Fallimento: in Cassazione contro il reclamo entro 30 giorni dalla PEC
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22 Mag 2016
 
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Fallimento: in Cassazione contro il reclamo entro 30 giorni dalla PEC

Il termine per l’impugnazione inizia a decorrere dalla comunicazione del testo integrale dell’email di posta certificata inviata dalla cancelleria.

 

Il termine per impugnare, di regola, non decorre mai dalla PEC con il testo integrale della sentenza inviata dalla cancelleria all’avvocato difensore della parte sconfitta (leggi “Appello: la PEC della cancelleria non conta”), ma esiste un’eccezione in materia fallimentare: per il ricorso in cassazione contro la sentenza che decide il reclamo sul fallimento, ci sono massimo 30 giorni che, in questo caso, iniziano a decorrere proprio dalla notifica via PEC, spedita dal cancelliere, contenente la sentenza in pdf che rigetta il reclamo. Infatti, la norma del decreto legge semplificazioni (in base alla quale non ha alcuna efficacia la comunicazione del testo integrale inviata dal cancelliere) non vale in presenza di norme speciali che stabiliscono diversamente come, appunto, nell’ambito del fallimento. Lo ha chiarito la Cassazione con una recente sentenza [1].

 

Il decreto semplificazioni [2] ha modificato il codice di procedura civile [3] stabilendo che la comunicazione, per posta elettronica certificata da parte del cancelliere, del provvedimento completo del giudice non fa scattare i termini per le impugnazioni [4].

 

La PEC del cancelliere, infatti, non incide sul regime delle impugnazioni: il fatto che ora il funzionario dell’ufficio notifichi via Pec la sentenza integrale all’avvocato non fa decorrere il termine breve per l’impugnazione, termine che continua anche oggi a decorrere solo e unicamente dalla notifica della sentenza fatta dall’avvocato al legale di controparte. Questa precisazione è contenuta nel decreto semplificazioni dell’anno scorso, al fine di « neutralizzare gli effetti della generalizzazione della modalità telematica della comunicazione integrale, di qualunque tipo di provvedimento, ai fini della normale decorrenza del termine breve per le impugnazioni, solo nel caso di atto su impulso di controparte».

 

Attenzione però: questa norma non si applica quando vi siano regole speciali come accade per la sentenza di fallimento. In quest’ultimo caso, infatti, la notifica via Pec da parte della cancelleria del testo integrale della sentenza che rigetta il reclamo contro la dichiarazione di fallimento è utile a far decorrere il termine breve per l’impugnazione in Cassazione [5].


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 19 aprile – 20 maggio 2016, n. 10525
Presidente Nappi – Relatore Di Virgilio

Svolgimento del processo

Con sentenza del 24/7-20/8/2014, la Corte d’appello di Lecce ha respinto il reclamo proposto da F.A. avverso la sentenza dichiarativa di fallimento dello stesso F. , del (OMISSIS).
La Corte d’appello ha rilevato che la sentenza di primo grado era stata notificata il 30/3/2012 a mani del difensore, presso il cui studio la parte aveva eletto domicilio con la memoria di costituzione del 19/3/2012, ed il reclamo era stato depositato il 10/9/2013, ben oltre il termine di gg.30 previsto dall’art. 18 l.f..
Secondo la Corte del merito, nessun valore aveva la difesa del F. , di non avere avuto alcuna conoscenza dell’avvio della procedura fallimentare e di non avere mai conferito mandato agli avv. T. e G. , attesa la sottoscrizione del mandato a margine della memoria di costituzione, autenticata dai difensori, non impugnata con querela di falso.
Secondo il Giudice del merito, inoltre, il ricorso era tardivo anche considerandosi la data in cui il F. aveva dedotto di avere avuto contezza della sentenza di fallimento(nel ricorso, si dava atto che sin dall’aprile 2013, l’attuale procuratore aveva avuto mandato “volto alla verifica della

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[1] Cass. sent. n. 10525/16 del 20.05.2016.

[2] DL n. 90/2014.

[3] Art. 133, co. 2., cod. proc. civ.

[4] Ex art. 325 cod. proc. civ.

[5] Confronta art. 16, quarto comma, del decreto sviluppo 2.0 secondo cui nei procedimenti civili le “comunicazioni e notificazioni da parte della cancelleria” avvengono per via telematica all’indirizzo di posta elettronica certificata risultante dai pubblici elenchi o comunque accessibili alle pubbliche amministrazioni.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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Commenti
22 Mag 2016 Vincenzo Orlando

Mi permetto di osservare che la notifica via PEC dell’ordinanza emessa a norma del sesto comma dell’art. 702 ter c.p.c., che, nonostante la forma, equivale ad una vera e propria sentenza, fa decorrere il termine perentorio di giorni trenta per la proposizione dell’appello, giusta il disposto dell’art. 702 quater c.p.c., di cui, purtroppo, non tutti tengono conto.