Fondo patrimoniale solo tra coniugi?
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23 Mag 2016
 
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Fondo patrimoniale solo tra coniugi?

Il fondo patrimoniale si può fare solo tra marito e moglie o anche tra persone non spostate conviventi o separate e divorziate?

 

Il fondo patrimoniale può essere creato solo da coniugi, ossia tra persone sposate e da persone dello stesso sesso legate da unione civile [1]; di conseguenza, esso cessa anche quando cessa il matrimonio, con il divorzio, l’annullamento del matrimonio o con lo scioglimento dell’unione civile. Non è sufficiente la semplice separazione per far sciogliere il fondo patrimoniale.

 

Tuttavia, con particolare riferimento ai coniugi, anche in caso di divorzio o annullamento del matrimonio, il fondo patrimoniale continua a esistere se ci sono figli minori: in particolare il vincolo sui beni immobili della famiglia continua a permanere finché il figlio più piccolo non compie 18 anni, diventando maggiorenne. Stesso discorso nel caso di morte di uno dei due coniugi.

 

Pertanto i redditi dei beni che rimangano destinati al fondo sono imputati, ai fini IRPEF, per intero al coniuge superstite (se l’altro è deceduto) o al coniuge cui sia stata esclusivamente attribuita l’amministrazione del fondo stesso.

Ciò anche nel caso in cui il giudice conceda ai figli la proprietà o il godimento di alcuni beni del fondo.

Se è attribuita la proprietà, va pagata l’imposta sulle successioni e donazioni.

 

Inoltre, anche se non espressamente previsto dalla legge, si ritiene che la cessazione possa essere decisa di comune accordo dai coniugi.

 

Non è possibile creare un fondo patrimoniale tra persone non sposate, non unite civilmente semplicemente conviventi, neanche se sono presenti figli. Si potrà, tutt’al più, utilizzare altri strumenti di tutela dei beni immobili come il trust.

 

Ricordiamo che il fondo patrimoniale è una convenzione matrimoniale che consiste in un vincolo posto su un complesso di beni, nell’interesse della famiglia, realizzato tramite la costituzione di un patrimonio separato di destinazione, con limitazione dei poteri dispositivi dei costituenti e di eventuali azioni esecutive da parte dei creditori.

Nella gran parte dei casi è utilizzato per difendere i beni familiari da possibili pignoramenti dei creditori per debiti sorti di natura speculativa o per l’acquisto di beni non indispensabili alle esigenze della famiglia: invece, per tutti gli altri debiti, i relativi creditori possono ugualmente pignorare gli immobili inseriti nel fondo patrimoniale (ai quali, infatti, il fondo patrimoniale non è mai opponibile anche decorsi i cinque anni per l’esercizio dell’azione revocatoria).

 

La costituzione di un fondo patrimoniale al solo fine di non pagare i creditori e le tasse (per esempio, allo scopo di sottrarsi al pignoramento di Equitalia), potrebbe far sussistere gli estremi del reato di sottrazione fraudolenta dei beni al pagamento dei creditori e delle imposte.

 


[1] Alle unioni civili  è applicabile quasi tutto il capo VI (relativo al regime patrimoniale della famiglia). In particolare trova applicazione la sez. II (del fondo patrimoniale), la sez. III (della comunione legale), la sez. IV (della comunione convenzionale), la sez. V (del regime di separazione dei beni) e la sez. VI (dell’impresa familiare).

 

Autore immagine: 123rf com

 


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