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Lo sai che? Pubblicato il 21 maggio 2016

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Lo sai che? Azione di riduzione: cosa deve fare l’erede dimenticato o diseredato?

> Lo sai che? Pubblicato il 21 maggio 2016

Se l’erede viene dimenticato o diseredato nel testamento, c’è una sola cosa da fare per far valere i propri diritti: deve esercitare l’azione di riduzione e riprendersi quello che gli spetta.

Cosa possono fare i gli eredi dimenticati o diseredati?

La quota di legittima è quella porzione di eredità riservata necessariamente e senza eccezioni a determinati, strettissimi congiunti del defunto detti “legittimari” o “eredi necessari” (sono il coniuge, i discendenti e gli ascendenti). Può accadere che il de cuius faccia in vita donazioni o rediga un testamento che ledono i diritti dei legittimari: tali atti restano pienamente validi ed efficaci, almeno fino al momento in cui l’erede dimenticato o leso o diseredato risulti vittorioso nel giudizio volto a conseguire quello che gli spetta, esperendo la c.d. azione di riduzione [1]. Di cosa si tratta?

A cosa serve l’azione di riduzione?

L’azione di riduzione è, dunque, lo strumento a disposizione del legittimario dimenticato nel testamento o leso nella sua quota di legittima a causa di donazioni o disposizioni testamentarie che sono valide ed efficaci ma che, proprio con tale azione, possono essere ridimensionate, instaurando un giudizio dopo la morte del testatore o del donante.

Quali sono i limiti dell’azione di riduzione?

Attenzione: coloro che possono proporre l’azione di riduzione non possono rinunciare a questo diritto durante la vita del loro dante causa (cioè del soggetto a cui appartiene l’eredità), prestando assenso alla donazione.

Inoltre, tale azione si prescrive in 10 anni, decorrenti dall’apertura della successione: ciò vuol dire che una donazione lesiva può essere impugnata entro 10 anni dal momento in cui la persona della cui eredità si tratta muore.

Che cosa accade se vinco nel giudizio di riduzione? Se il giudizio instaurato a seguito dell’esercizio dell’azione di riduzione ha esito positivo, le disposizioni testamentarie lesive vengono ridotte in modo proporzionale; successivamente, si riducono anche le donazioni, partendo dall’ultima in ordine di tempo.

note

[1] Art. 564 cod. civ.

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