Che cosa succede se non comunico subito la malattia?
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29 Mag 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Che cosa succede se non comunico subito la malattia?

Comunicazione di assenza per malattia effettuata in ritardo o non effettuata: quali sono le conseguenze per il lavoratore?

 

Quando ci si ammala, oltre all’invio telematico del certificato medico all’Inps, che deve avvenire entro due giorni dal verificarsi della patologia, è necessario avvertire subito l’azienda dell’assenza.

Il termine entro cui avvertire il datore di lavoro è differente a seconda del contratto collettivo applicato, posto che la comunicazione debba avvenire il prima possibile, per dar modo di organizzarsi per tempo.

Ma cosa succede se il lavoratore avverte in ritardo l’azienda, o non avverte?

 

 

Comunicazione di malattia: che cosa prevedono i contratti collettivi

Innanzitutto, bisogna prima comprendere quanto tempo si ha per avvertire l’azienda dell’assenza.

Normalmente si deve avvertire:

 

prima dell’inizio del turno di lavoro, per le aziende che applicano i seguenti contratti collettivi: Telecomunicazioni, Terziario e Commercio, Turismo, Gomma/Plastica, Carta,  Tessile/Abbigliamento/Confezioni, Grafica /Editoria, Alimentare;

 

entro 2 ore dall’inizio del turno lavorativo, per le aziende che applicano il CCNL Autotrasporto;

 

entro 4 ore dall’inizio del turno lavorativo, per le aziende che applicano i seguenti CCNL: Autotrasporto (relativamente al personale viaggiante e soggetto a turni continui avvicendati),  Legno/Arredamento, Chimica, Calzature;

 

entro il 1° giorno di assenza, per le aziende che applicano il CCNL Metalmeccanica.

 

Tutti i contratti, però, prevedono la non soggezione all’obbligo nei casi di giustificato e comprovato impedimento.

 

 

Mancata comunicazione di assenza per malattia

Se la comunicazione di assenza non è inviata nei termini prescritti dal contratto collettivo, è necessario che il lavoratore giustifichi tale inadempimento, anche se questa è inoltrata in ritardo, pena l’applicazione di una sanzione disciplinare.

La sanzione disciplinare può essere irrogata anche se il lavoratore ha comunque inviato il certificato medico giustificativo dell’assenza nei termini [1]. Difatti, la segnalazione dell’assenza prima dell’inizio del turno lavorativo è imposta al fine di tutelare tutelare la corretta esecuzione dell’attività: si tratta di un interesse del datore (e degli utenti) differente da quello della verifica dell’effettività della patologia.

Per evitare conseguenze, è allora necessario provare l’esistenza di un giustificato impedimento all’invio della comunicazione.

 

 

Mancata comunicazione di assenza per malattia: come giustificare?

Le ipotesi che consentono di giustificare il mancato avvertimento del datore di lavoro, per le assenze per malattia, sono molto più ristrette rispetto a quelle che consentono di giustificare l’assenza alla visita fiscale.

Questo, logicamente, in quanto un conto è risultare assenti dalla propria abitazione in un determinato arco di tempo, un conto è risultare totalmente impossibilitati ad effettuare una comunicazione, anche tramite una telefonata.

Così, risulta sicuramente giustificata la mancata comunicazione dovuta a casi di forza maggiore: un incidente, un grave malore, o comunque una patologia che comporti immediati accertamenti o ricovero. In questo caso, è ovviamente il personale sanitario ad attestare la gravità della situazione.

 

È più complesso, invece, dimostrare di non aver potuto effettuare comunicazioni telefoniche: sarebbe possibile provare tale impossibilità solo qualora il lavoratore dimostri di non avere utenze telefoniche “fisse” attive e di aver esaurito il credito sul cellulare. Ma tale dimostrazione risulta complessa se il lavoratore coabita con qualcuno. Peraltro, non è detto che l’assenza di credito giustifichi il lavoratore, in quanto è sua responsabilità mettere in atto tutti gli accorgimenti possibili per comunicare tempestivamente l’assenza all’azienda; peraltro, quasi tutte le compagnie telefoniche prevedono la possibilità di effettuare una chiamata con addebito al destinatario o di ottenere un credito per le emergenze.

 

Risulta piuttosto difficile anche dimostrare la mancata comunicazione dovuta a un improvviso allontanamento dalla propria abitazione, ad esempio perché ci si è recati in farmacia, o dal proprio medico, dimenticando il telefono cellulare. Questa, difatti, potrebbe essere comunque considerata una negligenza del dipendente, sebbene il recarsi dal proprio medico o in farmacia sia considerata –quando indifferibile- una causa di giustificazione per l’assenza alla visita fiscale: le due situazioni sono trattate in modo differente, in quanto l’invio di una comunicazione è un obbligo più immediato e semplice da adempiere rispetto alla reperibilità in un’intera fascia oraria.

Deve essere, comunque, valutata diversamente la comunicazione inviata con un leggero ritardo, rispetto a quella inoltrata con forte ritardo o, naturalmente, non inoltrata.

 

 

Mancata comunicazione di assenza per malattia: quali conseguenze?

La mancata comunicazione di assenza per malattia dà luogo, come già esposto, a una sanzione disciplinare; se non è prevista specificamente dal contratto collettivo applicato, l’applicazione della sanzione deve rispondere alle seguenti caratteristiche:

 

– rispettare i generali criteri di correttezza e buona fede [2], che vietano reazioni sleali e pretestuose;

– essere proporzionata con i comportamenti posti in essere dal dipendente [3].

 

La valutazione della proporzionalità delle sanzioni applicate è demandata al giudice, nel caso in cui sorga un contenzioso in merito.


[1] Cass. sent. n. 2023 del 04.02.2015.

[2] Artt. 1175 e 1375 Cod. Civ.

[3] Cass. Sent. 1481 del 10.02.2000.

 


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