Posso chiedere l’acconto sullo stipendio?
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23 Mag 2016
 
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Noemi Secci
 


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Posso chiedere l’acconto sullo stipendio?

Anticipo della retribuzione: quando può essere richiesto, con quali modalità viene erogato e restituito, adempimenti amministrativi e contabili.

 

Lo stipendio, sebbene sia normalmente erogato, secondo gli accordi collettivi, entro una determinata data, può essere versato prima del termine previsto, anche in parte, dal datore di lavoro. Su richiesta del dipendente, difatti, possono essere erogati degli acconti, o, più correttamente, degli anticipi: ma sino a che limite possono essere erogati e quali sono gli adempimenti da porre in essere?

 

 

Anticipo della retribuzione: come funziona

Gli adempimenti formali in merito alla richiesta dell’acconto sulla retribuzione sono abbastanza esigui. Non esiste, difatti, un particolare modulo da compilare per la richiesta di anticipi sullo stipendio, anche se è consigliabile presentare una domanda per iscritto motivata. All’erogazione dell’acconto, il datore di lavoro deve far firmare una ricevuta, nella quale si specifica l’importo e la mensilità di stipendio a cui l’anticipo si riferisce (si veda facsimile).

Vediamo un esempio per capire meglio: un dipendente, il 10 maggio, chiede un anticipo sullo stipendio della mensilità corrente e il datore di lavoro glielo concede. A fine mese, nella redazione della busta paga, deve essere indicato  l’acconto già erogato al lavoratore. L’importo viene così decurtato direttamente dalle competenze indicate nel cedolino paga.

Dal punto di vista della tassazione dello stipendio, nulla cambia, in quanto l’anticipo erogato diminuisce il netto da corrispondere al dipendente, non l’imponibile. Per esempio, se lo stipendio netto  ammonta a 1000 euro, il lordo a 1400 euro e l’acconto a 900 euro, le imposte e i contributi sono comunque computati sul lordo, cioè su 1400 euro, mentre il netto del mese sarà pari a 100 euro, invece di essere pari a 1000 euro (1000 euro netti – acconto di 900 euro).

 

 

Anticipo della retribuzione: registrazioni contabili

Sono invece più complessi gli adempimenti contabili che deve porre in essere il datore di lavoro: questi, difatti, in merito agli anticipi deve effettuare delle apposite registrazioni.

Facciamo un esempio:

 

–  in data 10 maggio, il dipendente Verdi domanda un anticipo di 500 euro; questo  è corrisposto in contanti e deve essere registrato in partita doppia movimentando in dare il conto finanziario “Dipendenti c/anticipi retribuzione”, o “Personale c/anticipi“,  in quanto indica il credito dell’impresa per l’acconto, mentre in avere deve essere movimentato il conto “Cassa”;

– se l’acconto non è erogato in contanti può essere utilizzato il conto “Banca”;

 

– al momento della rilevazione della retribuzione dovuta, deve essere registrato in avere il debito verso il dipendente nel conto “Dipendenti c/retribuzione”; supponiamo che la retribuzione dovuta sia pari a 1300 euro;

 

– al pagamento dello stipendio, il datore trattiene l’acconto versato ed eroga al dipendente la sola differenza: la scrittura contabile da rilevare vedrà in dare il conto “Dipendenti c/retribuzione”, pari allo stipendio intero di 1.300 euro, ed in avere il saldo della retribuzione, pari a 800 euro, esposto nel conto “Banca” (supponendo che il saldo sia pagato con assegno bancario), più i 500 euro dell’anticipo, esposti nel conto “Dipendenti c/anticipi retribuzione”.

In questo modo il conto risulterà chiuso.

 

 

Anticipo della retribuzione e limiti al contante

Secondo il MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze) la rateizzazione dello stipendio è ammissibile, a condizione che l’anticipo (o gli anticipi) erogati in contanti non eccedano il valore complessivo di 999,99 euro e che il saldo sia versato con strumenti tracciabili, anche se l’importo residuo è inferiore al limite di 1.000 euro.

Ad esempio, se il dipendente richiede degli anticipi su uno stipendio che ammonta a 1.500 euro, questi possono essere erogati anche in più acconti, ma sino al limite complessivo di 999,99 euro; il saldo, anche se pari a 500 euro, dunque inferiore a 1.000 euro, deve essere versato con strumenti tracciabili, come assegni o bonifici.

Non è invece consentito erogare acconti complessivamente superiori a 999,99 euro, anche se ciascuno inferiore a tale limite, né erogare in contanti sia l’acconto che il saldo, quando la loro somma supera i 999,99 euro (ad esempio acconto pari a 900 euro e saldo pari a 600).

 

 

Anticipo retribuzione: facsimile della ricevuta

Ecco un esempio di ricevuta da far firmare al dipendente in caso di erogazione di un acconto.

 

Spett.le….

via…….

città…………

OGGETTO: Ricevuta di pagamento stipendio del mese di …….

 

Con la presente il sottoscritto (nome e cognome dipendente, codice fiscale),

dichiara di aver ricevuto l’importo di euro (specificare importo dell’acconto erogato)

dal sig.re / sig.ra (nome datore di lavoro)rappresentante legale della società (nome azienda)

con sede in (Comune in cui ha sede l’azienda)

in acconto dello stipendio maturato il mese di (specificare il mese a cui si riferisce l’acconto).


 


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