L’estratto di ruolo di Equitalia
Lo sai che?
21 Mag 2016
 
L'autore
Marco Borriello
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

L’estratto di ruolo di Equitalia

Che cos’è e qual è la natura dell’estratto di ruolo. Impugnabilità dello stesso e delle cartelle esattoriali in esso indicate. L’impugnazione delle cartelle invalidamente notificate.

 

Il tristemente noto agente della riscossione, non di rado bussa alla porta dei cittadini italiani per riscuotere i debiti di quest’ultimi. Un multa non pagata, piuttosto che un irpef “dimenticata” sono solo alcune delle voci che possono riguardare la pretesa avanzata da Equitalia.

 

Un po’ tutti sanno, ma è bene qui ricordarlo, che è possibile conoscere, a scanso di equivoci, la storia debitoria che ci riguarda. In altri termini, recandoci presso gli sportelli di zona oppure accedendo alla propria area riservata sul sito di Equitalia, siamo in grado di sapere quali e quanti debiti ci riguardano e le cartelle esattoriali in cui essi sono previsti, oltre ai provvedimenti che sono stati adottati in merito (ad esempio, un ipoteca o un fermo amministrativo).

Quello che ho appena descritto, si chiama estratto di ruolo, spesso e volentieri consistente in un voluminoso documento cartaceo, ove sono anche riprodotte in copia, le notifiche riguardanti le cartelle in esame.

 

 

Che cos’è l’estratto di ruolo?

È un semplice documento, elaborato informaticamente, contenente gli elementi delle cartelle esattoriali e dei ruoli in essa contenuti. Non è un atto impositivo e non rientra tra i cosiddetti atti impugnabili prescritti dalla legge.

Va, pertanto, assolutamente distinto, dal “ruolo”, vero e proprio atto amministrativo impositivo (titolo esecutivo) dell’ente creditore (ad esempio, l’Agenzia delle Entrate), autonomamente impugnabile, e costituito dal nominativo del debitore e dalle somme da esso dovute a titolo d’imposte, interessi e sanzioni. Esso è notificato contestualmente alla cartella esattoriale che lo contiene.

 

 

Posso impugnare l’estratto di ruolo?

Assolutamente no. Tecnicamente l’impugnazione dell’estratto di ruolo è inammissibile, poiché, come sopra precisato, stiamo parlando di un semplice documento cartaceo o di natura informatica, che non ha alcun valore, se non riprodurre il contenuto della cartella esattoriale e del ruolo in essa azionato.

Viceversa, è possibile impugnare le cartelle esattoriali. In particolare, quelle che, evidenziate nell’estratto di ruolo, ci accorgiamo di non aver mai ricevuto.

Non di rado, infatti, i debiti esattoriali che ci riguardano sono vari. C’è la cartella per il bollo non pagato o la vecchia multa ormai dimenticata. C’è l’Irpef accertata, tanti anni fa, per la vecchia attività ormai chiusa, ci sono i contributi previdenziali omessi e le sanzioni connesse.

In sostanza, con l’estratto di ruolo, vediamo quanti e quali cartelle esattoriali ci riguardano e quando sarebbero state notificate ed, a questo punto, magari avvalendoci della consulenza di un professionista, ci rendiamo conto che alcune di esse non sono state mai notificate oppure che ciò è avvenuto in maniera irregolare.

 

Le cartelle esattoriali, di regola, sono impugnabili entro termini ben precisi:

 

30 giorni dalla notifica, per quella contenenti sanzioni amministrative (multe);

60 giorni, per quelle riguardanti i tributi;

40 giorni, per quelle relative ai contributi previdenziali ed assistenziali.

 

Tuttavia, nel caso esaminato, i termini per l’impugnativa non sono mai decorsi.

 

La Corte di Cassazione, peraltro a Sezioni Unite [1], ha infatti precisato che i termini per opporsi alla cartella devono partire dalla valida notifica della stessa. Se ciò non avviene, tali termini non hanno neppure iniziato a decorrere.

 

In buona sostanza, si dice, giustamente, che l’atto tributario in questione, cioè la cartella, è di natura recettizia e si perfeziona solo quando validamente raggiunge il suo destinatario. Se ciò non avviene, l’atto non diventa inoppugnabile.

 

Se quindi, conclude la Corte, il contribuente è venuto a conoscenza della cartella esattoriale solo attraverso la consultazione dell’estratto di ruolo (puro e semplice documento), egli per fare ricorso, non è tenuto ad aspettare l’atto successivo (ad esempio, un’intimazione di pagamento), ma può farlo anche prima, in piena armonia col suo pieno diritto d’accesso incondizionato alla tutela giurisdizionale.

 

In conclusione, se, dall’esame dell’estratto di ruolo, risultano presenti delle cartelle invalidamente notificate (ad esempio, depositate presso la casa comunale e senza che sia stata inviata alcuna raccomandata al destinatario, che lo avvisasse di tale deposito), potete tranquillamente fare ricorso contro di esse, ottenendone l’annullamento.


[1] Cass. S.U.. sent n. 19704/2015 del 02.10.2015.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti