Contributi di bonifica se l’immobile rientra nel perimetro
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22 Mag 2016
 
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Contributi di bonifica se l’immobile rientra nel perimetro

 

Cartella di pagamento dovuta anche senza obbligo di motivazione da parte del Consorzio di bonifica: basta la semplice collocazione del terreno o fabbricato nel perimetro consortile.

 

I contributi di bonifica ai Consorzi sono dovuti a prescindere dalla prova dell’attività svolta dal Consorzio stesso, ma per il semplice fatto che il terreno o il fabbricato rientra nel perimetro di contribuenza: pertanto la cartella di pagamento notificata a seguito del mancato versamento dei contributi di bonifica va versata anche in assenza di una motivazione concreta. Lo ha chiarito la Commissione Tributaria di Firenze con una recente sentenza [1].

 

 

Il contributo di bonifica

Il contributo di bonifica va pagato per il semplice fatto di essere proprietari di un bene immobile come un terreno o un fabbricato ricadente all’interno del perimetro di competenza del Consorzio. In caso di usufrutto, deve pagare il nudo proprietario e non l’usufruttuario.

Perché ci sia tributo, quindi, il consorzio deve aver redatto gli atti di legge (piano di classifica in primis) e deve svolgere un’attività che generi un beneficio dimostrabile al contribuente.

 

Il contributo viene imposto annualmente a ogni consorziato secondo l’entità del “beneficio” che il suo immobile (terreno o fabbricato) riceve dall’attività del Consorzio, così come prevede la legge. In sintesi per individuare il beneficio e il contributo da applicare si procede come segue:

 

– il Consorzio elabora il piano di classifica che definisce gli indici tecnici di beneficio per ogni sistema idraulico e/o centro di costo all’interno del perimetro di contribuenza (approvato, oltre che dal Consiglio dei Delegati del Consorzio, dalla Provincia di riferimento del Consorzio);

 

– ogni anno, il Consorzio redige il bilancio di previsione delle spese da sostenersi nel corso dell’anno successivo e individua quindi, in funzione delle necessità tecnico-programmatiche, le entrate per fare fronte a tali spese, ovvero la quota complessiva dei contributi consortili a carico dei consorziati (consulta qui i bilanci dei consorzi);

 

– si procede al piano di riparto annuale delle spese sostenute dal Consorzio per la suddivisione dei costi fra tutti i proprietari di immobili e terreni, secondo il beneficio da calcolarsi sulla base dei seguenti riferimenti:

 

  • l’indice tecnico (variabile da zona a zona);
  • la rendita catastale dell’immobile urbano e reddito domenicale dei terreni;
  • i costi delle attività del Consorzio nel sistema idraulico nel quale è collocato il fabbricato o terreno in questione.

 

 

La cartella di pagamento con i contributi di bonifica

Se una cartella di pagamento richiedente un contributo a un consorzio di bonifica è motivata con riferimento a un piano di classifica, approvato dalla Regione, il Consorzio non deve dimostrare l’esistenza di un vantaggio diretto e specifico derivante agli immobili compresi nel piano dalle opere di bonifica. Si presume, infatti, in via automatica, l’esistenza di un vantaggio per il proprietario del terreno o del fabbricato, salvo che questi dimostri il contrario.

 

Inutile osservare che il Consorzio non può limitarsi a richiedere il pagamento del contributo di bonifica sulla base del semplice fatto della collocazione di un immobile nel perimetro consortile. Nel caso di specie, il contribuente aveva ritenuto che nella cartella di pagamento era necessario allegare la documentazione relativa:

 

– alla realizzazione di una o più opere che abbiano determinato il verificarsi di un vantaggio fondiario a favore dell’immobile gravato dal contributo, nonché i parametri adottati per il calcolo del contributo;

– un piano di riparto annuale dei lavori con la specifica indicazione dei benefici goduti da ogni immobile e delle modalità di ripartizione delle spese tra i singoli immobili.

 

Come già chiarito in passato dalla Cassazione [2], in tema di contributi di bonifica, qualora l’ente impositore dimostri la comprensione dell’immobile nel “perimetro di contribuenza”, e la relativa valutazione nell’ambito di un “piano di classifica”, grava sul contribuente l’onere di contestare la legittimità del provvedimento oppure il suo contenuto; in mancanza, invece, di “perimetro di contribuenza”, o in caso di mancata valutazione dell’immobile nel “piano di classifica”, grava sul consorzio l’onere di provare la qualità, in capo al contribuente, di proprietario di immobile sito nel comprensorio e il conseguimento da parte del bene, a causa delle opere eseguite, di concreti benefici, irrilevante essendo il “catasto consortile”, avente mere finalità repertoriali.

Ciò perché l’avvenuta approvazione del piano di classifica e della comprensione dell’immobile nel perimetro di intervento consortile fa presumere il vantaggio diretto e immediato per l’immobile e, quindi, per il contribuente.

 

Pertanto, affinché scatti l’obbligo di pagamento, è sufficiente che la cartella esattoriale riporti l’indicazione di:

– piano di classifica dell’immobile per il riparto della contribuenza;

– data della delibera di approvazione;

– periodo di affissione all’albo consortile e all’albo delle Province dei Comuni interessati;

– data di trascrizione presso le conservatorie dei pubblici registri immobiliari competenti per territorio.

 


[1] CTR Firenze, sent. n. 11/16/2016.

[2] Cass. sent. n. 2241/2015.

 


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