730, tutte le agevolazioni disponibili
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23 Mag 2016
 
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Noemi Secci
 


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730, tutte le agevolazioni disponibili

Bonus, detrazioni, deduzioni, crediti d’imposta nella dichiarazione dei redditi: tutte le agevolazioni disponibili.

 

La normativa fiscale italiana prevede numerose agevolazioni sulle imposte: deduzioni, detrazioni, crediti d’imposta e bonus di varia natura, che vanno a diminuire l’importo dell’Irpef da saldare. Probabilmente ancora per poco, dato che il Governo vorrebbe mettere mano a questa “giungla di benefici”, eliminandone la maggior parte per abbassare l’imposizione in via generale.

Ci si chiede, però, se per i cittadini sia meglio avere delle imposte più basse “alla base”, ma senza la possibilità di fruire di agevolazioni, o più alte, ma con la possibilità di abbassarle notevolmente con l’applicazione di benefici fiscali.

Per comprenderlo, vediamo quali sono ed a quanto ammontano le numerose agevolazioni fiscali attualmente esistenti: detrazioni, deduzioni, crediti d’imposta e bonus.

 

 

Deduzioni e detrazioni: differenza

In primo luogo, è necessario capire la differenza tra deduzioni e detrazioni:

 

– le prime consentono di togliere un determinato importo (un costo, un onere sostenuto, o una cifra determinata forfettariamente) dal reddito imponibile (quindi le tasse sono calcolate su un imponibile più basso rispetto al reddito complessivo);

 

– le seconde consentono di sottrarre un determinato importo, o una sua percentuale, direttamente dall’imposta lorda.

 

 

Detrazioni 2016 sul reddito da lavoro e da pensione

Ai contribuenti che possiedono redditi da lavoro dipendente e assimilati, da lavoro autonomo o di pensione, in misura inferiore a una determinata soglia, spettano delle detrazioni fiscali: le detrazioni si calcolano con una formula che cambia a seconda della soglia di reddito posseduta e variano secondo l’ammontare del reddito. Le detrazioni sul reddito di pensione variano anche in base all’età del pensionato. Inoltre, entrambe le tipologie di detrazione devono essere rapportate ai giorni di spettanza nell’anno e non sono cumulabili con le altre detrazioni per redditi di lavoro (cioè si può usufruire, in alternativa, della detrazione sui redditi di pensione, di lavoro dipendente, autonomo o d’impresa minore).

 

 

Detrazione sul reddito da pensione

Per aver diritto alla detrazione per  redditi di pensione, il reddito complessivo non deve superare i 55.000 euro nell’anno.

Grazie all’applicazione della detrazione, per i pensionati esiste la cosiddetta no tax area, cioè una fascia di reddito al di sotto della quale non si pagano imposte. La soglia è pari a:

 

– 7.750 euro, per i pensionati con meno di 75 anni;

– 8.000 euro per i pensionati da 75 anni in su.

 

 

Detrazione pensionati con meno di 75 anni

Le detrazioni per i pensionati al di sotto dei 75 anni sono differenti a seconda della fascia di reddito a cui appartiene il contribuente.

In riferimento all’anno 2015, le detrazioni sono pari a:

 

1725 euro, per reddito complessivo non superiore a 7.500 euro;

 

– se il reddito complessivo è compreso tra 7.500 e 15.000 euro, per quantificare la detrazione si deve applicare la seguente formula:

1.255 + [470 × (15.000 – reddito complessivo) / 7.500];

 

– per reddito complessivo tra 15.000 e 55.000 euro si deve applicare la seguente formula:

1.255 × [(55.000 – reddito complessivo) / 40.000].

 

Nessuna detrazione è prevista sopra i 55.000 euro di reddito.

 

Per l’anno 2016, le detrazioni sono pari a:

 

– 1.783 euro, per reddito complessivo non superiore a 7.750 euro;

 

– per reddito complessivo compreso tra 7.750 e 15.000 euro si deve applicare la seguente formula:

1.255 + [528 × (15.000 – reddito complessivo) / 7.250];

 

– per reddito complessivo compreso tra 15.000 e 55.000 euro si deve applicare la seguente formula:

1.255 × [(55.000 – reddito complessivo) / 40.000].

 

Nessuna detrazione è prevista sopra i 55.000 euro di reddito.

 

 

Detrazione pensionati dai 75 anni in su

 

Per i pensionati con età dai 75 anni in su, le detrazioni 2015 sono pari a:

 

1.783 euro, per reddito complessivo non superiore a 7.750 euro;

 

– per reddito complessivo compreso tra 7.750 e 15.000 euro si deve applicare la seguente formula:

1.297 + [486 × (15.000 – reddito complessivo) / 7.250];

 

– per reddito complessivo compreso tra 15.000 e 55.000 euro si deve applicare la seguente formula:

1.297 × [(55.000 – reddito complessivo) / 40.000].

 

Nessuna detrazione è prevista sopra i 55.000 euro di reddito.

 

Le detrazioni, dal 2016 in poi, sono invece pari a:

 

– 1.880 euro, per reddito complessivo non superiore a 8.000 euro;

– per reddito complessivo compreso tra 8.000 e 15.000 euro si deve applicare la seguente formula:

1.297 + [583 × (15.000 – reddito complessivo) / 7.000];

 

– per reddito complessivo compreso tra 15.000 e 55.000 euro si deve applicare la seguente formula:

1.297 × [(55.000 – reddito complessivo) / 40.000].

 

Nessuna detrazione è prevista sopra i 55.000 euro di reddito.

 

 

Detrazione sui redditi da lavoro dipendente

Chi possiede redditi da lavoro dipendente o assimilati ( ad esempio redditi dei co.co.co. o derivanti da trattamenti di disoccupazione) ha diritto, a seconda della fascia di reddito, alle seguenti detrazioni:

 

– per reddito complessivo non superiore a 8.000 euro: 1.880 euro;

 

– per reddito complessivo compreso tra 8.000 e 28.000 euro si deve applicare la seguente formula:

978 + [902 × (28.000 – reddito complessivo) / 20.000];

 

– per reddito complessivo compreso tra 28.000 e 55.000 euro si deve applicare la seguente formula:

978 × [(55.000 – reddito complessivo) / 27.000];

 

Oltre 55.000 euro di reddito, come osservato per i redditi di pensione, non è prevista nessuna detrazione.

 

In ogni caso la detrazione sulla fascia di reddito minima non può essere inferiore a 690 euro o, per i rapporti di lavoro a tempo determinato (fra cui sono compresi anche i periodi di inattività per i quali si percepiscono i trattamenti a sostegno del reddito erogati dall’Inps), a 1.380 euro, a prescindere dal periodo di lavoro.

 

 

Detrazione redditi di lavoro dipendente: a chi spetta

Le detrazioni sui redditi di lavoro dipendente spettano, oltre a chi possiede reddito da lavoro subordinato, anche a chi possiede i seguenti redditi:

 

– redditi da collaborazione (co.co.co. e vecchi co.co.pro e mini coco.co.);

– compensi corrisposti a soci di cooperative;

borse di studio;

compensi corrisposti da terzi;

– compensi a soggetti impegnati in lavori socialmente utili;

rendite vitalizie e a tempo determinato;

– capitali e rendite da fondi pensione;

– remunerazione dei sacerdoti.

 

 

Bonus Renzi

Sui redditi da lavoro dipendente e assimilati, per i contribuenti che hanno un reddito complessivo sino a 24.000 euro annui, è dovuto un bonus, conosciuto come bonus Irpef o bonus Renzi,  pari a 80 euro mensili e 960 euro annui. Per i redditi da 24.000 a 26.000 euro, l’importo del bonus è ridotto secondo la seguente formula:

 

– 960x (26.000-reddito annuale ) : 2.000.

 

 

Detrazione per lavoro autonomo

Chi possiede redditi da lavoro autonomo o da attività d’impresa (escluse le imprese in contabilità ordinaria) ha diritto alle seguenti detrazioni, che non devono essere proporzionate in base ai giorni di attività:

 

1.104 euro, se il reddito complessivo non supera 4.800 euro;

 

– per reddito superiore a 4.800 euro e sino a 55.000 euro, la detrazione è calcolata con la seguente formula:

1.104 × [(55.000 – reddito complessivo) / 50.200].

 

 

Detrazioni per familiari a carico

Il contribuente che mantiene determinati familiari ha il diritto di usufruire delle corrispondenti detrazioni, dette detrazioni per familiari a carico: un familiare è considerato fiscalmente a carico se il suo reddito non supera 2.840,51 euro.

 

 

Detrazione per figli a carico

La detrazione per figli a carico può variare in base ai seguenti parametri:

reddito complessivo;

età del figlio (minore di 3 anni o meno);

– possesso di handicap da parte del figlio;

numero dei figli.

 

Il figlio è considerato a carico se il suo reddito è sotto la predetta soglia di 2.840,51 euro annui, a prescindere dal fatto che risieda o meno con i genitori.

La detrazione è ripartita, normalmente, al 50% tra padre e madre; può spettare a un solo genitore al 100%:

 

– dietro accordo, se ha il reddito più alto;

– se ha l’altro genitore a carico;

– se risulta affidatario esclusivo (in questo caso è comunque possibile che i genitori decidano di accordarsi per la detrazione al 50%).

 

La detrazione è unica per tutti i figli: non è possibile, cioè, avere a carico un figlio al 100% e gli altri al 50%.

 

 

Detrazione per figli a carico: come si calcola

La detrazione per figli a carico si calcola tramite una formula, che varia a seconda dell’età dei figli, del reddito, del possesso di handicap e del numero dei figli:

– figlio minore di 3 anni: 1.220 × [(95.000 – reddito complessivo) / 95.000];

– figlio da 3 anni in su: 950 × [(95.000 – reddito complessivo) / 95.000].

 

Per ogni figlio, il minuendo e il divisore (cioè i 95.000 euro) sono aumentati di 15.000 euro. Ad esempio, se si hanno 3 figli , i 95.000 euro diventano 125.000.

Dal 4° figlio in su, le detrazioni teoriche sono aumentate di 200 euro. Se un figlio è portatore di handicap, la detrazione teorica è aumentata di 400 euro.

La detrazione non è unica per tutti figli, ma è una per ciascuno e va proporzionata in base ai mesi in cui è presente il requisito del carico (ad esempio, se il figlio nasce il 10 novembre, la detrazione spetta per 2 mesi, quindi si deve dividere per 12 l’importo e moltiplicarlo per 2).

Lo stesso discorso non vale, invece, nel caso in cui il figlio superi la soglia di reddito pari a 2.840,51 euro: ai fini del carico, come abbiamo detto, si considera il reddito complessivo dell’anno, dunque non ha rilevanza il giorno in cui la soglia è superata, fosse anche il 31 dicembre.

 

 

Detrazione per famiglie numerose

Per chi ha dai 4 figli in su, oltre alle esposte detrazioni per ogni figlio a carico, spetta un’ulteriore detrazione, unica per tutti i figli, nota col nome “Bonus famiglie numerose”; questa è:

 

– pari a 1.200 euro;

– indipendente dal reddito;

– indipendente dal numero di mesi nei quali ciascun figlio risulta a carico.

 

Inoltre non si azzera, ma dà diritto a un credito d’imposta se il contribuente è incapiente.

 

 

Detrazione per coniuge a carico

Se un contribuente ha a proprio carico il coniuge e non risulta effettivamente o legalmente separato, ha diritto alla corrispondente detrazione, che varia in base al reddito.

 

In particolare, a seconda della fascia di reddito di appartenenza, la detrazione si determina in questo modo:

 

reddito da 1 a 15.000 euro; la detrazione teorica spettante è pari a 800 euro; la detrazione effettiva si calcola con la seguente formula: 800 – [110x (reddito complessivo : 15.000)];

reddito da 15.001 euro a 29.000 euro: la detrazione spettante è pari a 690 euro;

reddito da 29.001 euro a 29.200 euro: la detrazione spettante è pari a 700 euro;

reddito da 29.201 euro a 34.700 euro: la detrazione spettante è pari a 710 euro;

reddito da 34.701 euro a 35.000 euro: la detrazione spettante è pari a 720 euro;

reddito da 35.001 euro a 35.100 euro: la detrazione spettante è pari a 710 euro;

reddito da 35.101 euro a 35.200 euro: la detrazione spettante è pari a 700 euro;

reddito da 35.201 euro a 40.000 euro: la detrazione spettante è pari a 690 euro;

reddito da 40.001 euro a 80.000 euro: la detrazione teorica spettante è pari a 690 euro; la detrazione effettiva si calcola con la seguente formula: 690 x [(80.000 – reddito complessivo) : 40.000].

 

In alcuni casi la detrazione può non spettare per l’anno intero. Questo accade nell’anno in cui ci si sposa, ci si separa o si verifica il decesso del coniuge. In queste ipotesi, l’importo della detrazione deve essere proporzionato ai mesi effettivi durante i quali il coniuge è stato a carico, considerando che è contata come mese intero qualsiasi frazione di mese.

 

 

Detrazione per altri familiari a carico

Oltre ai figli ed al coniuge, il contribuente può avere a carico ulteriori familiari: questi soggetti, devono risultare conviventi col contribuente, o percepire assegni alimentari non derivanti da provvedimenti giudiziari.

I familiari per cui si può beneficiare della detrazione sono:

 

– i genitori;

– i generi e le nuore;

– il suocero e la suocera;

– i fratelli e le sorelle germani o unilaterali, che convivano con il contribuente o che risultano a carico per provvedimenti dell’Autorità giudiziaria;

– i nipoti nei confronti dei nonni;

– il coniuge legalmente ed effettivamente separato.

 

La formula per il calcolo della detrazione spettante è:

750 x [(80.000 – reddito complessivo) / 80.000]

 

 

Pertanto, non spetta alcuna detrazione sopra gli 80.000 euro; la detrazione, inoltre, va ripartita in ugual misura tra chi ha contribuito a mantenere il familiare.

 

 

Detrazione per spese sanitarie

Le spese sanitarie, proprie e dei familiari a carico, sono detraibili in misura pari al 19%, ma hanno una franchigia di 129,11 euro.

I costi che danno diritto alla detrazione sono:

 

– le spese per l’acquisto di farmaci (si deve possedere lo scontrino parlante, con la dicitura farmaco ed il codice fiscale del contribuente o del familiare a carico);

– le spese per le visite mediche generiche e specialistiche e per le terapie;

– le spese per analisi ed esami di laboratorio;

– i ticket sanitari;

– le spese per cure dentistiche o odontoiatriche;

– le spese per l’acquisto di dispositivi medici (come protesi, occhiali, lenti a contatto…);

– le spese per l’assistenza infermieristica e riabilitativa;

– le spese per interventi chirurgici;

– le spese sanitarie, mediche e di assistenza specifica a favore dei disabili: le spese sanitarie per i disabili (visite mediche specialistiche, acquisto di mezzi di ausilio)sono detraibili dall’imposta al 19%, mentre le spese mediche e di assistenza specifica (assistenza di infermieri, OSS, educatori) sono interamente deducibili dal reddito.

 

 

Spese scolastiche

Con l’entrata in vigore della legge sulla buona scuola, sono detraibili al 19% le seguenti spese scolastiche:

 

– iscrizione e frequenza dell’asilo nido, sino a un massimo di 632 euro annui;

– iscrizione e frequenza di scuole dell’infanzia, primarie e secondarie, sino a un massimo di 400 euro annui;

– iscrizione e frequenza di master, università, scuole di specializzazione, dottorati di ricerca, senza alcun limite massimo; se la scuola è privata, però, il massimo detraibile è pari alle tasse pagate per la corrispondente università pubblica.

Nei costi di iscrizione e frequenza sono compresi quelli della mensa: le spese per la mensa sono comunque conteggiate nel tetto massimo di detraibilità e non danno diritto a una detrazione a parte.

 

 

Bonus scuola

Il bonus scuola, meglio noto come school bonus, è un credito d’imposta previsto per le donazioni effettuate a favore degli istituti di ogni ordine e grado, pubblici e privati paritari; l’erogazione in denaro deve essere finalizzata alle seguenti attività:

 

– realizzazione di nuove strutture scolastiche;

ristrutturazione, miglioramento e manutenzione delle strutture scolastiche già esistenti;

– interventi di potenziamento dell’offerta formativa e di miglioramento dell’occupabilità degli studenti.

 

Il credito d’imposta viene calcolato su un ammontare non superiore a 100.000 euro per ciascun anno d’imposta ed è pari al:

 

65% della liberalità, se effettuata  negli anni 2016 o 2017;

50% della liberalità, se effettuata nel 2018.

 

Lo school bonus può essere fruito in alternativa alla detrazione del 19% prevista per le erogazioni in denaro a favore delle scuole e delle università.

 

 

 

Deduzione contributi dei lavoratori domestici

I contributi dei lavoratori domestici sono deducibili, anche se pagati con i voucher (buoni lavoro), sino al limite di 1.549,37 euro annui.

 

 

Deduzione contributi versati alla previdenza complementare

I contributi versati alla previdenza complementare sono deducibili dal reddito sino a un massimo di 5.164,57 euro all’anno.

 

 

Detrazione assicurazione sulla vita

Le polizze sulla vita sono detraibili al 19%:

– entro 530 euro annui, se l’assicurazione copre il rischio morte o invalidità permanente, oppure il rischio infortuni (per le sole polizze stipulate entro il 31 dicembre 2000);

– entro 1.291,14 euro annui, se l’assicurazione copre il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana.

 

 

Bonus mobili, ristrutturazione e risparmio energetico

Gli interventi sulla casa godono di una detrazione pari al:

 

– 50%, per le ristrutturazioni e gli interventi assimilati sino a un tetto massimo di 96.000 euro (bonus ristrutturazione); la detrazione deve essere rateizzata in 10 anni;

– 50%, sino a un tetto massimo di 10.000 euro, per gli arredi ed i grandi elettrodomestici acquistati in occasione di una ristrutturazione o di un intervento assimilato (bonus mobili);

– 50%, sino a un tetto massimo di 16.000 euro per gli arredi acquistati dalle giovani coppie (di cui almeno un componente under 35) in occasione dell’acquisto della prima casa(bonus mobili giovani coppie);

– 65%, per interventi di miglioramento energetico degli edifici (ecobonus).

 

Per approfondimenti: Bonus casa, tutte le agevolazioni fiscali

 

Interessi del mutuo

Gli interessi del mutuo per l’acquisto della prima casa e delle pertinenze (cantina, garage) godono di una detrazione pari al 19%, sino a un limite di 4000 euro annui. Sono comprese anche le spese accessorie (pagamento intermediazione, spese notarili, etc.).

 

 

Spese per lo sport dei figli

Per l’iscrizione dei figli dai 5 ai 18 anni ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture ed impianti, la detrazione è pari al 19% su un limite massimo di 210 euro annui.

 

 

Spese per l’acquisto di veicoli per i disabili

La normativa prevede ben 4 agevolazioni collegate all’acquisto di veicoli per disabili: i benefici, in particolare, sono riconosciuti ai portatori di handicap grave, aventi minorazioni psichiche o mentali, titolari di assegno di accompagnamento, ai soggetti con pluriamputazioni, ai disabili con capacità motorie ridotte o assenti, ai sordi ed ai non vedenti.

Nel dettaglio, spettano le seguenti agevolazioni, cumulabili tra loro:

 

detrazione dall’Irpef del 19% del costo del veicolo (sino a 18.075,99 Euro);

Iva al 4% sull’acquisto del veicolo;

– esenzione perpetua dal bollo auto;

esonero dall’imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà.

Tutti i benefici sono relativi anche alle riparazioni, e valgono per i seguenti veicoli: autovetture, autoveicoli specifici e per il trasporto promiscuo, autocaravan, motocarrozzette, motoveicoli per il trasporto promiscuo e motoveicoli specifici.

Le spese possono essere detratte dal disabile o dal familiare che lo ha fiscalmente a carico.

 

 

Deduzione spese di assistenza specifica

Il contribuente che ha a carico un disabile grave può dedurre integralmente dal reddito le spese di assistenza specifica. Sono spese di assistenza specifica, oltre all’assistenza infermieristica e riabilitativa, le prestazioni fornite dagli OSS, dagli educatori professionali, dai coordinatori delle attività assistenziali di nucleo, dagli addetti all’assistenza di base e dagli addetti all’attività di animazione e di terapia occupazionale.

 

 

Spese per assistenza di persone non autosufficienti

Le spese per l’assistenza, sia generica che specifica, per persone non autosufficienti ma non in possesso di handicap grave secondo la Legge 104, possono essere detratte dall’Irpef (sia da parte del soggetto, che dei familiari che lo hanno a carico) sino a 2.100 Euro l’anno, ma solo se il reddito non supera 40.000 Euro. È  necessario il possesso di un certificato di non autosufficienza.

 

 

Deduzione costi di abbattimento barriere architettoniche

Le spese, sostenute a favore del disabile o dal disabile stesso,  per l’abbattimento delle barriere architettoniche, beneficiano di una detrazione Irpef del 36%: la detrazione, però, può essere utilizzata soltanto sull’eventuale eccedenza della quota di costo sul quale è stata già fruita la detrazione per ristrutturazione edilizia (pari al 50%).

 

 

Detrazione acquisto mezzi tecnici ed informatici

I portatori di handicap grave, o i soggetti che li hanno a carico, hanno diritto alla detrazione Irpef del 19% del costo  d’acquisto di mezzi tecnici ed informatici (pc, fax, modem, tablet, telefoni, etc.); inoltre, tali apparecchiature godono dell’applicazione dell’Iva agevolata al 4%.

Deve trattarsi, però, di strumentazioni utili a facilitare la comunicazione, l’accesso all’informazione ed alla cultura, l’elaborazione scritta o grafica ed il controllo dell’ambiente.

 

 

Credito d’imposta per arbitrato o negoziazione

Il Bonus per arbitrato o negoziazione è un credito d’imposta riconosciuto alle parti che hanno effettuato, nel 2015, una negoziazione assistita conclusa con successo o un arbitrato concluso con lodo.

Il credito è commisurato al compenso riconosciuto all’avvocato, sino a 250 euro ed è comunicato alle parti dal Ministero della giustizia entro il 30 aprile 2016. Le parti, per ottenere il  bonus, devono però aver fatto domanda al Ministero entro l’11 febbraio 2016.

 

 

Credito d’imposta per la mediazione

È riconosciuto un credito d’imposta anche per la mediazione, meglio nota come conciliazione: si tratta di una procedura alternativa al processo civile, svolta da un terzo imparziale per la risoluzione di una controversia civile o commerciale.

Il credito riconosciuto in caso di successo della mediazione è commisurato al compenso corrisposto ai conciliatori, fino al limite di  500 euro; in caso di insuccesso il credito è dimezzato.

Il bonus è riconosciuto dal Ministero della giustizia entro il 30 maggio di ciascun anno.

 

 

Art bonus

L’art bonus è un credito d’imposta a cui il contribuente ha diritto per le donazioni in denaro effettuate a favore di determinate attività culturali, artistiche e di spettacolo:

 

– manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici;

interventi di sostegno di istituti e luoghi di cultura pubblici, fondazioni lirico-sinfoniche e teatri di tradizione;

– realizzazione di nuove strutture, restauro e potenziamento di quelle esistenti a favore di enti pubblici che operano nello spettacolo.

 

Il bonus è pari al 65% della liberalità; per le erogazioni in denaro a favore di attività diverse da quelle elencate, come l’acquisto di beni culturali, è prevista una detrazione del 19%.

 

 

Detrazione del canone di affitto

Il canone di locazione dell’immobile destinato ad abitazione principale può essere detratto dall’Irpef, per il conduttore(l’inquilino), nella misura di:

 

300 euro, se il reddito dell’inquilino fino a 15.493,71 euro;

150 euro, se l’inquilino ha un reddito compreso tra 15.493,71 e 30.987,41 euro;

495,80 euro, se il reddito dell’inquilino fino a 15.493,71 euro, l’affitto è a canone concordato, e l’immobile si trova in zone ad alta densità abitativa;

247,90 euro, se l’inquilino ha un reddito compreso tra 15.493,71 e 30.987,41 euro, l’affitto è a canone concordato, e l’immobile si trova in zone ad alta densità abitativa;

991,60, se l’inquilino ha tra i 20 ed i 30 anni, ed il suo reddito è fino a 15.493,71 euro;

991,60 euro, se il reddito dell’inquilino fino a 15.493,71 euro, e questi è un lavoratore dipendente trasferito all’estero o in altra sede di lavoro in Italia, distante più di 100 km dalla residenza precedente;

495,80 euro, se il reddito dell’inquilino è compreso tra 15.493,71 e 30.987,41 euro, e questi è un lavoratore dipendente trasferito all’estero o in altra sede di lavoro in Italia, distante più di 100 km dalla residenza precedente.

 

Se l’inquilino è uno studente universitario, la cui sede dista almeno 100 km dalla residenza, ha diritto a una detrazione del 19% sull’importo del canone, entro i 2.633 euro.

 

Se l’inquilino è incapiente (cioè la somma delle detrazioni supera l’imposta), spetta comunque un credito pari alla quota di detrazione non fruita.

 

 

Altre spese detraibili o deducibili nel 730

Tra gli altri costi che si possono scaricare dal 730 ci sono, infine:

 

– le spese veterinarie;

– le donazioni a favore delle istituzioni religiose;

– le donazioni a favore di Onlus, associazioni di promozione sociale, associazioni di mutuo soccorso ed ex ONG;

– le donazioni di immobili vincolati;

– le liberalità a favore delle associazioni sportive;

– le erogazioni a favore di attività culturali, artistiche e di spettacolo.


 


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