Raccomandata: perché usarla e che valore ha
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21 Mag 2016
 
L'autore
Maura Corrado
 


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Raccomandata: perché usarla e che valore ha

Si sente spesso dire che le spedizioni effettuate con raccomandata hanno valore legale. Ma cosa significa in concreto?

 

 

Che cosa si interde per valore legale della raccomandata?

Le spedizioni effettuate con raccomandata hanno valore legale. Il valore legale della raccomandata, in sostanza, deriva dal fatto che questo tipo di servizio postale attesta l’avvenuta spedizione da parte del mittente [1]. Cerchiamo di capirne di più.

 

 

Cos’è una raccomandata?

La raccomandata è, sicuramente, uno dei metodi più sicuri per spedire corrispondenza (documenti e oggetti) fino ad un peso massimo di 2 kg, fermo restando il divieto di spedire a mezzo raccomandata oggetti preziosi, denaro, carte valore ed oggetti potenzialmente pericolosi. A differenza della Posta Prioritaria (e della vecchia Ordinaria), infatti, una spedizione effettuata con raccomandata viene identificata da un codice univoco, e risulta per questo possibile effettuarne il tracciamento, cioè sapere quando è stata spedita e se è arrivata a destinazione.

 

 

Come avviene la consegna di una raccomandata?

Al momento del recapito, la raccomandata viene consegnata al destinatario previa una firma di accettazione. Altrimenti, se il destinatario risulta irreperibile, viene messa in giacenza per il ritiro presso l’ufficio postale di competenza (per 30 giorni, trascorsi i quali viene rispedita al mittente).

Per chi desideri un’ulteriore garanzia, lo strumento ideale è raccomandata con ricevuta di ritorno (o avviso di ricevimento): dopo la consegna, il mittente riceve anche a casa l’avviso a conferma dell’avvenuto recapito.

Per tutti questi motivi, la raccomandata – non a caso – è molto utilizzata per le comunicazioni di tipo ufficiale: ad esempio per gli atti giudiziari.

 

 

La raccomandata online ha valore legale?

Nel caso specifico della raccomandata online, questa risulta in tutto e per tutto equiparabile alla raccomandata tradizionale, e, quindi, ne ha anche il  medesimo valore legale. Infatti, essa certifica sia l’avvenuta spedizione, sia l’avvenuta consegna in caso di invio effettuato con la ricevuta di ritorno. Inoltre, permette di avere sempre a disposizione una copia digitale di quanto inviato.


[1] Una prima definizione di invio raccomandato è contenuta nel d.lgs. n. 261/1999, del 22 luglio 1999: si tratta di un “servizio che consiste nel garantire forfettariamente contro i rischi di smarrimento, furto o danneggiamento e che fornisce al mittente una prova dell’avvenuto deposito dell’invio postale e, a sua richiesta, della consegna al destinatario”.

 


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