art. 21 Cost.

[2] Artt. 9 e 33 Cost.

[3] Cass., sent. n 5499/2014.

[4] Art. 595 cod. pen.

[5] Art. 19 Cost.

[6] Art. 403 cod. pen.

[7] Cass. sent. n. 5065/2013.

 

Autore immagine: 123rf com

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 


Download PDF SCARICA PDF
 
 
Commenti