Come dimostro che non ho ricevuto la cartella Equitalia?
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23 Mag 2016
 
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Redazione
 


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Come dimostro che non ho ricevuto la cartella Equitalia?

Sull’estratto di ruolo che mi è stato consegnato da Equitalia risulta la notifica di una cartella di pagamento che, in realtà, non ho mai ricevuto: come faccio a dimostrarlo e a far cancellare il debito?

 

Il contribuente non è tenuto a dimostrare di non aver mai ricevuto la cartella di pagamento di Equitalia risultante, invece, nell’estratto di ruolo; al contrario, è Equitalia che deve provare di averla regolarmente notifica se il contribuente ne contesti il ricevimento.

 

In buona sostanza, al presunto debitore basta presentare un ricorso davanti al giudice competente e ivi sostenere di non aver mai preso conoscenza di alcuna cartella di pagamento, senza dover allegare alcuna prova (del resto, è ontologicamente impossibile la prova di un fatto che non è mai avvenuto). A questo punto, spetta a Equitalia il cosiddetto onere della prova contraria che si sostanzia, in particolare, nei seguenti obblighi:

 

  • per le notifiche di cartelle esattoriali consegnate a mano direttamente dall’ufficiale giudiziario o dal messo notificatore, Equitalia deve depositare, in giudizio, l’originale della cosiddetta “relazione di notifica”. Si tratta di una sorta di verbale che il soggetto, tenuto a consegnare la cartella, deve necessariamente redigere, nel momento in cui si reca al domicilio del contribuente, per dimostrare di aver regolarmente svolto tutte le operazioni di notifica previste dalla legge;
  • per le notifiche effettuate tramite raccomandata a.r., ossia con il servizio postale, Equitalia deve depositare, in giudizio, l’originale dell’avviso di ricevimento (e non anche la copia della cartella, salvo dimostrare che, a quel preciso numero dell’avviso di ricevimento corrisponde solo e unicamente la cartella di pagamento oggetto di contestazione).

 

In caso però di irreperibilità del contribuente, presso il suo domicilio, al momento della notifica, Equitalia deve depositare anche la ricevuta di una seconda raccomandata, con cui ha informato il debitore dell’avvenuto tentativo di notifica non andato a buon fine e del fatto che poteva comunque ritirare il plico direttamente in Comune.

 

 

Un consiglio

Prima di iniziare la causa, il consiglio è quello di verificare con attenzione che effettivamente non sia mai stata notificata (o mai si sia tentato di notificare) la cartella di pagamento “incriminata”. Potrebbe infatti succedere che il destinatario sia stato lontano da casa per qualche giorno (come nel caso di vacanze estive) e che, pertanto, non sia stato nella condizione di ritirare la posta.

Tale circostanza si può accertare, in prima battuta, chiedendo ad eventuali familiari conviventi che potrebbero aver ritirato il plico al posto del destinatario.

Tuttavia, il metodo più sicuro per raggiungere la certezza circa la notifica è quello di presentare a Equitalia una richiesta di accesso agli atti amministrativi, chiedendo di verificare tutta la documentazione attestante l’avvenuta notifica. Una volta ricevuti tali documenti, il contribuente potrà accertarsi che la firma sulle raccomandate sia effettivamente la propria o che la relazione di notifica sia stata compilata correttamente, così scongiurando il rischio di una causa temeraria.

 

Se dai documenti dovesse risultare che la cartella non è mai stata notificata, il contribuente può presentare ricorso, sulla scorta della sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione emessa l’anno scorso (leggi: “Estratto conto Equitalia: si impugna per cartelle mai arrivate”), che consente di impugnare l’estratto di ruolo nella parte in cui indica un debito che, in realtà, non è stato mai portato regolarmente a conoscenza del contribuente. All’esito del ricorso il giudice ordinerà a Equitalia di “decurtare” tale debito dalla posizione del ricorrente.


 


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